Ha commesso indicibili crudeltà e ora farà i conti con la giustizia: condannata la padrona del cane più piccolo del mondo e il motivo è ... Leggi tutto
L’articolo Condannata la padrona del cane più piccolo del mondo: ecco il perché è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Ha commesso indicibili crudeltà e ora farà i conti con la giustizia: condannata la padrona del cane più piccolo del mondo e il motivo è atroce.

Era diventata famosa proprio grazie al fatto che il suo quattro zampe forse aveva battuto il record per le dimensioni più piccole. Eppure, nonostante la popolarità e l’amore che l’animale nutriva per lei, ciò non le ha impedito di essere crudele nei suoi confronti e perciò ora dovrà pagare per ciò che ha fatto. E’ stata condannata la padrona del cane più piccolo del mondo per crudeltà sugli animali: ecco come si sono svolti i fatti.
I protagonisti di questa brutta storia sono Gemma Blackman di Banbury (Oxfordshire) e il suo cane, il minuscolo Olaf di razza Chihuahua e di soli 24 cm di lunghezza: lei stessa diceva di lui che si trattasse del cane più piccolo al mondo (sebbene il primato, secondo le stime del Guinnes World Records, spetti a una cagnolina di nome Pearl). Anche la donna aveva goduto della fama che aveva travolto il suo quattro zampe.
Ma a quanto pare la loro storia nascondeva alcune ombre: un uomo ha infatti accusato Gemma Blackman, questo il nome della 43enne inglese, padrona di Olaf, di sfruttare il suddetto cane come cane da monta per generare cani piccoli, generando un allevamento fruttuoso, che le avrebbe fatto guadagnare migliaia di sterlina (si stimano intorno ai 14mila euro).
L’allevamento illegale degli animali avrebbe coinvolto anche esemplari con patologie gravi, pratica normalmente vietata negli allevamenti legalizzati. Le accuse hanno trovato fondamento, anche perché è stata la stessa Blackman a riconoscersi responsabile delle accuse e del traffico illegale di esemplari, vendendo cuccioli con difetti genetici.
Secondo la Legge vigente l’operato della donna si configurava perfettamente nell’infrazione delle normative sul benessere animale e crudeltà verso lo stesso. così infatti si è pronunciato il tribunale di Reading. In seguito al processo la donna inglese è stata condannata a due anni di servizi sociali ma soprattutto ha avuto il divieto assoluto di allevare cani per due anni.

Inoltre dovrà sborsare una somma di danaro di oltre 2mila sterline per la copertura delle spese processuali e vari contributi. Può sembrare solo una pena legale ma il suo valore è anche metaforico, poiché funge da monito per coloro che commettono reati simili a scopo di lucro. Inoltre dopo l’accaduto, il membro di gabinetto del consiglio per la salute e la sicurezza delle comunità locali, Rob Pattenden, ha invitato i cittadini ad adottare solo animali da allevamenti legalizzati.
Scopri le altre notizie della nostra redazione:
Infine dal punto di vista umano, è davvero crudele pensare che in questa losca faccenda siano morti tanti animali innocenti, che sono nati solo per assecondare i loschi guadagni di una donna e spesso senza ricevere le giuste cure veterinarie di cui necessitavano.
L’articolo Condannata la padrona del cane più piccolo del mondo: ecco il perché è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Aveva perso la voglia di vivere a causa della sua malattia, ma Scooby gli ha ridato la gioia: il cane guida che ha trasformato la ... Leggi tutto
L’articolo Scooby ridà il sorriso a David dopo la malattia: la storia del cane che ha cambiato tutto è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Aveva perso la voglia di vivere a causa della sua malattia, ma Scooby gli ha ridato la gioia: il cane guida che ha trasformato la vita del suo padrone.

Era arrivata all’improvviso e aveva cambiato del tutto la sua vita: David era stato sopraffatto da un senso di spaesamento poiché non riusciva più a svolgere il suo lavoro, quello che amava tanto. E così, lentamente, si è lasciato prendere dall’angoscia e dalla depressione, fino a quando nella sua vita è entrato Scooby, il cane guida che ha trasformato la vita del suo padrone. La loro storia è un ulteriore esempio di amicizia e lealtà che dura fino alla morte.
David Isaac era un grafico, appassionato del suo lavoro e dei progetti che portava avanti con orgoglio; ma quando nella sua vita è subentrat9o il diabete e un problema alla vista, tutto è cambiato. Il suo lavoro era compromesso dalle difficoltà della vista, e quindi si è lascito andare a una vita più solitaria e meno appagante.
Anche il suo carattere era cambiato: amava uscire e vedere gente, ma con i problemi di salute incombenti anche questo era cambiato. La sua attenzione era interamente focalizzata su ciò che aveva perso, sulla vita che non aveva più e sul lavoro che non avrebbe potuto più svolgere come un tempo.
La vita all’aria aperta ora gli sembrava una corsa ad ostacoli, poiché non riusciva più a muoversi liberamente. Ma dopo alcuni anni di depressione e solitudine, un giorno ha deciso di reagire al presente e di affidarsi all’organizzazione benefica Guide Dogs, che si occupa appunto di addestrare cani guida per non vedenti e ipovedenti. L’anno 2016 è stata la vera svolta, perché nella sua vita è entrato Scooby.
L’amore e la vitalità travolgente di questo incrocio tra un Labrador Retriever e un Golden Retriever hanno cambiato, e in meglio stavolta, la vita del suo padrone, ‘costringendolo’ ad uscire, a incontrare gente nuova, come sostengo e aiuto materiale anche nell’evitargli gli ostacoli in strada.
Non era solo una compagnia, era un sostegno, un amico, una ‘spalla su cui piangere’. Scooby ha spinto David a muoversi di nuovo, a uscire da casa e andare in posti che ormai non frequentava più da tempo. Era molto meglio di un ‘bastone bianco’! Gli faceva evitare ostacoli e auto, regalandogli una nuova forma di autonomia.

Inoltre proprio grazie a Scooby, David ha iniziato a intraprendere nuovi sport, come la navigazione a vela e ha cambiando lavoro presso il consiglio locale cittadino. Sono rimasti amici fino al dicembre del 2023, quando Scooby se n’è andato dopo 7 anni insieme, lasciando un gran vuoto nella vita di David e della sua famiglia.
Scopri le altre notizie della nostra redazione:
E anche se l’anno successivo nella loro vita è entrato un altro cane della stessa razza Labrador, non lo hanno mai dimenticato e una foto di Scooby troneggia in casa a ricordo dell’aiuto e del cambiamento che ha portato nella vita del suo padrone, che ha ritrovato il sorriso proprio grazie al suo cane guida.
L’articolo Scooby ridà il sorriso a David dopo la malattia: la storia del cane che ha cambiato tutto è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Voleva attirare l’attenzione di qualcuno per salvarlo, perché era in grave pericolo: cane va alla stazione di servizio per aiutare il padrone. Si fermava lì ... Leggi tutto
L’articolo Rex aspetta il suo padrone alla stazione per una settimana: quello che succede commuove tutti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Voleva attirare l’attenzione di qualcuno per salvarlo, perché era in grave pericolo: cane va alla stazione di servizio per aiutare il padrone.

Si fermava lì ma non chiedeva aiuto, almeno non in maniera esplicita: sperava che qualcuno spontaneamente lo seguisse per poi ritrovarsi sul luogo dove era avvenuto un incidente. Un cane va alla stazione di servizio per giorni solo per aiutare il padrone che era in stato di incoscienza. Un’altra storia di amore e fedeltà fino alla fine di un quattro zampe verso il suo amato padrone.
Era un bel tragitto quello che Rex faceva ogni giorno per raggiungere la stazione di servizio: era lì ogni giorno e per più ore al giorno. Poi la sera si perdeva di nuovo tra gli alberi di un bosco vicino. Non cercava esplicitamente di attirare l’attenzione di qualcuno né chiedeva aiuto, eppure la sua presenza non era passata inosservata all’operatore di quella pompa di benzina.
Non riusciva a capire perché il cane si fermasse sempre nello stesso punto, alla pompa numero tre, per ore e sotto la neve. Era come in attesa di qualcuno; ma poiché il luogo non era dei migliori frequentati, l’uomo ci aveva messo un po’ a capire che nessuno stava cercando di tendergli un’imboscata utilizzando il cane come ‘esca’.
Quindi dopo qualche giorno aveva pensato di fare la sua conoscenza, offrendogli una salsiccia calda. Ma quel cane non sembrava tanto interessato al cibo quanto a farsi seguire da colui che finalmente gli stava dando attenzione: infatti non toccò la salsiccia, che rimase a terra accanto a lui, ma cercò di far capire al suo gentile nuovo amico che voleva andare con lui in un posto. Dunque alla fine del suo turno, l’operatore ha deciso di seguire il quattro zampe nel luogo dove sembrava sparire ogni sera: quando è arrivato in un luogo fitto di alberi ha fatto una scoperta sconvolgente.
Di certo l’uomo non aveva capito che il cane non lo stava portando in un luogo qualsiasi, bensì sulla scena dove si era consumato un incidente d’auto. Alla guida della macchina, ancora al volante e in stato di semi-incoscienza vi era proprio il padrone di Rex, che non avrebbe avuto ancora molte ore da vivere, se il suo fedele quattro zampe non avesse portato qualcuno disposto ad aiutarlo.

Scopri le altre appassionanti storie della nostra redazione:
Immediatamente l’uomo ha chiamato i soccorsi, che sono sopraggiunti con un’ambulanza. Nemmeno quando sono arrivati gli operatori sanitari per mettere il paziente, gravemente ferito e in stato di incoscienza, il suo Rex voleva abbandonarlo. Se non fosse stato per il suo intervento, il suo padrone molto probabilmente sarebbe morto.
L’articolo Rex aspetta il suo padrone alla stazione per una settimana: quello che succede commuove tutti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Un metodo per riciclare che ha anche un nobilissimo scopo: ragazzo costruisce cucce per cani randagi con bottiglie di plastica. Non servivano più a nessuno, ... Leggi tutto
L’articolo Dalle bottiglie alla speranza: il gesto di un ragazzo per i cani randagi è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Un metodo per riciclare che ha anche un nobilissimo scopo: ragazzo costruisce cucce per cani randagi con bottiglie di plastica.

Non servivano più a nessuno, ma lui ha pensato di ricavarci qualcosa di molto utile per coloro che non hanno voce e che vivono in grande difficoltà: un ragazzo costruisce cucce per i cani randagi con le bottiglie di plastica usate. Un metodo nobile ed intelligente di riciclare un materiale che si presta anche come isolante durante le stagioni più fredde dell’anno: un’idea dolcissima per i quattro zampe che vivono in strada.
Il ragazzo che ha pensato di costruire delle cucce ricavate dalle bottiglie di plastica usate deve essere dotato non solo di fine intelligenza ma anche di umanità e amore nei confronti dei cani, soprattutto quelli più in difficoltà. Per superare al meglio la stagione invernale ha pensato di costruire queste ‘capanne’ di plastica che fungono non solo da riparo dalla pioggia ma anche dal freddo esterno.
Siamo in Spagna e da cumuli e cumuli di bottiglie di plastica finite e buttate via, al protagonista umano di questa storia è venuta una grande idea, quella di riciclarle. Quindi è passato vicino ai bidoni della raccolta differenziata e ha ben pensato di racimolarne il più possibile, le ha portate a casa e ha iniziato a fabbricare le sue personalissime cucce. I cani randagi hanno molto apprezzato le sue ‘creazioni’ e si sono immediatamente ambientati al loro interno.
In questo modo ha dato un’opportunità ai randagi che vivevano in strada e non sapevano dove ripararsi durante la pioggia o il freddo gelido della zona. Alcuni sopportavano stoicamente sui marciapiedi, altri provavano ad accostarsi a muri e panchine, per avere un minimo di copertura. Ora tutti potranno avere la loro casa.
Guardandoli abbandonati al freddo della strada, il ragazzo avrà pensato: come aiutare i cani randagi (soprattutto con il brutto tempo)? Se l’idea gli era balenata in fretta nella mente, la realizzazione delle cucce non è stata affatto lasciata al caso, anzi.

Ha preso le bottiglie e le ha compresse, compattandole, in modo da creare dei veri e propri muri. L’aria chiusa dal tappo e quella tra le bottiglie, che restava tra questi strati, fungeva da isolante contro il freddo.
E così queste cucce improvvisate hanno dato conforto e riparo col calore ai randagi della zona. E non era finita qui: le cucce erano anche ‘personalizzate’ con colori vivaci e infine posizionate dove c’era più bisogno, ovvero dove il ragazzo sapeva che si sarebbero radunati i cani per passare la notte.
Scopri le storie più emozionanti della nostra redazione:
Quindi è stata una soluzione che non solo ha aiutato i randagi ma ha anche rispettato l’ambiente, dato che utilizza solo materiali di scarto, che per i più costituiscono mera spazzatura. Ed è anche la dimostrazione pratica che, volendo, si possono ottenere grandissimi risultati con una spesa minima.
L’articolo Dalle bottiglie alla speranza: il gesto di un ragazzo per i cani randagi è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Un pilota cambia la direzione del volo per salvare il cane Simba: rischiava la sua vita nella stiva dell’aereo ma, grazie a lui, ora è ... Leggi tutto
L’articolo Il volo cambia direzione per Simba: la decisione del pilota che ha fatto la differenza è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Un pilota cambia la direzione del volo per salvare il cane Simba: rischiava la sua vita nella stiva dell’aereo ma, grazie a lui, ora è salvo.

C’era un problema alla stiva e proprio lì stava viaggiando un quattro zampe di sette anni, Simba. La situazione poteva aggravarsi da un momento all’altro quindi il pilota cambia la direzione del volo per salvare il cane. Una storia che racconta un gesto pieno d’amore e necessario per poter salvare la vita del Fido in pericolo: ecco in quale situazione si era trovato l’animale e in che modo il valoroso ed eroico pilota è riuscito a salvargli la vita.
Simba, un Bulldog francese di sette anni, stava viaggiando dentro la stiva, come spesso accade (infatti vi sono compagnie aeree che non accettano ancora cani in cabina) poiché non gli era consentito di stare in cabina col suo padrone. Ma quel giorno, su quel volo internazionale, l’ambiente aveva avuto un problema di riscaldamento, di cui si erano accorti i membri dell’equipaggio.
Infatti per un guasto meccanico, la temperatura stava scendendo e sarebbe scesa ulteriormente durante il tragitto in volo: di conseguenza non vi era tempo da perdere per salvare la vita del quattro zampe. Tuttavia ciò ha richiesto una manovra di volo che il pilota non ha esitato a fare: ha dovuti infatti cambiare la direzione, andando verso Francoforte, probabilmente l’aeroporto più vicino.
Dopo aver dunque valutato la situazione e i suoi rischi, il pilota non ha esitato a compiere un gesto ricco d’amore ma che avrebbe avuto delle conseguenze notevoli: infatti un cambio di rotta avrebbe comportato un dispendio di carburante e di tempo, poiché si trattava di una sosta ‘imprevista’ che avrebbe inciso sull’orario di arrivo per tutti i passeggeri a bordo.
Al pilota però importava principalmente di salvare la vita al cane e non le conseguenze pratiche che il suo atto avrebbe avuto sulla sua carriera. E così il volo è stato ‘dirottato’ verso Francoforte, in Germania, per consentire lo spostamento di Simba su un altro velivolo aeromobile. Solo così il cane ha potuto viaggiare su un apparecchio, la cui stiva aveva un impianto di riscaldamento funzionante.

La sosta improvvisa ha fatto accumulare complessivamente 75 minuti di ritardo e una spesa extra di 10mila dollari, ma la reazione dei passeggeri a bordo, nonostante l’imprevisto, hanno apprezzato e lodato il comportamento del pilota, se non tutti almeno la maggior parte di loro. E quelli che hanno capito il gesto si sono addirittura complimentati con l’intero equipaggio.
La storia risale a circa un anno fa ma dimostra ancora una volta quanto anche gli umani possano dimostrarsi grati e amorevoli verso coloro che da sempre ci regalano solo fedeltà e affetto, senza condizioni.
Leggi le altre storie che abbiamo selezionato per te:
In realtà la decisione presa dal pilota non gli avrebbe fatto ‘rischiare’ la carriera, poiché lui risulta responsabile di tutte le vite a bordo, sia umane che animali. Dunque ha fatto più che bene a dare priorità alla vita di Simba. Solo quando il volo su cui viaggiava il cane è arrivato a Toronto, ha potuto finalmente rabbracciare il suo padrone, che sarà per sempre grato ai membri di quella compagnia per aver salvato la vita al suo cane, che lui stesso ha paragonato a ‘un figlio’.
L’articolo Il volo cambia direzione per Simba: la decisione del pilota che ha fatto la differenza è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Li ha salutati nel mondo migliore e se n’è andato in loro compagnia: l’ultimo giorno in famiglia del cane morto Duke. Stava per andarsene e ... Leggi tutto
L’articolo L’addio a Duke: il cane malato che ha vissuto il suo ultimo giorno più bello con la famiglia è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Li ha salutati nel mondo migliore e se n’è andato in loro compagnia: l’ultimo giorno in famiglia del cane morto Duke.

Stava per andarsene e lo sapeva, tutti intorno a lui lo sapevano ma hanno deciso di regalargli le ultime ore migliori che potesse vivere: così Duke se n’è andato. Il cane è morto ma il suo ultimo giorno in famiglia è stato incredibile, e resterà di esso un ricordo felice per tutti. La famiglia Roberts, la famiglia di Duke, gli ha detto addio organizzando per lui un ‘ultimo giorno di vita’ perfetto, con tutto ciò che amava di più fare e mangiare.
Già quando è entrato in quella casa, tutti in famiglia sapevano che i suoi problemi di salute avrebbero ben presto preso il sopravvento. Ma questo non ha impedito loro di innamorarsi di Duke, per la sua vivacità e la sua allegria. Nemmeno la malattia era riuscito a spegnere il suo sguardo vispo e pieno di vita.

Era determinato nel voler vivere i giorni che gli rimanevano nel miglior modo possibile e lo si vedeva nel suo modo di affrontare la vita ogni giorno; era stanco ma non perdeva mai occasione per giocare e stare in compagnia delle persone che amava, che a loro volta gli hanno fornito amore e tutte le cure possibili.
Purtroppo tutto ciò non è bastato e le condizioni di Duke, come prevedibile, hanno iniziato progressivamente a peggiorare. Tra visite e terapie, l’amore della famiglia si è stretto intorno al quattro zampe e lo ha accompagnato fino al suo ultimo giorno. Tutti avevano deciso che però quello doveva essere memorabile.
I Roberts avevano capito che si stava ormai avvicinando il momento dell’addio e quindi hanno pensato di organizzare per Duke un addio perfetto, con tutto quello che gli piaceva: dal cibo alle attività alle persone che amava, ovvero tutti loro. Sarebbe stato triste comunque salutarlo ma volevano che vivesse nella serenità e nella gioia gli ultimi istanti prima di intraprendere il viaggio sul ”ponte dell’arcobaleno”.

Gli hanno ‘concesso’ di fare tutto ciò che desiderava, a partire dai suoi cibi preferiti: hamburger e dolci, che gli erano sempre stati vietati (perché ci sono cibi pericolosi per i cani da evitare assolutamente) ma non quel giorno. E ha potuto consumarli al parco, all’aria aperta, giocando nei prati dove gli piaceva tanto correre e giocare.
Scopri tutte le altre storie della nostra redazione:
E in più tutti i membri della famiglia erano lì con lui, gli hanno dedicato il loro tempo e tutte le attenzioni, cure e coccole. Ci sono ancora le fotografie a testimoniare gli ultimi bei momenti di Duke con la famiglia Roberts, immagini che testimoniano quanto si siano ‘donati’ gli uni all’altro e viceversa. In questo modo felice il cane ha chiuso i suoi occhi per sempre, lasciando un ricordo gioioso scolpito nei cuori delle persone che amava.
L’articolo L’addio a Duke: il cane malato che ha vissuto il suo ultimo giorno più bello con la famiglia è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Era il suo posto preferito e lì l’hanno lasciata andare via serenamente: il cane che saluta il mare prima di morire nel suo ultimo giorno. ... Leggi tutto
L’articolo Salvata dalla strada, Noa dice addio davanti al mare: il gesto pieno d’amore dei volontari è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Era il suo posto preferito e lì l’hanno lasciata andare via serenamente: il cane che saluta il mare prima di morire nel suo ultimo giorno.

Non aveva vissuto una vita facile, eppure negli ultimi mesi era riuscita a essere circondata dall’amore di tutti i volontari che si prendevano cura di lei e che le hanno concesso di salutare il mondo come avrebbe voluto. Infatti Noa rimarrà nei cuori di chi ha conosciuto la sua storia per essere stata il cane che saluta il mare prima di morire. Così voleva trascorrere il suo ultimo giorno di vita e così le è stato permesso di fare: se n’è andata serenamente, pur lasciando un grande vuoto.
Di sicuro non aveva avuto un passato facile, ma in fondo Noa ha vissuto un grande amore: quello che i volontari della Fondazione Laika di Culican, in Messico, avevano per lei. Da quando era arrivata nel rifugio, tutti avrebbero imparato ad amare quella cagnolina debole ma piena di amore da donare. Era stata abbandonata e aveva sperimentato la dura vita della strada.
Noa era in pessime condizioni quando è stata trovata: era malata e denutrita, poiché non riusciva a trovare cibo a sufficienza per sfamarsi. Per fortuna i volontari che l’hanno recuperata, hanno immediatamente provveduto a fornirle le cure di cui necessitava e ciò le ha concesso di vivere ancora un po’.
Grazie a quelle persone, la cagnolina ha potuto trascorrere in serenità e sicurezza gli ultimi istanti di vita, facendosi apprezzare per le sue qualità da tutti i membri della fondazione. Tutti inoltre conoscevano la sua passione per il mare e, quando era ormai arrivato il momento di dirle addio, l’hanno accompagnata proprio lì.
Man mano che le condizioni di salute di Noa peggioravano, appariva chiaro a tutti che il momento dell’addio non avrebbe tardato a venire. Tuttavia era tutti concordi nel volerle regalare un ultimo giorno spettacolare, tutti insieme, e nel posto che lei preferiva: il mare. Così l’hanno portata in spiaggia, l’hanno distesa al sole sulla sabbia e l’hanno portata in braccio, affinché le onde del mare la cullassero.

Quella sensazione di libertà ha regalato tanta serenità alla cagnolina, che si sentiva circondata dall’amore dei volontari e nel suo luogo preferito. Tutto questo ha reso gli ultimi istanti di vita più piacevoli e forse meno tristi per tutti loro. Così ha trascorso il suo ultimo giorno ma ancora oggi i membri della Fondazione Laika la ricordano con amore.
Scopri le altre emozionanti storie della nostra redazione:
La sua storia testimonia non solo il grande amore che i quattro zampe, e gli animali in generale, sono in grado di donare, ma anche la cura delle fondazioni e delle associazioni per i cani in difficoltà come Noa, capaci di regalare emozioni importanti e di non abbandonarli negli ultimi istanti di vita.
L’articolo Salvata dalla strada, Noa dice addio davanti al mare: il gesto pieno d’amore dei volontari è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Sono diventati famosi, quasi quanto i loro amati padroni: ecco chi sono i cani dei campioni paralimpici delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Sullo schermo abbiamo ... Leggi tutto
L’articolo Dietro le medaglie di Milano-Cortina 2026 ci sono anche loro: i cani dei campioni paralimpici è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Sono diventati famosi, quasi quanto i loro amati padroni: ecco chi sono i cani dei campioni paralimpici delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Sullo schermo abbiamo sempre visto i loro padroni, ma accanto ai grandi atleti delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 c’erano anche loro, i cani dei campioni paralimpici. Sono animali speciali che in breve tempo hanno conquistato il cuore degli spettatori, perché con il loro amore e il loro sostegno sono stati fondamentali per le loro vittorie. Conosciamoli meglio e scopriamo cosa li rende tanto speciali per i loro padroni.
Sono cani ‘speciali’ (qualcuno potrebbe pensare: come tutti), eppure loro hanno un compito speciale, quello di affiancare i campioni che hanno partecipato alle dure selezioni e alle gare delle Paralimpiadi che si sono svolte a Milano Cortina nell’inverno del 2026, che sta volgendo al termine. Ora che le luci dei riflettori sulle competizioni si sono spente, loro sono rimasti accanto agli amati padroni.

Ma di che cani si tratta? Sicuramente si tratta di cani guida e di assistenza, sempre accanto a sciatori e biatleti paralimpici. Sono sei esemplari, sempre accanto ai campioni, sia sulla pista sia dietro le quinte. Infatti ciò che non si vede tanto in Tv è la vita dietro le telecamere, quindi nel villaggio e durante gli allenamenti pre-gara.
Avevano delle zone riservate a loro sia nei luoghi dove si svolgevano le gare sia nel corso delle cerimonie ufficiali; il loro ruolo andava ben oltre la semplice ‘compagnia’: si rendevano utili recuperando oggetti e guidando i vari atleti nel contesto olimpico. Tre di essi facevano parte della delegazione australiana, uno dalla Germani, uno dalla Gran Bretagna e un altro dalla Repubblica Ceca.
Ognuno di loro si porta dietro una storia, spesso difficile come quella dell’atleta che accompagnano. Sono diventati famosi quasi quanto Nazgul che ci ha emozionati. Conosciamone meglio tre, ad uno ad uno.

Il suo campione del cuore è Matt Brumby, fondista e biatleta: sono insieme dal 2018, poco dopo la lesione gravissima al midollo spinale che ha colpito a soli 22 anni. Arrivano dall’Australia e insieme si esercitano, tanto da essere diventati col tempo una sola cosa; Willow aiuta il padrone a raccogliere gli oggetti che gli cadono sulla neve durante le esercitazioni, ma è soprattutto nei momenti di sconforto che il cane riesce a sfargli sentire il suo supporto.
Questo dolcissimo esemplare di Labrador Retriever nero di otto anni è un cane guida, che accompagna la sciatrice paralimpica Hester Poole dalla Gran Bretagna. Alla fine di ogni gara, il suo cane guida la attende al traguardo, per aiutare la campionessa ipovedente fin dalla nascita. E qualsiasi sia stato il risultato della gara Pickle non manca mai di farle sentire il suo affetto. Inoltre ha una sfrenata passione per la pallavolo.

Dalla Repubblica Ceca arrivano Riley e la sua amatissima padrona, la campionessa biatleta paralimpica Carina Edlingerova. A detta della stessa sciatrice di fondo, Riley è stata ben più di una compagnia, ma una vera e propria amica, che l’ha confortata nei momenti più difficili della sua vita e della sua carriera.
Scopri le altre storie e i loro protagonisti:
Qualcuno si ricorderà di lei perché già alle Olimpiadi di Pechino 2022 aveva fatto il suo ingresso in scena sul podio, accanto alla sua campionessa, dopo lo sprint dello sci di fondo, felice e scodinzolante sotto i riflettori della ribalta.
L’articolo Dietro le medaglie di Milano-Cortina 2026 ci sono anche loro: i cani dei campioni paralimpici è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Aveva finalmente trovato l’amore ma è durato troppo poco: la storia di Canela, la cagnolina che è morta poco dopo l’adozione. Un passato difficile, in ... Leggi tutto
L’articolo La triste storia di Canela, la cagnolina che ha scoperto l’amore troppo tardi è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Aveva finalmente trovato l’amore ma è durato troppo poco: la storia di Canela, la cagnolina che è morta poco dopo l’adozione.

Un passato difficile, in cui nessuno sembrava realmente disposto ad amarla; ma un giorno tutto è cambiato ma il suo padrone l’ha persa poco dopo: la storia della cagnolina morta poco dopo l’ultima adozione fa stringere il cuore e ci fa capire quanto poco tempo abbiamo a disposizione per amare realmente ed essere amati. Un esempio di quanto sia importante dare conforto agli animali che stanno per lasciarci per sempre.
Il suo nome era Canela e in pochi hanno potuto conoscerla davvero: questa cagnolina era stata messa in adozione diverse volte. Era stata ospite di una famiglia che sembrava intenzionata a prendersi cura di lei, ma ben presto le cose sono cambiate. Dopo diversi mesi di vita familiare, i membri si sono accorti che gli impegni lavorativi non consentivano loro di continuare a prendersi cura della piccola quattro zampe.
E così hanno deciso che la cosa migliore da fare per tutti era quella di riportare la cagnolina nello stesso posto dove l’avevano trovata. Il ritorno al rifugio è stato drammatico, soprattutto per Canela, che si sentiva triste e allo stesso tempo smarrito: stava bene in quella casa e credeva finalmente di aver trovato il calore di una famiglia che la amava.
Ma a quanto pare tutto l’affetto che la cagnolina era riuscita a ‘restituire’ non è cambiato: è ritornata in una gabbia del rifugio che l’aveva ospitata prima di quella adozione.
Uno dei volontari del rifugio dove si trovava Canela si era innamorato di quella dolce cagnolina e i suoi sopraggiunti problemi di salute non hanno fatto altro che rafforzare il loro legame. Un amore nato da poco, fatto di piccoli gesti, come quello di concludere la giornata insieme sul divano a guardare la Tv.

Ed è stato proprio questo l’ultimo momento vissuto insieme: il volontario, ormai suo nuovo padrone, e la sua cagnolina stavano guardando un programma. Canela era stanca, sopraffatta dalle sofferenze della sua malattia, e si era adagiata col capo sulla spalla dell’uomo che aveva finalmente deciso di prendersi cura seriamente di lei. Il suo respiro si è fatto sempre più lento fino a fermarsi del tutto.
Scopri le altre storie della nostra redazione:
Così si sono salutati Canela e il suo padrone: un addio triste, reso ancora più triste dal fatto che da poco i due si erano trovati e avevano costruito la loro famiglia. Questa storia ci insegna non solo quanto amore riescano a donarci i nostri animali domestici ma anche quanto adottare un cane da un rifugio sia amore e responsabilità, e non una scelta superficiale.
L’articolo La triste storia di Canela, la cagnolina che ha scoperto l’amore troppo tardi è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Un grande gesto d’amore da parte di chi è considerato ‘insensibile’: il gatto Fred salva il suo padrone da un incendio che lo avrebbe ucciso. ... Leggi tutto
L’articolo “Fred è morto per salvarmi”: l’incredibile gesto di un gatto verso il suo umano è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Un grande gesto d’amore da parte di chi è considerato ‘insensibile’: il gatto Fred salva il suo padrone da un incendio che lo avrebbe ucciso.

Nessuno dovrebbe osare di tacciarli di insensibilità, eppure spesso i felini domestici vengono definiti lontani da certi sentimenti di amore e protezione: la storia di Fred racconta una realtà diametralmente opposta. Il gatto che salva il suo padrone da un incendio ha messo a rischio (e perso) la sua vita per proteggere quella dell’umano che amava, I gatti hanno il loro modo di dimostrare amore ma sono capaci di grandi gesti. e quello di Fred ne è una conferma.
E’ stato un piccolo grande eroe Fred, un gattino di sole nove settimane che nella sua breve vita ha lasciato un grande insegnamento per tutti, umani e animali: ha salvato la vita del suo padrone da un incendio che ha determinato la sua morte. Non ci ha pensato troppo perché l’obiettivo era quello di preservare la vita di colui che amava prendersi cura di lui.
Siamo negli USA, a Tillamook in Oregon, dove è divampato un incendio che ha travolto un’abitazione, quella di Fred e del suo padrone Donald VanWormer, che non si era accorto di nulla poiché stava dormendo. E’ solo grazie al suo micio, che ha iniziato a graffiargli la faccia nel disperato tentativo di svegliarlo che Donald si è accorto della situazione che stava precipitando ed è riuscito a scappare.
Purtroppo il piccolo Fred non è riuscito ad uscire dalla casa ormai a fuoco: aveva solo nove settimane, questo il tempo che aveva vissuto in quella casa. Eppure in un tempo così breve era riuscito ad affezionarsi a tutti i membri della famiglia, tanto da scegliere di sacrificare la sua stessa vita per dare l’allarme.
Lo stesso Donald non si è reso conto di dove fosse finito il suo Fred mentre cercava disperatamente l’uscita tra le fiamme e il fumo, che gli impedivano di avere una buona visuale. Ha cercato di raggiungere la porta nonostante i mobili che gli facevano da ostacolo e, proprio quando si è ritrovato all’esterno, nella concitazione è inciampato e ha battuto la testa.

Solo al suo risveglio si è reso conto che la casa era stata completamente distrutta dalle fiamme ma che soprattutto non vi era traccia del gattino che gli aveva salvato la vita. Quando si è avvicinato a quel che restava della sua abitazione, si è reso conto che, ‘mangiato’ dalle fiamme, vi era il corpo di Fred.
Era quasi arrivato all’uscita anche lui ma purtroppo non è riuscito a varcarla: così è morto Fred, per salvare il suo amato padrone. Una storia d’amore che ora però lascia tanta tristezza perché il micio avrebbe potuto salvarsi se solo fosse riuscito a fare qualche passo in più. Ora è il momento del dolore e del ricordo per quel gattino che, in sole nove settimane, ha compiuto il più grande sacrificio nel nome dell’amore per il suo padrone.
Scopri le storie più emozionanti della nostra redazione:
La casa, distrutta dalle fiamme, si potrà ricostruire ma ciò che a Donald è stato tolto per sempre è stato l’amore del suo Micio, quello che nessuno potrà mai restituirgli.
L’articolo “Fred è morto per salvarmi”: l’incredibile gesto di un gatto verso il suo umano è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Stop a Lollobrigida: il Tar del Lazio accoglie il ricorso contro il piano di contenimento della fauna selvatica, annullandone alcune parti. Si aspettava una risposta ... Leggi tutto
L’articolo Piano Fauna contestato: il Tar del Lazio accoglie il ricorso e ferma il provvedimento è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Stop a Lollobrigida: il Tar del Lazio accoglie il ricorso contro il piano di contenimento della fauna selvatica, annullandone alcune parti.

Si aspettava una risposta e per fortuna è arrivata: il Tar del Lazio accoglie il ricorso contro il piano di contenimento della fauna selvatica voluto dal Ministro Lollobrigida. Una decisione importante che annulla alcune parti del provvedimento e si rifà alla normativa europea vigente. Ma qual era la richiesta del Ministro dell’Agricoltura e cosa cambierà in seguito a questa decisione? Tutti i punti salienti della questione che ha scandito la vittoria di diverse associazioni animaliste.
Prima di approfondire le motivazioni della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, cerchiamo di capire i punti del provvedimento voluto e firmato dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. L’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, attuale Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, si era fatto promotore di un piano che prevedeva:

Il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della Fauna selvatica prevedeva di aumentare le attività di contenimento numerico degli esemplari attraverso l’intervento di cacciatori specializzati e formati con abbattimenti selettivi, soprattutto in aree urbane e contesti protetti. La modifica della Legge 157/1992 invece voleva rispondere alle richieste degli enti locali, proteggendo la sicurezza pubblica e le attività agricole per lo squilibrio dell’ecosistema.
Quello che da Lollobrigida era definito piano di gestione e non di caccia, aveva suscitato fortissime polemiche da parte di alcune associazioni come Lav, ENPA e WWF per citarne alcune, poiché temeva che questo provvedimento incitasse alla caccia selvaggia e senza normative che la regolarizzassero.
Di conseguenza avevano fatto ricordo al tar, che si è pronunciato in favore degli animalisti nel giorno 11 marzo 2026. Ma in effetti cosa cambia? Si tratta di un vero e proprio stop al Piano di contenimento voluto dal Ministro Lollobrigida, di cui si sono ‘bocciate’ tre parti fondamentali, ovvero:
Il primo punto, quindi la comparazione delle specie garantirà una maggiore protezione di esse, poiché ne andrà a limitare la caccia selvaggia. Inoltre l’annullamento del decreto aree idonee favorisce una maggiore uniformità decisionale da parte delle regioni e blocca gli impianti rinnovabili. Si è annullato l’obbligo di foglio di servizio elettronico e il nuovo tariffario dell’assistenza specialistica.
Scopri le altre novità della nostra redazione:
Il Piano insomma non prevedeva limiti nelle modalità di uccisione degli animali, consentendo dunque anche l’uso di mezzi cruenti e violenza. Di conseguenza si tratta di una vittoria per la fauna selvatica, la scienza e la legalità.
L’articolo Piano Fauna contestato: il Tar del Lazio accoglie il ricorso e ferma il provvedimento è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Si parlerà di loro, vittime inconsapevoli di una situazione che non hanno deciso: domani un convegno a Milano per gli animali di guerra. Sarà domani, ... Leggi tutto
L’articolo Anche gli animali sono vittime della guerra: un convegno per dare voce a chi non ce l’ha è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Si parlerà di loro, vittime inconsapevoli di una situazione che non hanno deciso: domani un convegno a Milano per gli animali di guerra.

Sarà domani, 13 marzo 2026, l’occasione giusta per parlare di coloro che non hanno voluto questa situazione ma che, malgrado tutto, si ritrovano coinvolti e spesso in prima linea. Ci sarà un convegno a Milano sugli animali di guerra, vittime inconsapevoli di un contesto macabro e pericoloso, voluto dagli uomini, che non hanno voce. Nella visione antropocentrica del mondo finalmente un’opportunità per parlare ed ascoltare chi voce non ce l’ha.
Si terrà domani, 13 marzo 2026 alle ore 10.00, nelle aule dell’Università degli Studi di Milano un convegno sulla situazione degli animali nelle zone più interessante dal conflitto bellico. Il titolo è ”Animali in guerra: soldati inconsapevoli, eroi dimenticati, vittime sconosciute”. Dal titolo stesso si intuisce la situazione in cui le creature si ritrovano protagonisti inconsapevoli (e vittime) di decisioni altrui.
Spesso vengono utilizzati al fianco degli uomini alla pari di soldati, seppur a quattro zampe; salvano vite e aiutano nella ricerca dei dispersi ma troppo spesso sono anche vittime delle stesse azioni belliche cui sono costretti a prendere parte. Nessuno ricorderà i nomi di quegli animali che, come sempre al fianco dell’essere umano, si ritrovano sotto le macerie.
Tra gli organizzatori e i partecipanti del convegno voluto dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Scienze Animali, il professor Mauro di Giancamillo, docente di Radiologia veterinaria, che ha indetto la manifestazione e che ne ha spiegato l’intento, quello appunto di osservare il conflitto bellico da una prospettiva diverse, spesso ignorata, quella degli animali, mettendo da parte per un momento la solita visione antropocentrica voluta dall’uomo.
Si parlerà di cani, ma anche cavalli, uccelli, gatti e altre creature che si sono ritrovati in quei territori martoriati da bombe e scontri e a farlo saranno la storica Giulia Guazzaloca, la Presidente di Save the Dog Sara Turetta, la giurista Marita Candela e altri esperti del settore.
Tutti noi ci identifichiamo nelle belle storie che hanno come protagonisti gli animali (uno tra tutti il film Hachiko la vera storia di un cane fedele) ma poi ci si dimentica del loro ruolo e della loro sofferenza in zone dove l’attenzione è catalizzata su altri esseri umani, soprattutto bambini e altre vittime innocenti.

La visione antropocentrica pone gli animali ai margini di situazioni complesse come quelle belliche, eppure sono loro spesso ad essere ‘utilizzati’ in lavori anche tecnologici, alla pari di altri strumenti di guerra. A differenza dei soldati umani però essi non possono sottrarsi ai loro doveri e non sono neppure ricordati in caso di morte.
Scopri le altre novità della nostra redazione:
Non traggono alcun beneficio dalla guerra né sono tutelati da alcune garanzie che spettano ai prigionieri; sono solo vittime vulnerabili e di ingiustizie, una prospettiva, la loro, che mette in luce ancora di più l’assurdità della guerra. Per questo la ‘parola-chiave’, promossa dagli organizzatori del convegno vuole essere ‘compassione’, ovvero immedesimazione nelle emozioni altrui, non umane ma stavolta degli animali.
L’articolo Anche gli animali sono vittime della guerra: un convegno per dare voce a chi non ce l’ha è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Una lunga storia d’amore tra un padrone e il suo adorato quattro zampe: il cane Zion è morto dopo 16 anni, lasciando il compagno nella ... Leggi tutto
L’articolo Quando arriva il giorno che nessuno vorrebbe vivere: l’addio a Zion dopo 16 anni è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Una lunga storia d’amore tra un padrone e il suo adorato quattro zampe: il cane Zion è morto dopo 16 anni, lasciando il compagno nella disperazione.

Un momento che tutti i padroni temono ma che sanno essere inevitabile: la morte del nostro amato quattro zampe. E quando la storia di amore e amicizia è stata così lunga, tutto sembra ancora più difficile e il dolore ancora più insopportabile: stiamo parlando del cane Zion, che è morto dopo ben 16 anni di vita insieme al suo compagno umano. Ora dirgli addio è il momento più difficile da superare.
Era anziano e malato, ma ciò non rende il suo addio meno doloroso, soprattutto per il padrone col quale aveva condiviso ben 16 anni di vita: così se n’è andato Zion, lasciando il suo padrone nella disperazione. Nonostante l’età e la malattia, l’uomo non avrebbe mai voluto affrontare questo momento, sebbene sapesse che non avrebbe tardato ad arrivare.
Gli ultimi giorni di Zion sono stati davvero duri per lui e per tutte le persone che gli sono rimasti accanto fino alla fine: non riusciva più a deambulare ma neppure a muoversi agilmente. Infine aveva anche smesso di alzarsi; ma ciò che il padrone ricorda con più dolore è quando il suo Zion ha smesso di muovere la coda e, si sa che quando il cane scodinzola lo fa anche per esprimere gioia.
Elaborare il lutto dopo la morte del cane è una delle cose più difficili da affrontare per un padrone (ma oltre il dolore vi è anche l’aspetto pratico e burocratico post mortem). Per fortuna il padrone di Zion ha la sua famiglia a dargli supporto in un momento così complesso.
Ogni cane resterà sempre speciale per il suo padrone, anche quando avrà lasciato questa terra, ma nel caso di Zion sono i ricordi a ‘parlare’ per lui: il rapporto col padrone è iniziato fin da subito, dai suoi primi giorni di vita. Infatti faceva parte di una cucciolata di 4 esemplari, che hanno condiviso fin da subito casa e letto col loro padrone.

Ma ciò che ha reso Zion tanto speciale è stato il fatto di essere stato il primo a quattro zampe ad essere stato addestrato: ciò gli ha fatto conquistare un ruolo di primo piano non solo in famiglia ma anche per lo stesso padrone e per il suo ruolo da educatore. Infatti tale mansione è nata praticamente con la nascita di Zion.
Scopri le altre storie della nostra redazione:
E ora che tutto sembra finito, in realtà bisogna onorare la memoria del cane defunto, proseguendo nell’attività di educatore per altri cuccioli, così come è stato con Zion, agli inizi della loro vita insieme.
L’articolo Quando arriva il giorno che nessuno vorrebbe vivere: l’addio a Zion dopo 16 anni è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Erano lì, come al solito, ma nessuno sapeva che quella sarebbe stata l’ultima volta: cane muore sulla panchina accanto al padrone. Era il loro posto ... Leggi tutto
L’articolo Una panchina, due amici inseparabili e un addio che commuove tutti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Erano lì, come al solito, ma nessuno sapeva che quella sarebbe stata l’ultima volta: cane muore sulla panchina accanto al padrone.

Era il loro posto del cuore, dove si intrattenevano per ore a parlare oppure a guardare il panorama che li circondava, ed è lì che si sono detti addio per sempre: un cane muore sulla panchina accanto al suo padrone. Era ormai stanco ed affaticato, ma non aveva rinunciato all’ultima passeggiata che, come al solito, si sarebbe conclusa sulla panchina del parco con accanto il suo umano preferito. Ma purtroppo quella è stata la loro ultima volta insieme.
Il tramonto che vedevano dai loro occhi sarebbe stato, metaforicamente, anche la fine della vita stessa del cane che, con accanto il suo amato padrone, avrebbe presto lasciato questa vita. Era stanco ed affaticato ma, nonostante gli acciacchi, era riuscito a non rinunciare all’ultima passeggiata con il padrone.
La loro camminata si sarebbe come al solito conclusa sulla panchina, la loro panchina, in quel parco che entrambi frequentavano da tempo. E’ stato lì che si sono detti addio, e quando il cane ha chiuso gli occhi, probabilmente sapeva che non potevano scegliere posto migliore per salutarsi. Chissà quante volte si sono adagiati su quel banco nel parco per rifocillarsi o semplicemente per guardare l’orizzonte.
Tutti vedevano quell’uomo e il suo cane anziani che concludevano la loro passeggiata uno accanto all’altro, condividendo momenti importanti ma anche di semplice quotidianità. Il tempo era stato implacabile con entrambi e aveva lasciato i segni dell’età sul corpo dell’uno e dell’altro ma il loro rapporto non sembrava aver accusato i ‘segni del tempo’.
Si sono salutati e il padrone lo ha ringraziato per tutti gli anni belli trascorsi insieme, per le lunghe passeggiate e per i momenti di relax sulla loro panchina. Quel parco conserva ancora il ricordo del cane che ha detto addio al suo padrone proprio su una di quelle panchine: stanco e affaticato, aveva chiuso gli occhi proprio mentre l’uomo lo accarezzava e le lacrime gli rigavano il volto.

Dopo la morte del suo adorato quattro zampe, aveva scelto quello stesso luogo per seppellirlo: lo aveva fatto proprio sotto al loro albero preferito. Così quel luogo avrebbe conservato la memoria di quel cane per sempre; e anche il padrone può recarsi ogni giorno lì, sotto a quell’albero per omaggiare il suo cane e sedersi sulla loro panchina come hanno sempre fatto insieme.
Scopri le altre storie della nostra redazione:
Questa storia ci insegna come l’amicizia più grande può in realtà essere fatta di piccoli gesti di vita quotidiana, trascorsi insieme, sempre l’uno accanto all’altro fino all’ultimo istante.
L’articolo Una panchina, due amici inseparabili e un addio che commuove tutti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

”Sicura di tenerlo ancora quando sarà nata?”: per fortuna non si è lasciata convincere ad abbandonare il suo cane dopo la nascita di sua figlia ... Leggi tutto
L’articolo “Volevano che mi liberassi del cane, ma sapevo come sarebbe andata”: una storia che insegna l’amore e la fiducia è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
”Sicura di tenerlo ancora quando sarà nata?”: per fortuna non si è lasciata convincere ad abbandonare il suo cane dopo la nascita di sua figlia e ora sono grandi amici.

Tra amici e parenti la voce sembrava unica: meglio ‘liberarsi’ del cane prima della nascita della piccola, come se il primo fosse un problema di cui disfarsi prima dell’arrivo della neonata. Non solo questo atto crudele e insensato avrebbe ferito il quattro zampe ma avrebbe anche impedito la nascita di una splendida amicizia. Infatti la padrona non ha ascoltato le voci e non si è lasciata convincere ad abbandonare il suo cane dopo la nascita di sua figlia e ora piccola umana e quattro zampe sono diventati davvero inseparabili.
Non è mai stata a sentire coloro che invitavano caldamente lei e il marito a ‘liberarsi’ di Fido prima della nascita della bambina e le motivazioni erano tra le più varie: potrebbe essere pericoloso, potrebbe ingelosirsi e fare del male alla piccola, potrebbe portarle delle malattie e via così. Ma per fortuna la mamma di Marie non ha mai dato retta a quelle voci.

Purtroppo per molti animali e neonati non dovrebbero convivere, ma è proprio il caso di dire che non sanno cosa si perderebbero: rapporti di amicizia profondi e duraturi in primis, così come è accaduto a Marie e al cane di famiglia, che sono diventati ben presto inseparabili. E’ vero che, se non opportunamente preparato, può mostrarsi ‘infastidito’ dalla nuova presenza in casa ma è possibile evitare la gelosia tra il cane e il bambino con le mosse giuste.
Infatti è normale che i genitori sentano forte l’istinto di proteggere una piccola appena nata, ma è altrettanto vero che un cane che ha sempre fatto parte della famiglia, non costituisce pericolo per la sua incolumità.
Oggi Marie ha sei anni e ha un migliore amico da cui non si separa mai: ha quattro zampe ed è lo stesso cane che, secondo amici e parenti, avrebbe dovuto essere cacciato da casa prima della sua nascita. Oggi il legame tra i due è fortissimo, e il merito è solo dei genitori, che lo hanno reso possibile.

Scopri le altre storie della nostra redazione:
Prima di una nascita è fondamentale abituare il cane al bambino appena nato, per mettere le basi ad un rapporto di fiducia e amore che potrebbe durare anche tutta la vita, come si spera sia nel loro caso. Entrambi sono membri della famiglia e sono stati amati dagli stessi genitori: oggi costituiscono una bella famiglia inseparabile, come dimostrato dalle fotografie che appaiono sui social.
L’articolo “Volevano che mi liberassi del cane, ma sapevo come sarebbe andata”: una storia che insegna l’amore e la fiducia è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Non voleva ma ha dovuto farlo, seppur con un nodo in gola: la cagnolina è stata abbandonata accanto a uno zainetto e una lettera. Sembrava ... Leggi tutto
L’articolo Sul marciapiede con uno zainetto accanto: la storia della cagnolina che ha emozionato tutti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Non voleva ma ha dovuto farlo, seppur con un nodo in gola: la cagnolina è stata abbandonata accanto a uno zainetto e una lettera.

Sembrava una scena come (purtroppo) tante altre: una quattro zampe lasciata su un marciapiedi in una città qualunque di un giorno qualunque. Eppure la storia di Baby Girl era destinata ad essere tutt’altro: la cagnolina è stata abbandonata accanto a uno zainetto e una lettera. Il primo conteneva dei giochi, la seconda invece riportava parole colme di amore e disperazione per la quattro zampe. Nulla era come sembrava e anche la cagnolina sembrava aver accettato il suo triste destino, pur non perdendo il sorriso: ecco la sua storia.
Purtroppo siamo abituati ormai a scene strazianti di cani (e non solo) che vengono lasciati sul ciglio di una strada o su un marciapiedi per egoismo e crudeltà umana, ma stavolta non è la stessa situazione: è vero che c’è una cagnolina abbandonata in strada, nel quartiere di Green Bay, nello stato del Wisconsin, ma pare che il padrone o la padrona non volessero affatto separarsi da lei.
E la lettera che è stata lasciata accanto al quattro zampe, un meticcio femmina di sei anni, lo testimonia; il biglietto recitava parole ricche di emozione e disperazione da parte di chi aveva dovuto lasciarla abbandonata al suo destino. E vi era anche la motivazione: si trattava di un problema di salute che, progredendo, impediva alla persona di prendersi cura del cane in questione.
E infine il biglietto diceva pure che la scelta di lasciar andare via il cane era in realtà l’unica soluzione possibili affinché non vedesse la sua umana soffrire. Insomma di sicuro non era stata una scelta fatta a cuor leggero, bensì una sofferta decisione, presa nell’interesse del cane, che avrebbe potuto aspirare ad una vita migliore di quella che lui (o lei) sarebbero stati in grado di offrirle.
La cagnolina ritrovata e presa in custodia dalla Wisconsin Humane Society e messa in un rifugio era in ottime condizioni, segno che colui che si prendeva cura di lei lo faceva di certo con amore e passione. C’è da credere dunque che sia veritiera l’impossibilità di prendersi cura di lei a causa di problemi di salute sempre più pressanti. Non a caso poi la quattro zampe era stata lasciata con i suoi giochi e accessori preferiti inseriti all’interno dello zainetto (d’altra parte ci sono dei giochi per cani che non dovrebbero mai mancare).

C’era anche una coperta, molto probabilmente la sua preferita, un oggetto che spesso si usa anche per tranquillizzare l’animale e dargli un’aria familiare. Anche il modo stesso in cui era stata lasciata, legata a un idrante sul marciapiedi e in un quartiere popoloso dove sarebbe stata facilmente vista, era stato fatto in modo che non potesse scappare e rischiare di finire sotto un’auto in transito.
Scopri le altre storie della nostra redazione:
Sebbene in ottima salute, tuttavia Baby Girl sembrava spaesata e spaventata dalla nuova situazione quando è stata portata al rifugio. Ma il suo soggiorno è stato piuttosto breve, poiché ha subito trovato una famiglia desiderosa di prendersi cura di lei. Ora la cagnolina ha una nuova casa, nuovi membri della famiglia con cui giocare e una vita completamente diversa, di sicuro più felice di quella che avrebbe avuto accanto al padrone ammalato. Una storia di grande sofferenza e amore di un padrone nei confronti del suo cucciolo.
L’articolo Sul marciapiede con uno zainetto accanto: la storia della cagnolina che ha emozionato tutti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Il padrone è disperato: il caso del pitone nel terrario che non ha più topi vivi da mangiare. Ma quanto è dannoso l’invadenza umana nella ... Leggi tutto
L’articolo “Il mio pitone sta morendo”: la storia che sta facendo il giro dei social è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Il padrone è disperato: il caso del pitone nel terrario che non ha più topi vivi da mangiare. Ma quanto è dannoso l’invadenza umana nella loro vita?

Li prendiamo a casa e li mettiamo in un terrario perché amiamo la loro compagnia o sono i nostri animali preferiti, ma quanto questo nostro ‘egoismo’ può rovinare la vita dei nostri amici rettili? Il caso del pitone nel terrario che non ha più topi vivi da mangiare, perché il padrone non riesce a trovargliene di disponibili, fa discutere: perché cambiamo le loro abitudini solo per soddisfare quello che sembra un nostro ‘capriccio’? Le discussioni sul caso sono aperte.
Se vivesse in natura, in cattività, non avrebbe problemi a reperire del cibo o ne avrebbe come tutti i suoi simili e troverebbe un modo per far fronte al problema. Ma se la fonte di sussistenza è esterna, e dunque legata all’essere umano, è possibile che ci si ritrovi in situazioni come questa: un padrone che non riesce più a fornire topi freschi per sfamare il suo pitone.

Siamo a Tai di Cadore, provincia di Belluno, dove un uomo ha lanciato un appello disperato perché il suo pitone Snake, che vive nel terrario, non mangia da ben 15 giorni. Ma i pitoni, che hanno delle cellule uniche nello stomaco, come possono sopravvivere senza cibo? Da 15 anni è il padrone a provvedere alle sue esigenze, ma oggi pare che reperire dei topi freschi sia molto difficile.
E’ difficile non pensare che in natura i rettili siano abituati a procacciarsi il cibo da soli, senza ‘aiuti esterni’, ma soprattutto affrontando ogni giorno le difficoltà della vita, quelle che in un terrario non dovrà mai affrontare in effetti. Probabilmente in cattività Snake si sarebbe anche ‘adattato’ a mangiare altre tipologie di prede pur di saziare la sua fame.
Il ruolo dell’umano, in questo caso, diventa più che mai elemento di disturbo e di forte ingerenza (con effetti negativi) nella vita naturale di un rettile: se non lo tenesse in un terrario, lo stesso pitone non starebbe rischiando la morte oppure avrebbe le stesse difficoltà dei suoi simili a sottostare alle dure ‘Leggi della natura’.

Non è una detenzione illegale quella di Snake, esemplare di pitone reale, che rientra a pieno titolo tra i rettili da allevare in casa. Ma senza cibo, il povero serpente sta rischiando la morte: sono già 15 giorni di digiuno. L’uomo ha cercato di sopperire alla mancanza di cibo fresco con alcuni esemplari congelati, ma Snake si è rifiutato di mangiarli.
Scopri le altre curiosità della nostra redazione:
La questione si sposta dunque inevitabilmente sul fatto di avere in casa, esattamente alla pari di altri animali domestici come cani e gatti, dei rettili e cioè creature davvero molto (o forse troppo) lontane dal concetto di addomesticazione. E’ dunque davvero giusto soddisfare il nostro desiderio di osservare un rettile chiudendolo in una teca di vetro, se il prezzo da pagare (per lui) è quello di privarlo di una vita in mezzo alla natura?
L’articolo “Il mio pitone sta morendo”: la storia che sta facendo il giro dei social è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Era lì per lavorare ma lo sforzo eccessivo ha determinato la sua morte: il caso del cavallo della Reggia di Caserta non si è ancora ... Leggi tutto
L’articolo Il caso del cavallo della Reggia di Caserta non è ancora chiuso: arriva la decisione dei giudici è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Era lì per lavorare ma lo sforzo eccessivo ha determinato la sua morte: il caso del cavallo della Reggia di Caserta non si è ancora concluso.

Forse non tutti ricorderanno il triste ritrovamento del corpo nel luogo turistico più famoso della città: il caso del cavallo della Reggia di Caserta, morto sotto il sole asfissiante di pieno agosto, non è affatto chiuso. Anzi è arrivata la nuova decisione dei giudici che vuole confermare giustizia alla morte del povero quadrupede, punendo i colpevoli. La Lav ha ottenuto ciò che chiedeva ma vuole che episodi del genere non si ripetano mai più.
Per chi non lo ricordasse, l’estate del 2020, quella dopo la prima ondata di lockdown dovuto alla pandemia da Covid 19, si è tinta di nero e di orrore in una delle località turistiche più frequentati da stranieri e persone locali: è stato trovato morto un cavallo alla Reggia di Caserta. I fatti risalgono al 12 agosto 2020, durante il servizio turistico a trazione animale ‘fornito’ dalle vetturine all’interno del parco che abbraccia la residenza reale.

Il povero quadrupede, sfiancato dall’ennesimo giro di trazione della carrozza sotto al sole cocente di piena estate, non ha retto allo sforzo ed è caduto, stremato, al suolo. La Lav si è immediatamente costituita parte civile per dare voce ma soprattutto giustizia al cavallo morto per il colpo di calore e a tutti gli animali costretti a lavorare compiendo sforzi disumani.
E’ un atto di dovere non solo nella memoria del quadrupede morto per lo sfruttamento umano a scopo di lucro, ma anche e soprattutto un segno di riconoscimento della sua dignità come essere vivente. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’equino era stato impegnato nell’attività di traino per ore, senza pause e senza essere rifocillato adeguatamente (bisognerebbe infatti rinfrescare il cavallo in estate).
Poiché la sua forza motrice era stata utilizzata (e sfruttata) oltre misura, la sua morte non può essere considerata un incidente, bensì una conseguenza tanto prevedibile quanto evitabile. E purtroppo non si tratta di un caso isolato: solo un regolamento finora assente potrebbe garantire un degno stile di vita e di lavoro a questi animali.
La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna dell’ex vetturina a un anno di carcere, con l’accusa di aver provocato la morte del cavallo Found Goal Pag. La causa della morte è stata accertata come colpo di calore (tra le cause di morte improvvisa del cavallo, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno).

Il 5 marzo 2026 arriva la sentenza di primo grado, che conferma e non sospende la pena. Si tratta di una decisione destinata a fare storia, poiché riconosce non solo la dignità al cavallo come essere vivente ma pone nuovamente e prepotentemente l’attenzione sul fatto che gli animali non dovrebbero essere sfruttati come forza motrice e soprattutto in condizioni estreme.
Scopri le altre notizie riservate ai nostri lettori:
L’ex vetturina non avrebbe fornito al cavallo le condizioni adeguate per lavorare con temperature al di sopra dei 30 gradi, poiché l’animale sarebbe solo stato ‘bagnato’ con dell’acqua prima di riprendere il giro successivo. La grave disidratazione ha comportato la morte improvvisa dell’equino; le testimonianze dei presenti hanno reso possibile ricostruire la situazione estrema per il cavallo, confermata anche dalla successiva necroscopia.
L’articolo Il caso del cavallo della Reggia di Caserta non è ancora chiuso: arriva la decisione dei giudici è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Non saranno mai più dimenticati: il nuovo decreto della Protezione civile sugli animali durante le calamità naturali è un piano per proteggerli. Chi penserà a ... Leggi tutto
L’articolo Emergenze e terremoti, gli animali entrano nei piani ufficiali della Protezione Civile è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Non saranno mai più dimenticati: il nuovo decreto della Protezione civile sugli animali durante le calamità naturali è un piano per proteggerli.

Chi penserà a loro e come potremo proteggerli in caso di terremoto? Finalmente è arrivata una risposta: lo scorso gennaio è stato emanato un decreto della Protezione civile sugli animali in caso di calamità naturali, come appunto terremoti, alluvioni etc. Insieme agli esseri umani, gli operatori dovranno occuparsi anche degli animali presenti sul territorio: è la prima volta che si affronta questo argomento fondamentale per la loro salvaguardia.
Lo scorso 24 febbraio 2026 diventerà una data storica, poiché finalmente si è accesa una luce su una questione che angosciava da tempo gli animalisti e in generale tutti coloro che amano gli animali: chi si occupa degli animali nel corso delle calamità naturali? Si è sempre pensato a mettere in salvo solo gli esseri umani, ma per le creature presenti sul territorio non erano previste norme di comportamento.

Col nuovo decreto, pubblicato in Gazzetta il 21 gennaio scorso, sono state rese note le indicazioni operative in materia di soccorso e assistenza agli animali sia in caso di calamità naturali sia in caso di disastri causati dalla mano dell’uomo. Una grande svolta non solo per la salvaguardia delle altre specie viventi ma anche un faro sul loro benessere e sulla loro dignità di animali.
Prima di questo decreto, le operazioni erano tutte concentrate su esseri umani e infrastrutture, ma ora l’assistenza agli animali diventa parte integrante dei piani di Protezione civile, e non più ‘discrezionali’.
Ma quali sono le principali attività introdotte dalle nuove norme? Di sicuro saranno stabili dei piani di intervento degli operatori della Protezione civile che prevedono:

Tutte le operazioni dovranno essere coordinate secondo procedure standardizzate che hanno lo scopo di salvaguardare gli animali domestici, d’allevamento, dei rifugi, e delle colonie feline. E’ inoltre prescritta la continuità delle cure veterinarie e assistenza veterinaria specifica (ad esempio lo sgombero di strutture potenzialmente a rischio di crollo), proprio per garantire loro un impatto quanto più possibile minore sugli animali sia in strada sia di compagnia sia da reddito.
Dal punto di vista logistico è previsto non solo un piano di intervento mirato ma anche una continuità sull’assistenza fornita: infatti si dovranno prevedere delle strutture che accolgano gli animali e le famiglie che ne hanno al seguito. Non dovrebbero più accadere spiacevoli eventi come quelli che costringevano i padroni ad allontanarsi forzatamente dai loro animali in caso di disastri naturali.
Scopri le altre novità selezionate per te:
Insomma finalmente pare accendersi una luce importante sulla dignità di questi esseri viventi e sulla garanzia del loro benessere in caso di difficoltà create dall’uomo o naturali.
L’articolo Emergenze e terremoti, gli animali entrano nei piani ufficiali della Protezione Civile è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Non era né testardo né capriccioso, ma non lo avevano capito: il cane Duke, riportato al rifugio indietro perché non ascoltava nessuno, in realtà non ... Leggi tutto
L’articolo Riportato indietro perché “non ascoltava nessuno”: la verità su Duke spezza il cuore è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Non era né testardo né capriccioso, ma non lo avevano capito: il cane Duke, riportato al rifugio indietro perché non ascoltava nessuno, in realtà non poteva farlo.

Credevano fosse solo un testardo, che non voleva essere educato, ma quando hanno scoperto qual era il suo problema si sono tutti dispiaciuti per non averlo capito prima. Il cane Duke era riportato indietro al rifugio perché non ascoltava nessuno, o almeno così sembrava, ma la sua non era una precisa volontà. Aveva semplicemente un disagio fisico, dovuto alla sua sordità: solo una coppia se ne accorse e decise di aiutarlo.
Credevano semplicemente che non volesse ascoltare nessuno e che fosse un cane impossibile da educare; si erano dunque arresi e lo avevano riportato allo stesso rifugio dove lo avevano preso in affido. La prima coppia che aveva adottato Duke era rimasta molto ‘delusa’ dal suo comportamento, sebbene sembrasse che il cucciolo fosse entusiasta all’idea di avere una nuova famiglia.
Eppure non ascoltava nessuno e dunque avevano deciso di restituirlo, perché non riuscivano ad educarlo in alcun modo: non rispondeva ai richiami, non eseguiva i comandi perché sembrava non recepirli affatto e ignorava i rimproveri. Tutti quei comportamenti agli occhi inesperti e (forse) poco pazienti dei primi padroni sono sembrati segni di una profonda indisciplina. E lo hanno riportato indietro.
Il ritorno al rifugio ebbe un grande impatto negativo sul povero cucciolo che, rattristato per la situazione in cui era ‘ripiombato’ senza capirne il perché, attendeva nuovamente che le cose per lui cambiassero. Finalmente una nuova coppia di padroni, Daniela e Marco, si innamorò di lui a prima vista e lo portò a casa.

Ma il problema parve ripresentarsi: non ascoltava, non eseguiva i comandi e sembrava essere completamente apatico a rimproveri e richiami. Ma per fortuna questa nuova coppia non si sarebbe arresa facilmente come quella che l’aveva preceduta. Erano intenzionati ad andare avanti e a scoprire dove fosse il problema: capirono che non si trattava di mancanza di educazione, bensì di una difficoltà fisica.
Duke, il loro cane era sordo: non reagiva ai rumori, non solo alle parole dei comandi o ai richiami, ma rispondeva alle indicazioni visive e ai movimenti delle mani. Insomma vedeva tutto ciò che accadeva intorno a lui ma non poteva sentirlo.
Una volta ottenuta la conferma della diagnosi di sordità, un’altra sfida si materializzò davanti ai loro occhi: quella di capire come comunicare e interagire con un cane sordo. E anche in questo non fallirono: Marco e Daniela aiutarono Duke ad avere una vita quasi del tutto normale, grazie non solo ai consigli degli esperti, ma soprattutto grazie all’amore.
Scopri le altre toccanti storie raccontate dalla nostra redazione:
Oggi la loro vita a tre è perfetta: riescono ad intendersi alla perfezione e a rispettare i loro limiti. Daniela e Marco inoltre si sono fatti promotori della consapevolezza delle adozioni e di quanto possano rappresentare una responsabilità per chi compie questo passo. Hanno invitato inoltre i futuri padroni a non arrendersi alle apparenze, bensì a comprendere sempre le esigenze di un cane adottato.
L’articolo Riportato indietro perché “non ascoltava nessuno”: la verità su Duke spezza il cuore è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
DOG-STYLE.it
Edizioni HP srl - GLOBElife (Publishing House)
via I Maggio, 11 San Vittore Olona (Milano), Italia
Tel: +39 0331 1706328
Email: info@globelife.com
P.IVA: 09161130969