Stop a Lollobrigida: il Tar del Lazio accoglie il ricorso contro il piano di contenimento della fauna selvatica, annullandone alcune parti. Si aspettava una risposta ... Leggi tutto
L’articolo Piano Fauna contestato: il Tar del Lazio accoglie il ricorso e ferma il provvedimento è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.
Stop a Lollobrigida: il Tar del Lazio accoglie il ricorso contro il piano di contenimento della fauna selvatica, annullandone alcune parti.

Si aspettava una risposta e per fortuna è arrivata: il Tar del Lazio accoglie il ricorso contro il piano di contenimento della fauna selvatica voluto dal Ministro Lollobrigida. Una decisione importante che annulla alcune parti del provvedimento e si rifà alla normativa europea vigente. Ma qual era la richiesta del Ministro dell’Agricoltura e cosa cambierà in seguito a questa decisione? Tutti i punti salienti della questione che ha scandito la vittoria di diverse associazioni animaliste.
Prima di approfondire le motivazioni della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, cerchiamo di capire i punti del provvedimento voluto e firmato dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. L’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, attuale Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, si era fatto promotore di un piano che prevedeva:

Il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della Fauna selvatica prevedeva di aumentare le attività di contenimento numerico degli esemplari attraverso l’intervento di cacciatori specializzati e formati con abbattimenti selettivi, soprattutto in aree urbane e contesti protetti. La modifica della Legge 157/1992 invece voleva rispondere alle richieste degli enti locali, proteggendo la sicurezza pubblica e le attività agricole per lo squilibrio dell’ecosistema.
Quello che da Lollobrigida era definito piano di gestione e non di caccia, aveva suscitato fortissime polemiche da parte di alcune associazioni come Lav, ENPA e WWF per citarne alcune, poiché temeva che questo provvedimento incitasse alla caccia selvaggia e senza normative che la regolarizzassero.
Di conseguenza avevano fatto ricordo al tar, che si è pronunciato in favore degli animalisti nel giorno 11 marzo 2026. Ma in effetti cosa cambia? Si tratta di un vero e proprio stop al Piano di contenimento voluto dal Ministro Lollobrigida, di cui si sono ‘bocciate’ tre parti fondamentali, ovvero:
Il primo punto, quindi la comparazione delle specie garantirà una maggiore protezione di esse, poiché ne andrà a limitare la caccia selvaggia. Inoltre l’annullamento del decreto aree idonee favorisce una maggiore uniformità decisionale da parte delle regioni e blocca gli impianti rinnovabili. Si è annullato l’obbligo di foglio di servizio elettronico e il nuovo tariffario dell’assistenza specialistica.
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Il Piano insomma non prevedeva limiti nelle modalità di uccisione degli animali, consentendo dunque anche l’uso di mezzi cruenti e violenza. Di conseguenza si tratta di una vittoria per la fauna selvatica, la scienza e la legalità.
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