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N 4481

La sua cagnolina non cammina più, ma lui trova un modo per farla sentire libera

Solo così poteva sentire di nuovo le sue zampe e così lui ve la portava appena possibile: padrone porta cane paralizzato al fiume per immergerlo ... Leggi tutto

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Solo così poteva sentire di nuovo le sue zampe e così lui ve la portava appena possibile: padrone porta cane paralizzato al fiume per immergerlo in acqua.

cane e padrone
Padrone porta il suo cane paralizzato al fiume: solo lì Maya si sente libera (Screenshot Foto facebook@prenditi cura di te-amoreaquattrozampe.it)

Da quando aveva perso l’uso delle zampe non era più la stessa e anche per il suo umano preferito le cose erano molto cambiate. Ma c’era un posto che faceva ritrovare la libertà e la felicità a entrambi: il padrone porta il suo cane paralizzato al fiume perché solo lì ‘sente’ di nuovo le sue zampe. Oggi quel momento di spensieratezza è diventata una preziosa abitudine quotidiana che parla di un legame profondo e intimo.

Padrone porta il suo cane paralizzato al fiume: è libera

Probabilmente la stessa cagnolina dopo la paralisi si sente prigioniera nel suo stesso corpo, che ‘non funziona’ più come dovrebbe. E lo si nota dal suo stato d’animo triste, che solo il suo padrone è in grado di comprendere a fondo. E lo si vede dalle immagini che li immortalano ogni giorno quest’uomo con in braccio la sua cagnolina e che la immerge lentamente in acqua.

La delicatezza del gesto e la felicità negli occhi di entrambi prima e durante il bagno raccontano di quanto sia speciale e profondo il loro legame, rimasto immutato o forze rafforzatosi dopo che la cagnolina è rimasta paralizzata. Il suo corpo aveva smesso di ‘rispondere’ e la faceva sentire in catene. Tranne lì, tranne in quelle acque, tra le braccia del suo padrone: è davvero libera!

Padrone porta il suo cane paralizzato al fiume: Tony e Maya dopo l’incidente

Un incidente ha cambiato la vita di Maya che all’età di 8 anni ha dovuto dire addio alla sua ‘normalità’ e all’uso delle sue zampe. Il suo padrone, il figlio di Tony, si è arruolato nei Marines e ha dovuto lasciarla a suo padre. Tra la cagnolina e il suo nuovo padrone si è subito instaurato un rapporto di grande complicità e intesa.

cane al fiume
Padrone porta il suo cane paralizzato al fiume: Tony la accompagna in braccio e la adagia dolcemente in acqua (Screenshot Foto facebook@prenditi cura di te-amoreaquattrozampe.it)

E così Tony la porta al fiume ogni singolo giorno per farle riassaporare il gusto della libertà di potersi muovere, nuotando, nei punti meno profondi del fiume e sempre sotto il suo rigido controllo. La prende in braccio, la cala in acqua in punti ‘strategici’ e la lascia libera senza mai allontanarsi troppo, per essere lì nel momento del bisogno.

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Dopo il bagnetto, la cagnolina è più felice di ritornare alla sua routine e tra le braccia del suo padrone. La loro storia non è fatta di grandi eventi ma di gesti quotidiani che aiutano l’animale a sentirsi meglio dopo il trauma subito. E l’atteggiamento di Tony è l’insegnamento più grande per coloro che si prendono cura dei loro animali e pensano al loro benessere sia fisico sia mentale.

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2026-04-06 Autore: Francesca Ciardiello

N 4480

Trova un contenitore sigillato davanti alla porta: quello che c’è scritto lascia senza parole

Era chiuso lì dentro come un oggetto: così un cane abbandonato in un contenitore di plastica è stato ritrovato e salvato da un destino già ... Leggi tutto

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Era chiuso lì dentro come un oggetto: così un cane abbandonato in un contenitore di plastica è stato ritrovato e salvato da un destino già scritto.

cane
Cane abbandonato in un contenitore di plastica: c’era un foglio con alcune informazioni (Screenshot Facebook@la zampa-amoreaquattrozampe.it)

Era sigillato lì dentro, rischiando anche di soffocare: qualcuno aveva pensato di mettercelo e di abbandonarlo così davanti a quello studio veterinario. Il cane abbandonato in un contenitore di plastica è stato trovato e salvato, ma il trauma per essere stato rinchiuso come un oggetto non passerà facilmente. Il cucciolo ora è in buone mani; di lui si conoscono alcuni particolari riportati su un foglio attaccato alla scatola: ecco cosa dicono di lui.

Cane abbandonato in un contenitore di plastica: uno scatolo e un foglio sotto la tempesta

Chi lo aveva chiuso lì dentro non si è fatto scrupolo di lasciarlo senza aria in un contenitore e sotto una tempesta: così è stato trovato questo cucciolo meticcio di Pit Bull, malato e affamato, davanti allo studio di un veterinario. Siamo a Bonner Springs, negli USA, la mattina presto del 6 marzo scorso: a scorgere questa scatola di plastica, un comune contenitore nel quale solitamente si ripongono piccoli oggetti, sono stati alcuni passanti.

Costoro hanno segnalato la presenza del contenitore davanti alle porte di uno studio veterinario alla Bonner Springs Animal Control, che si sono precipitati sul posto per verificarne il contenuto. E con sommo stupore si sono resi conto che quella scatola non era affatto vuota ma conteneva qualcosa che mai si sarebbero immaginati di trovare, un cucciolo di cane malato e affamato.

Non era stato praticato alcun foro sul contenitore quindi il cane, oltre allo spavento e al trauma, si è anche ritrovato in totale mancanza di ossigeno. Per i cani brachicefali il problema della respirazione è già complesso in condizioni normali, figurarsi in una scatola di plastica sigillata! Mentre infuriava una tempesta di pioggia e fulmini all’esterno, nella cassetta si consumava quella interiore del cane.

Cane abbandonato in un contenitore di plastica: una nuova vita per Kenji

Kenji, questo il nome riportato sul foglietto e poche altre informazioni sul suo conto: la sua data di nascita, il 13 novembre 2025 e il fatto che fosse affamato sempre quando non malato. Quando gli esperti lo hanno visitato si sono immediatamente resi conto di un prolasso rettale del cane, che indossava un collare elisabettiano di cartone e non a norma.

scatola
Cane abbandonato in un contenitore di plastica: era sigillato in questa scatola (Screenshot Foto Facebook@Bonner Springs Animal Control-amoreaquattrozampe.it)

Operato d’urgenza, grazie al sostegno dell’ente Humane Society of Greater Kansas City, dovrà affrontare una lunga convalescenza ma le sue condizioni fisiche non destano per ora particolari preoccupazioni. Per il suo stato emotivo avrà necessità di un esperto per superare il trauma dell’abbandono, che costituisce un reato in Kansas.

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Poiché la storia è stata diffusa e le immagini di Kenji hanno ben presto fatto il giro del web, si è anche arrivati all’ipotesi di un possibile colpevole: in quello Stato un gesto del genere è considerato crudeltà verso gli animali. Per Kenji invece il futuro si colora di speranza poiché lui, insieme ad altri cuccioli, saranno ben presto disponibili per l’adozione.

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2026-04-07 Autore: Francesca Ciardiello

N 4479

Al mercato ormai la conoscono tutti: la gatta che “paga” il pesce a modo suo

E’ li a fare la ‘spesa’ come tutti gli altri ma utilizza una moneta molto particolare: la gatta che paga il pesce con una foglia. ... Leggi tutto

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E’ li a fare la ‘spesa’ come tutti gli altri ma utilizza una moneta molto particolare: la gatta che paga il pesce con una foglia.

gatta e foglia in bocca
Gatta paga il pesce con una foglia: questa è la scena che si consuma ogni giorno al mercato (Screenshot Foto Facebook@natura fanpage-amoreaquattrozampe.it)

E’ lì a fare la spesa esattamente come tutti gli altri e non chiede la merca gratis, poiché ha la sua ‘moneta di scambio’: ma stavolta non si tratta di una persona che va a fare compere bensì di una speciale quattro zampe. Ormai al mercato tutti la conoscono e i negozianti la aspettano al bancone: la gatta che paga il pesce con una foglia. La richiesta è semplice, il pagamento altrettanto: e il venditore è ben felice di accontentarla.

Gatta paga il pesce con una foglia: è la star del mercato

E’ una scena insolita ma ormai è diventato un momento divertente a cui molti amano assistere, anche perché rompe la routine di una quotidianità che spesso annoi: la gatta che va al mercato per comprare il pesce e che ha come ‘moneta’ una foglia raccolta in strada. La sua destinazione è sempre la stessa: il banco del pescivendolo.

E’ lì che trova il suo cibo preferito e che aspetta di essere ‘servita’: la gatta ha visto come funzionava il meccanismo di vendita e pagamento della merce e ha deciso di adeguarsi. Si aggira tra le bancarelle, passando indisturbata tra le gambe degli altri acquirenti e attende il suo turno. E’ una randagia, di cui non si conosce il nome, ma alla quale ormai tutti si sono affezionati.

Gatta paga il pesce con una foglia: ha ‘copiato’ i nostri gesti

Il comportamento di questa gatta in realtà è meno bizzarro di quanto si pensi: si tratta infatti del frutto della sua capacità di memorizzare i gesti delle persone che vanno a fare compere al mercato e di riprodurli. Ha capito che bisogna fare una richiesta e che, per ottenere ciò che si vuole, bisogna dare in cambio una moneta.

Cane Chester
Cane porta una foglia per comprare del cibo: una routine basata sull’imitazione del comportamento umano come quella della gatta (Screenshot Foto Facebook@cani, gatti e natura-amoreaquattrpzampe.it)

E ha trovato ciò che di più simile c’è a una banconota: una foglia, appunto. Una di quelle cadute dagli alberi, che si è ritrovata tra le zampe e che ha ben pensato di offrire in cambio del suo cibo più desiderato, il pesce (d’altra parte si conoscono i benefici del pesce per i gatti). Il commerciante è stato al gioco e ha dato alla gatta ciò che chiedeva, accettando il singolare pagamento ‘in natura’.

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Quello di questa gatta randagia anonima ricorda molto da vicino quello di Chester e il suo modo di “comprare”: sono animali speciali che hanno un ottimo spirito di osservazione e che sono in grado di imitarci, di copiare in nostri gesti per ottenere il risultato ambito.

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2026-04-05 Autore: Francesca Ciardiello

N 4478

Volontaria corre a salvare un cagnolino, poi lo guarda da vicino e resta senza parole

Non era come tutti gli altri ma se ne è resa conto solo quando lo ha visto da vicino: volontaria aiuta cane nudo messicano molto ... Leggi tutto

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Non era come tutti gli altri ma se ne è resa conto solo quando lo ha visto da vicino: volontaria aiuta cane nudo messicano molto raro.

cane e volontaria
Volontaria aiuta cane nudo messicano: era impaurito e solo a Los Angeles (Screenshot Foto Facebook@suzette hall-amoreaquattrozampe.it)

Sebbene il suo ruolo di fondatrice di un’organizzazione che mira a salvare cani randagi, abbandonati in strada o in altre situazioni di pericolo, l’abbia costretta a scontrarsi con realtà piuttosto dure, la protagonista umana di questa storia non aveva mai dovuto affrontare nulla del genere. Il suo nome è Suzette, quello della volontaria che aiuta un cane nudo messicano molto raro, che non le era mai capitato di vedere prima. Ecco come si sono svolti i fatti.

Volontaria aiuta cane nudo messicano: è stata la prima volta

Da quando ha fondato la Logan’s legacy 29, un’organizzazione no-profit che si occupa di salvataggio animali, Suzette Hall ha dovuto affrontare numerosi momenti drammatici che avevano come protagonisti poveri quattro zampe traumatizzati e indifesi. Ma stavolta le cose sembravano diverse, perché il cane da salvare non era affatto come tutti quanti gli altri.

E lei se ne era accorta immediatamente, fin da quando sul suo cellulare è apparsa la fotografia di un cane senza pelo, da solo in mezzo alla strada. Ma cosa lo rendeva così ‘speciale’ rispetto a tutti gli altri, coi quali comunque condivideva una storia traumatica segnata dall’abbandono? La razza a cui apparteneva, piuttosto rara e con caratteristiche davvero affascinanti.

Si trattava infatti di uno Xoloitzcuintli, meglio conosciuto come cane nudo messicano: era solo, impaurito tanto da essere immobile in mezzo alla strada, come se fosse stato in attesa di qualcuno che lo andasse a prendere (o a salvare).

Cosa rappresenta lo Xoloitzcuintli e perché è così affascinante?

Singolare non solo per il suo aspetto fisico ma anche e soprattutto per le leggende di cui si è reso protagonista nella storia dell’umanità, lo Xoloitzcuintli nella mitologia azteca pare ricoprisse un ruolo di guida e conducesse le anime dei defunti nel pericoloso viaggio verso l’Oltretomba. Venerato e temuto, questa razza veniva anche ‘utilizzata’ per proteggere le case dagli spiriti maligni.

Addirittura si credeva che la sua pelle nuda, poiché priva di pelo, emanasse un calore che faceva bene ai dolori articolari e ai traumi. Oggi è un importante trait d’union tra la cultura messicana odierna e quella precolombiana, nonché appartenuto anche alla indimenticabile artista locale Frida Kahlo.

Volontaria aiuta cane nudo messicano: il mistero su Pitzen

Pitzen, questo il nome che gli è stato dato dopo che la volontaria Suzette Hall lo ha salvato dalla strada di Los Angeles in cui era stato abbandonato. La sua storia è stata raccontata e pubblicata al sito The Dodo: dopo averlo messo in salvo, si è cercato di ricostruire la sua storia: si tratta di uno dei due cani fatti scendere (e abbandonati) da un uomo alla guida di una Lexus rossa.

cane salvato
Volontaria aiuta cane nudo messicano: ora bisogna ritrovare suo fratello (Screenshot Foto Facebook@suzette hall-amoreaquattrozampe.it)

Ma se Pitzen era ormai al sicuro, che fine aveva fatto il suo fratello a quattro zampe? L’altro potrebbe essere stato prelevato dal servizio di accalappiacani e rinchiuso in un canile: quindi sono immediatamente scattate le ricerche per ritrovarlo. La perdita del suo amico aveva reso Pitzen più triste e più restio a fidarsi degli umani, anche di quelli che avevano intenzione di aiutarlo.

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Da principio non voleva essere avvicinato né tanto meno toccato: è stato ‘attratto’ da una serie di snack che la Hall gli ha offerto quando si era rifugiato nei pressi di una casa abbandonata. Ora che uno dei due è salvo, bisogna ritrovare anche l’altro per dare a questa triste storia il suo lieto fine.

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2026-04-04 Autore: Francesca Ciardiello

N 4477

Dal set a casa: Virginia Raffaele e Pintu, una storia nata per caso

E’ rimasta folgorata e non avrebbe mai potuto lasciarlo: Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’, il dolcissimo Pintu. Può capitare ... Leggi tutto

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E’ rimasta folgorata e non avrebbe mai potuto lasciarlo: Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’, il dolcissimo Pintu.

attrice e cane
Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’: un amore nato sul set (Screenshot Foto Instagram@radiosintony-amoreaquattrozampe.it)

Può capitare che tra attori si instauri una certa sintonia, ed è stato proprio il luogo di lavoro a fare da scenario ad un nuovo amore per la nota interprete. Ma stavolta non si tratta di due ‘umani’ bensì di un quattro zampe: l’attrice Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’, il piccolo Pintu. Da quando le riprese sono finite si è resa conto di non poterlo lasciare e così lo ha portato a casa con sé.

Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’

Il legame che si era instaurato era già intenso nel corso delle riprese e forse entrambi sapevano che non si sarebbero mai più lasciati: così Virginia Raffaele, la nota e talentuosa attrice romana, si è ‘innamorata’ del suo compagno di set a quattro zampe, Pintu. Quindi il ciak finale non ha decretato la fine del loro rapporto.

Galeotto è stato il film ‘La vita va così’ di Riccardo Milani, ambientato nella magnifica e selvaggia Sardegna: si narra in maniera semi-realistica la vita di Ovidio Marras, anziano pastore sardo di 93 anni, e della sua resistenza a cedere le sue terre per la costruzione di un resort di lusso, voluto dall’imprenditore interpretato da Diego Abatantuono.

La figlia del protagonista, che nel film ha il nome di Efisio Mulas, è interpretata proprio dalla Raffaele, che ha lavorato fianco a fianco proprio col cane Pintu, il meticcio di cane pastore che anche nella finzione era un amico di famiglia. Alla fine delle riprese lo ha portato a casa con sé e lo stesso quattro zampe è sembrato fin da subito felice della sua nuova sistemazione.

Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’: una nuova vita con Pintu

Se della sua vita privata si sa ben poco, poiché è molto riservata, dell’amore per Pintu non ha mai fatto mistero: Virginia Raffaele si lascia fotografare nei suoi momenti dolcissimi col suo nuovo amore. E anche Pintu sembra essersi ambientato benissimo in un contesto completamente diverso: infatti dalla libertà delle campagne e dei paesaggi rurali sardi si è trasferito nel traffico caotico della metropoli.

virginia raffele e Pintu
Virginia Raffaele adotta il cane del film ‘La vita va così’: lo ha adottato e portato a casa con sé (Screenshot Foto Facebook@radiosintony-amoreaquattrozampe.it)

La stessa Raffaele ha spiegato come non è stata sua l’adozione, bensì lei stessa si è sentita ‘adottata’ dal quattro zampe fin dalle prime riprese. Così è nato un amore autentico, che supera i confini della finzione della pellicola, ma che mantiene l’autenticità del rapporto. Lo stesso cane pastore ha portato nella casa cittadina dell’attrice una ventata di ‘Sardegna rustica’, la stessa in cui viene ambientato il film di Riccardo Milani.

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E quindi ancora prima del montaggio, il galeotto film ha avuto il suo lieto fine!

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2026-04-03 Autore: Francesca Ciardiello

N 4476

Ha lottato fino alla fine, ma non è bastato: addio a Elettra

Era stata massacrata e dopo mesi di agonia ci ha lasciati: è morta la gatta usata come un pallone da un gruppo di ragazzi senza ... Leggi tutto

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Era stata massacrata e dopo mesi di agonia ci ha lasciati: è morta la gatta usata come un pallone da un gruppo di ragazzi senza scrupoli.

Gatta malmenata
Morta la gatta usata come un pallone: la lotta di Elettra è finita dopo mesi di agonia (Screenshot Video Facebook@i gatti del verano-animal Welfare Odv-amoreaquattrozampe.it)

Il suo nome era quello di un’eroina indimenticata della mitologia greca, e anche con la sua fine non saranno mai dimenticati il suo coraggio e la sua voglia di vivere. Ma purtroppo i suoi sforzi e le cure ricevute non sono bastati: Elettra non c’è più, è morta la gatta usata come un pallone da alcuni ragazzini mesi fa. Ora resta il dolore e ci si interroga su quali sono gli errori non solo umani ma dell’assenza di una reale comprensione del rispetto della dignità degli animali.

I fatti risalgono al luglio dello scorso anno, quando un gruppo di ragazzini si è divertito a giocare a palla, peccato che non abbiano usato un oggetto come strumento ludico bensì una gatta. Il suo nome era Elettra, come quello dell’eroina della mitologia greca, ma per questi ragazzini senza scrupoli lei era solo un oggetto da massacrare per il loro divertimento.

La ‘usavano’ letteralmente come un pallone: veniva lanciata in aria e schiacciata con il palmo delle mani come una palla su un campo di pallavolo. Ma si trattava di una povera gattina indifesa e debole, di pochi mesi, che passava per sua sfortuna nella zona dove si trovano i suoi futuri aguzzini, nei pressi del Verano. Solo grazie a un passante, che l’ha vista e l’ha raccolta da terra agonizzante, Elettra ha ricevuto le cure indispensabili, che però non sono valse a salvarle la vita.

Morta la gatta usata come un pallone: un’agonia durata 8 mesi

E’ al centro di recupero animali Animal Welfare Odv che alla gattina è stato dato il nome ‘Elettra’: tutti i volontari si sono affezionati a lei in quegli otto mesi in cui è rimasta ricoverata. Pesava meno di un kilo e le sue condizioni sono apparse fin da subito gravissime, a causa delle molteplici contusioni e dei danni irreversibili riportati su tutto il corpo, soprattutto a livello cerebrale.

gatta con danni al cervello
Morta la gatta usata come un pallone: i danni neurologici le sono stati fatali (Screenshot Video Facebook@i gatti del verano-animal Welfare Odv-amoreaquattrozampe.it)

Fin da quando era stata ritrovata, Elettra ha sofferto di forti tremori alla testa, a causa dei danni neurologici gravi riportati e permanenti. Eppure la gattina non ha mai mollato, voleva vivere e le cure sembravano funzionare per tenerla in vita. Ma dopo 8 mesi invece si è arresa al male che le era stato inflitto e ha ceduto al riposo eterno.

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La storia di Elettra fa riflettere sull’educazione che ricevono i ragazzini di oggi circa il rispetto e la dignità degli animali. Si spera che la storia di Elettra trovi giustizia ma che soprattutto serva da ‘monito morale’ verso coloro che trattano gli animali come oggetti senza un’anima. Ovviamente si è scatenata un’ondata di utenti indignati, che hanno letto la sua storia sul web e che ora la ergono a simbolo della crudeltà contro gli animali (il cui reato di maltrattamento di animali è previsto e punito per Legge).

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2026-04-02 Autore: Francesca Ciardiello

N 4475

“Prossima fermata, casa”: a Roma i bus diventano un invito all’adozione

L’Atac di Roma e ‘Prossima fermata, casa’: la campagna per favorire le adozioni animali parte dalla Capitale ed è stampata anche sui biglietti. La voce ... Leggi tutto

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L’Atac di Roma e ‘Prossima fermata, casa’: la campagna per favorire le adozioni animali parte dalla Capitale ed è stampata anche sui biglietti.

‘Prossima fermata, casa’: la nuova campagna dell’Atac (Screenshot Foto Facebook@Roma Fanpage.it-amoreaquattrozampe.it)

La voce della Capitale si fa sentire e si dice pronta ad aiutare gli animali più in difficoltà: è stato dato il via alla campagna ‘Prossima fermata, casa’ dell’Atac, società che gestisce il trasporto pubblico locale. E’ un forte segnale di cambiamento, che vede i nostri animali sotto i riflettori e richiama i cittadini a un obbligo morale, quello di prendere in considerazione l’adozione degli esemplari meno fortunati e alla ricerca di una famiglia.

‘Prossima fermata, casa’: che cos’è la nuova campagna dell’Atac

E’ scritto sulle pareti degli autobus che percorrono la città ma anche sul singolo titolo di viaggio che si acquista per viaggiare: la pubblicità della nuova campagna che sta spopolando nella Capitale ha già attirato l’attenzione di tutti. Dal nome si può facilmente intuire di cosa si tratta: un invito, o meglio un’esortazione alla popolazione ad assumersi delle responsabilità nei confronti degli animali meno fortunati.

E come diffondere un messaggio se non con qualcosa che circoli per tutta la città e che sia ben visibile agli occhi di tutti? Autobus, titoli di viaggio e perfino le pensiline atte a dare riparo a coloro che stanno per prendere i mezzi pubblici. Lo slogan fa dunque riferimento all’iniziativa voluta e promossa da Patrizia Prestipino, Garante per il benessere animale, e con il supporto del sindaco Roberto Gualtieri, e riporta un QR-code che rimanda alla spiegazione del progetto.

‘Prossima fermata, casa’: se ci clicchi su scoprirai tutte le info

Ormai tutti siamo ‘armati’ di smartphone e con un semplice clic, potremo ottenere tutte le informazioni utili sulla suddetta iniziativa: inquadrando il QR-code infatti si arrivano a leggere tutte le informazioni sugli animali, cani e gatti, che attualmente risiedono nei canili e nei gattili comunali, in attesa di una famiglia che li porti via e offra loro una vita migliore.

campagna di Roma
‘Prossima fermata, casa’: un messaggio di sensibilizzazione (Screenshot Foto Facebook@Giornale Fiuggi-amoreaquattrozampe.it)

Questa campagna di sensibilizzazione non si rivolge solo e unicamente ai cittadini residenti nella Capitale ma anche ai turisti, che per tutto l’anno affollano le strade di una delle città più belle del mondo. Vuole essere un’operazione capillare, in grado di espandere i propri confini ben oltre il perimetro della città eterna.

E’ un richiamo alla coscienza: si chiede di adottare e di conoscere realtà, che per molti sono ancora sconosciute, come la Muratella e Ponte Marconi. Sono questi due tra i tanti luoghi che ospitano animali con un passato traumatico alle spalle, spesso caratterizzato da traumi e abbandono. E le informazioni che li riguardano riportano la loro storia nel dettaglio, così da farli conoscere ancora meglio.

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E tu cosa aspetti ad adottare? Cani e gatti in difficoltà stanno aspettando solo te!

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2026-04-02 Autore: Francesca Ciardiello

N 4473

A 135 anni diventa padre: la storia incredibile della tartaruga gigante Golias

E’ enorme, è ‘anziana’ ed è diventata padre per la sua prima volta: la tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio a 135 ... Leggi tutto

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E’ enorme, è ‘anziana’ ed è diventata padre per la sua prima volta: la tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio a 135 anni.

tartaruga e figlio
La tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio a 135 anni (Screenshot Foto Facebook@noi che amiamo gli animali-amoreaquattrozampe.it)

Ci è già capitato di parlare di lui, anche perché si tratta di uno degli esemplari più longevi al mondo; tuttavia nessuno aveva previsto che potesse diventare padre per la prima volta alla sua (ormai) veneranda età e invece ci si sbagliava. La tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio a 135 anni, dopo lunghi periodi in cui era rimasto sotto osservazione. Ora inizia per lui una nuova, emozionante esperienza!

La tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio: è papà a 135 anni!

Per noi umani il suo sarebbe un traguardo impossibile, ma anche per la comune segreto della longevità delle tartarughe, a quanto pare, non è così: la tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio adesso che ha compiuto 135 anni il 15 giugno. Un nuovo traguardo, quello di essere papà, che sembra il coronamento di una bellissima e lunga storia di vita vissuta tra osservazioni e sperimentazioni.

infatti fin dalla sua nascita, nel lontano 1890 sull’isola di Santa Cruz, nelle Galapagos, Golias ha sempre preso parte a programmi di conservazione e ciò gli aveva impedito di provare la ‘gioia’ della paternità. Proprio all’inizio dell’anno (il 27 gennaio scorso) erano state deposte ben 8 uova, di cui una si è schiusa con successo, facendo nascere il primo cucciolo di tartaruga gigante.

Per chi crede nelle coincidenze della vita, può essere di certo significativo il fatto che il piccolo Golias Junior sia nato nello zoo di Miami, nel giorno del compleanno del padre e contemporaneamente anche nel giorno della festa del papà negli USA.

La tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio: cosa significa per la sua specie

Non si tratta solo di un lieto evento per la singola tartaruga, ma è anche molto significativo per la prosecuzione della sua specie. I programmi a cui ha sempre preso parte miravano alla conservazione e alla prosecuzione della sua specie, che era a rischio: ma con la nascita del cucciolo di Golias le cose ora potranno cambiare.

golias e cucciolo
La tartaruga gigante Golias ha avuto il suo primo figlio: la sua nascita garantisce la prosecuzione della specie (Screenshot Foto Facebook@noi che amiamo gli animali-amoreaquattrozampe.it)

La suddetta nascita rappresenta dunque il risultato di un lavoro lungo e minuzioso, che voleva assicurare che la specie non andasse perduta. Ovviamente, fin dalla sua nascita, anche il piccolo cucciolo di tartaruga gigante è stato messo sotto osservazione, poiché dovrà essere studiato e preservato da possibili problemi di salute.

Dopo 128 giorni di incubazione, il 4 giugno, la ‘piccola tartaruga gigante’ ha visto la luce: è la prima volta che nasce una tartaruga delle Galapagos nello zoo di Miami. Il piccolo è apparso fin da subito in salute, è stato rimosso dall’incubatrice e collocato in un recinto separato. Ma come è possibile che un esemplare tanto anziano sia stato in grado di riprodursi?

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Innanzitutto non ha battuto il record della tartaruga Jonathan, divenuto padre a 190 anni (quella che il principe Edoardo aveva incontrato 67 anni dopo sua madre). Secondo alcuni studi dell’Università di Buffalo, alcuni geni della tartaruga gigante sono ‘preservati’ dall’invecchiamento, sia per quanto riguarda malattie mortali come il cancro sia per la loro stessa riproduzione.

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2026-03-31 Autore: Francesca Ciardiello

N 4472

Una foglia, un gesto, una storia: Chester e il suo modo di “comprare”

Una singolare merce di ‘baratto’: il cane Chester che porta una foglia per comprare del cibo, sempre alla stessa ora e nello stesso negozio. Quando ... Leggi tutto

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Una singolare merce di ‘baratto’: il cane Chester che porta una foglia per comprare del cibo, sempre alla stessa ora e nello stesso negozio.

cane con foglia in bocca
Cane porta una foglia per comprare del cibo: così Chester fa la spesa (Screenshot Foto Facebook@cani, gatti e natura-amoreaquattrpzampe.it)

Quando non si hanno a disposizione i soldi, si ritorna a sistemi commerciali antichi ma altrettanto efficaci: lo dimostra la storia di questo cane che porta una foglia per comprare del cibo e il negoziante glielo fornisce. Un modo alternativo per fare la spesa, sempre nello stesso esercizio e alla stessa ora, col proprietario del locale che divertito e felice lo aspetta per dargli ciò che chiede. Ecco cosa fa Chester ogni giorno.

Cane porta una foglia per comprare del cibo: la spesa di Chester

La scena si ripete ogni giorno, quando si va a fare la spesa: nulla di così strano se non fosse che l’acquirente è un quattro zampe e che cerchi di barattare del cibo con una foglia. Questo fa Chester e il negoziante che lo accoglie lo attende felice e impaziente di dargli ciò che vuole. Siamo in Columbia e ogni giorno, alla stessa ora, il proprietario vede il musetto spuntare dal bancone.

In effetti non si presenta mai senza portare qualcosa con sé, una sorta di merce di scambio, di baratto. E quello che trova per strada riesce sempre a fargli ‘comprare’ del cibo: la foglia viene portata con cura sul muso, per essere poi posta sul bancone. E così Chester attende che gli venga consegnato ciò per cui ha pagato.

Cane porta una foglia per comprare del cibo: la divertente routine di Chester

Col passare del tempo il negoziante e gli altri clienti hanno notato che per Chester quella era diventata una piacevole abitudine, quella di fare la spesa, seppur a modo suo. Non si trattava dunque di un episodio singolo ma di una routine consolidata ormai, costruita attraverso l’osservazione e l’imitazione del comportamento umano da parte del quattro zampe.

Cane Chester
Cane porta una foglia per comprare del cibo: una routine basata sull’imitazione del comportamento umano (Screenshot Foto Facebook@cani, gatti e natura-amoreaquattrpzampe.it)

Infatti pare che Chester abbia voluto replicare i gesti che ha visto fare agli altri clienti, tanto è vero che la foglia, la sua particolare ‘moneta’, viene posta sul bancone, esattamente ente come fanno gli altri con monete e banconote. In cambio dunque aspetta la sua spesa, perché ha dato in cambio qualcosa.

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E allo stesso tempo il negoziante, divertito e ormai affezionato a quella routine, si presta al gioco e consegna del cibo in cambio al suo particolare cliente a quattro zampe. Oltre alla scena già divertente in sé, quest’abitudine canina ci invita a riflettere sulla capacità dei quattro zampe di osservare i nostri comportamenti e di replicarli in maniera efficace e intelligente.

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2026-04-01 Autore: Francesca Ciardiello

N 4471

Il coraggio di un gorilla per salvare i cuccioli: una scena difficile da dimenticare

Lo ha fatto per far sopravvivere i suoi piccoli: un gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i suoi cuccioli rapiti. Le immagini ne sono ... Leggi tutto

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Lo ha fatto per far sopravvivere i suoi piccoli: un gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i suoi cuccioli rapiti.

gorilla distrugge tutto
Gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i cuccioli: lo ha fatto per i suoi piccoli (Screenshot Foto Fcaebook@il tempo della follia-amoreaquattrozampe.it)

Le immagini ne sono la testimonianza: ha salvato i suoi piccoli da un destino che sembrava già scritto, e purtroppo dalla mano crudele dell’uomo. Questo gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i cuccioli che erano stati rapiti, ed è riuscito perfettamente nel suo intento, pur mettendo a rischio la sua stessa vita. Le scene sono state analizzate dagli esperti, che hanno sottolineato il comportamento protettivo della grossa scimmia nell’ambiente umano.

Gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i cuccioli: sapeva esattamente cosa fare

Un gorilla si muove sicuro in un accampamento come se fosse alla ricerca di qualcosa, o qualcuno: queste sono le immagini visionate successivamente dagli esperti che hanno visto una grossa scimmia ‘smantellare’ letteralmente un rifugio per bracconieri. E non si è trattato di un attacco diretto a questi uomini, che si macchiano di atrocità e che sono sempre in aumento purtroppo (addirittura alcuni provvedimenti sembrano garantire una tutela al bracconaggio).

Il gorilla sapeva che in quell’accampamento c’erano dei cuccioli, i suoi cuccioli, che erano stati rapiti da quegli uomini senza scrupoli e che dovevano essere salvati prima che fosse troppo tardi per loro. E così ha iniziato a distruggere oggetti, tende e tutto ciò che c’era in quello spazio che sembrava abbandonato, a prima vista.

Il primate tuttavia sembrava orientarsi molto bene in quello spazio e ogni suo gesto sembrava mirato al salvataggio dei piccoli in pericolo: la sua aggressività sembrava feroce ma in qualche modo controllata, poiché aveva lo scopo non di far del male agli uomini, seppur colpevoli, ma salvare degli animali indifesi.

Si trattava di una ricerca metodica, che voleva trovare ciò che era stato nascosto: delle vite animali.

Gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i cuccioli: la ricostruzione dei fatti

Dapprima le immagini non riuscivano a spiegare il perché della furia del gorilla ma, con un’analisi più approfondita, si è riusciti ad analizzare la storia e u fatti antecedenti a quell’episodio. Pare infatti che al primate fossero stati ‘sottratti’ dei cuccioli dai bracconieri, che li avevano portati in quello che sembrava un accampamento abbandonato.

gorilla
Gorilla distrugge l’accampamento dei bracconieri per salvare i cuccioli: sono salvi (Screenshot Foto Fcaebook@il tempo della follia-amoreaquattrozampe.it)

Il gorilla sapeva che erano lì, lo aveva sentito, ma doveva cercarli e per farlo aveva bisogno di sbarazzare il campo da ogni oggetto che costituiva un ostacolo alla sua vista. I cuccioli rapiti erano due, e le loro tracce erano ancora ben evidenti al fiuto del primate che era immediatamente partito alla loro ricerca.

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Non voleva distruggere il campo per il puro gusto di farlo, ma stava individuando il nascondiglio usato dagli uomini: li ha trovati, per fortuna, ed erano entrambi ancora vivi. I responsabili del rapimento sono stati immediatamente identificati e fermati per i loro reati. Intanto i piccoli, grazie al primate, sono ritornati nel loro habitat naturale e godono di ottima salute.

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2026-04-01 Autore: Francesca Ciardiello

N 4470

“Giustizia per la gattina Rosi”: noi ci saremo alla manifestazione pubblica a Roma il 3 aprile

Non resteremo in silenzio! Anche noi di Amore a Quattro zampe saremo alla manifestazione pubblica a Roma il 3 aprile: ”Giustizia per Rosi”. Un’escalation di ... Leggi tutto

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Non resteremo in silenzio! Anche noi di Amore a Quattro zampe saremo alla manifestazione pubblica a Roma il 3 aprile: ”Giustizia per Rosi”.

manifestazione
Manifestazione pubblica ”Giustizia per Rosi”: il 3 aprile a Roma ci saremo anche noi di Amore a Quattro zampe (Screenshot Foto Facebook@elisa di eusanio-amoreaquattrozampe.it)

Un’escalation di violenza, davanti alla quale restare zitti e indifferenti è un crimine alla pari di quello subito da Rosi e da tutti i felini che vengono maltrattati e uccisi dalle mani umane. Stavolta i colpevoli non resteranno impuniti e anche noi uniremo al coro la nostra voce: Amore a Quattro zampe parteciperà alla manifestazione pubblica a Roma il 3 aprile: ”Giustizia per Rosi”. Un evento indispensabile e necessario per dare voce a chi non ne ha.

Manifestazione pubblica ”Giustizia per Rosi”: il 3 aprile a Roma ci saremo anche noi di Amore a Quattro zampe

Non è possibile restare in silenzio dopo l’ennesimo, cruento fatto di cronaca che vede protagonista una gattina indifesa, che resterà per sempre traumatizzata e che ancora sta lottando tra la vita e la morte. Non si è trattato di un incidente ma dell’ennesima manifestazione della crudeltà umana e della violenza che vede vittima un animale.

Rosi, la gattina violentata e abusata a Tor Tre Teste, Elettra (la gatta lanciata in aria e usata come un pallone): questi sono solo alcuni dei nomi di animali che hanno subito la furia umana, una violenza cieca e crudele che aveva come unico scopo il ‘divertimento’ di chi l’ha praticata. Ma ora non possiamo più tacere, è arrivato il momento di farsi sentire.

Venerdì 3 aprile, a Roma in via Francesco Tovaglieri 29 (il luogo dove la gattina è stata ritrovata) alle ore 15.30: un appuntamento a cui parteciperanno l’Enpa, la LNDC Animal Protection nella persona della Presidentessa Piera Rosati, e ci saremo anche noi di Amore a Quattro Zampe.

L’atroce storia di Rosi: nessuno può restare indifferente

Solo quando è stata ritrovata agonizzante e sanguinante si è riusciti a ricostruire ciò che le era accaduto e le violenze di cui era stata vittima: Rosi, questo il nome che è stato dato alla gattina che ancora oggi, dopo 8 giorni di ricovero, continua a lottare tra la vita e la morte. Era lo scorso 23 marzo, e l’orrore si consumava in via Tovaglieri a Tor Tre Teste, quando una donna e un figlio che erano di passaggio l’hanno vista a terra ma ancora viva.

Si trascinava a fatica Rosi, si lamentava e presentava una vistosa ferita nella zona genitale, una lacerazione che ancora sanguinava: per fortuna mamma e figlio non sono rimasti indifferenti a quello spettacolo cruento e l’hanno portata in una clinica veterinaria Penelope a Via Nomentana, dove tuttora è ricoverata. Le sue condizioni sono ancora gravissime e la prognosi resta riservata.

I farmaci che le sono costantemente somministrati stanno provando ad evitare l’insorgere di infezioni, che potrebbero condurla alla morte. Ci sono tiepidi segnali di miglioramento ma purtroppo non è ancora fuori pericolo. Dagli esami delle ferite nella zona perianale e vaginale è emerso che Rosi è stata seviziata e abusata. Il reato di cui è stata vittima si aggiunge alla lunga lista di episodi violenti e di misteriose sparizioni di gatti proprio nella zona in cui viveva la stessa gatta.

Manifestazione pubblica ”Giustizia per Rosi”: un chiaro segnale di allarme

Anche noi di Amore a Quattro Zampe grideremo a gran voce che: Non si può più restare indifferenti! Chiediamo giustizia per Rosi e per tutti gli animali vittime di soprusi, violenze e traumi, nella speranza che ben presto i responsabili di questi gesti siano identificati e puniti col massimo della pena.

Gattina Rosi
Manifestazione pubblica ”Giustizia per Rosi”: la gattina Rosi sta lottando tra la vita e la morte (Screenshot Foto Facebook@canale 10-amoreaquattrozampe.it)

E’ in atto una larga mobilitazione per Rosi anche da parte di semplici cittadini, che sono chiamati a partecipare alla manifestazione del 3 Aprile alle ore 15:30 in via Tovaglieri 29 a Tor Tre Teste. Non si tratta solo di amore verso gli animali ma di una presa di coscienza che ciò che sta accadendo costituisce un gravissimo segnale d’allarme per la società.

Chi compie questi massacri è un soggetto pericoloso, potenzialmente dannoso per l’intera comunità non solo animale ma anche umana. I suoi gesti sono frutto di una mente fortemente alterata, che potrebbe causare altre vittime, e che appartiene ad un soggetto molto nocivo per l’intera comunità. La manifestazione è un modo chiaro e deciso per dire: ‘BASTA’ una volta e per tutte alle storie cruente di violenza contro gli animali.

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Sarà un momento di commozione e di dolore per Rosi, per Elettra e per tutti gli animali abusati: è necessario oggi più che mai Non restare in silenzio!

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2026-04-02 Autore: Francesca Ciardiello

N 4468

Sul sedile accanto c’è lei: la cagnolina che ha cambiato ogni viaggio

Era diventata una presenza fissa in ogni viaggio: la cagnolina viaggia seduta accanto all’autista lo accompagnava lungo sempre lo stesso tragitto. Lo accompagnava come una ... Leggi tutto

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Era diventata una presenza fissa in ogni viaggio: la cagnolina viaggia seduta accanto all’autista lo accompagnava lungo sempre lo stesso tragitto.

cane su bus
La cagnolina seduta accanto all’autista: è la mascotte di ogni viaggio (Screenshot Video Instagram@amoreaquattrozampe.it-amoreaquattrozampe.it)

Lo accompagnava come una presenza fissa, la cagnolina che viaggia seduta accanto all’autista era diventata la mascotte di ogni viaggio per tutti i passeggeri. Una storia di grande intesa e amicizia, che ha reso il servizio quotidiano del bus molto più piacevole e particolare: a lei bastava solo stargli accanto senza richiedere particolari attenzioni che potessero distrarlo mentre era alla guida. Le immagini immortalate dagli altri passeggeri hanno fatto, in breve tempo, il giro del web.

La cagnolina viaggia seduta accanto all’autista: la mascotte di ogni viaggio

Tutti i padroni sanno che esistono delle regole per il cane sui mezzi pubblici ma questa volta è diverso, poiché il passeggero a quattro zampe è il ‘compagno’ di viaggio dell’autista. Spesso si è discusso della possibilità concessi da alcune compagnie e dei vantaggi di lavorare con i nostri animali domestici, anche sullo stesso posto di lavoro, e questa ne è l’ennesima dimostrazione.

cane sotto sedile del bus
La cagnolina seduta accanto all’autista: sta buona per tutta la durata del turno (Screenshot Video Instagram@amoreaquattrozampe.it-amoreaquattrozampe.it)

Questa cagnolina siede accanto all’autista dell’autobus e si gode il viaggio, sotto gli occhi ammirati degli altri passeggeri. Non arreca alcun fastidio né agli altri né tanto meno al guidatore, che non rischia di distrarsi mentre è alla guida. Lei cerca solo la sua compagnia e si accontenta di essergli vicino, anche mentre sta svolgendo il proprio lavoro.

Le bastava osservarlo, saperlo vicino, guardandolo con occhi felici e innamorati, alla ricerca solo di un contatto visivo silenzioso. Non parlavano e nessuno dei due sembrava volere qualcosa in più di qualche sguardo fugace, appena possibile.

La cagnolina viaggia seduta accanto all’autista: rendeva il viaggio di tutti più piacevole

Potevano capitare zone trafficate, soprattutto negli orari di punta, un evento che innervosisce normalmente tutti i passeggeri a bordo, ma sembrava che la presenza della cagnolina fosse un deterrente anche per episodi del genere. Nessuno si spazientiva, nemmeno lei, e riuscivano a godersi il tragitto con più serenità.

cane su bus
La cagnolina seduta accanto all’autista: resta buona e non distrae il suo padrone in servizio (Screenshot Video Instagram@amoreaquattrozampe.it-amoreaquattrozampe.it)

Non si innervosiva per il traffico di auto o per il rumore dei clacson che impazzavano perché lei aveva tutto ciò di cui aveva bisogno, il suo padrone. Per gli altri passeggeri vederla a bordo era diventata una piacevole abitudine, poiché vedevano coi loro occhi una scena di grande familiarità e complicità tra i due.

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Questo insolito compagno di viaggio è divenuto in breve tempo una star del web, poiché i suoi video sono stati diffusi sulle piattaforme più seguite, come TikTok e Instagram. Sebbene vi siano regole fisse, come dicevamo, sulla presenza di animali domestici in cabina, pare non vi sia nessuna norma che ne vieti il viaggio quando accompagnano il proprio padrone che svolge la sua funzione di autista.

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2026-03-30 Autore: Francesca Ciardiello

N 4467

Vagava tra le auto senza sapere dove andare: la storia della cinghialetta che ha commosso tutti

Si era persa e non sapeva dove andare ma qualcuno l’ha notata e non è rimasto indifferente: la cinghialetta in strada salvata di cittadini di ... Leggi tutto

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Si era persa e non sapeva dove andare ma qualcuno l’ha notata e non è rimasto indifferente: la cinghialetta in strada salvata di cittadini di Marino.

cucciolo di cinghiale
La cinghialetta in strada salvata dai cittadini: è successo a Marino (Screenshot Foto Facebook@amoreaquattrozampe.it-amoreaquattrozampe.it)

Alle volte non essere superficiali può salvare la vita di qualcuno e questa storia ne è l’ennesima dimostrazione: una cinghialetta in strada viene salvata dai cittadini che si erano accorti di lei. Vagava senza sosta, alla ricerca di qualcosa probabilmente o perché si era allontanata dalla sua famiglia, ma per fortuna qualcuno ha pensato di metterla al riparo dal traffico e dalle auto in transito: ecco cosa è successo.

La cinghialetta in strada salvata dai cittadini: vagava per Marino

Alle porte di Roma, a Marino, un cucciolo femmina di cinghiale (come spesso se ne vedono nella Capitale, per cui l’Aidaa aveva chiesto lo stop ai bocconcini avvelenati) si era perso, probabilmente dopo essersi allontanato dalla sua famiglia. Però si era intrufolata tra le macchine in transito, mettendo a rischio la sua stessa vita.

Aveva solo pochi giorni, non conosceva nulla del mondo, e sembrava spaventata dalle strade e forse dagli stessi cittadini che passavano sulla medesima via, che costeggia la zona dei laghi e dei parchi da cui probabilmente si era allontanato l’animale. Per fortuna gli stessi abitanti di Marino, che passeggiavano per le vie del centro storico, non sono rimasti indifferenti a questo cucciolo disperso e hanno contattato i servizi ASL di Roma 6 che, prontamente, sono intervenuti in suo soccorso.

La cinghialetta in strada salvata dai cittadini: una nuova vita

Se i cittadini si fossero ‘voltati dall’altra parte’ probabilmente oggi avremmo raccontato una storia diversa, invece la cinghialetta adesso si trova in ottime mani, presso il centro di recupero animali ‘Zampe felici’, nella zona di Genzano-Lanuvio, dove esperti si stanno prendendo cura della sua salute fisica e non solo.

cinghiali
La cinghialetta in strada salvata dai cittadini: si era allontanata dalla sua famiglia (Screenshot Foto Facebook@roma cinghiali-amoreaquattrozampe.it)

Al momento è escluso che l’animale posso ricongiungersi alla sua famiglia, poiché è stata ‘adottata’ da una giovane donna che frequenta il suddetto  centro, che ha provveduto alla sua microchippatura. In questo modo si è assicurata che la cinghialetta non finisca nel processo di abbattimento e macellazione. Le è stato dato anche un nome, Valsoia.

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La storia di Valsoia dimostra ancora una volta quanto sia importante non girarsi dall’altra parte, poiché un singolo atto d’amore può fare la differenza, spesso decidendo per la vita di alcuni animali. Alle volte basta davvero poco per fare la cosa giusta e salvare qualcuno che è in difficoltà e che, da solo, probabilmente non sarebbe mai sopravvissuto.

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2026-03-29 Autore: Francesca Ciardiello

N 4466

Non compra il biglietto al cane e lo abbandona: Pitt resta solo in aeroporto

Aveva previsto tutto e ha pensato di lasciarlo da solo lì, prima di prendere il volo: cane abbandonato all’aeroporto perché senza biglietto. Lui aveva un ... Leggi tutto

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Aveva previsto tutto e ha pensato di lasciarlo da solo lì, prima di prendere il volo: cane abbandonato all’aeroporto perché senza biglietto.

cane Pitt
Cane abbandonato all’aeroporto: è stato trovato dagli agenti dell’Allegheny County Police Department (Screenshot Video Facebook@Pittsburgh International Airoport-amoreaquattrozampe.it)

Lui aveva un obiettivo preciso, quello di lasciare il suo quattro zampe lì, prima di prendere un volo, ma era il cane Pitt a non conoscere le reali intenzioni del suo padrone. Probabilmente non si sarebbe mai aspettato che la persone che avrebbe dovuto prendersi cura di lui, lo avrebbe lasciato da solo a vagare in un terminal. L’ennesima storia di un cane abbandonato all’aeroporto dal padrone che non aveva neppure acquistato il biglietto per il suo volo: aveva già deciso dunque di non portarlo con sé.

Cane abbandonato all’aeroporto: Pitt non aveva il biglietto

Alle volte può capitare di avere problemi con il quattro zampe prima di prendere un volo, spesso perché non ci si è informati in tempo delle condizioni di viaggio della compagnia aerea scelta (per questo è importante sapere quali sono tutte le compagnie aeree che permettono a Fido di viaggiare).

Ma questo caso è ben diverso, poiché il proprietario di Pitt, un esemplare di Labrador Retriever nero, colui che avrebbe dovuto prendersi cura di lui e avrebbe dovuto portarlo con sé, non aveva acquistato alcun biglietto per l’animale. Dunque le sue intenzioni erano chiare, non si è trattato né di un disguido né di una ‘dimenticanza’, bensì di un piano ‘studiato’ tempo prima.

E così, in un affollato aeroporto, quello di Pittsburgh, in un giorno qualunque (il pomeriggio del 20 marzo scorso), il cane Pitt si è trovato a vagare da solo nel terminal, in attesa di capire cosa stesse succedendo e dove fosse il suo padrone.

Cane abbandonato all’aeroporto: la nuova vita di Pitt

Quando gli agenti del Allegheny Cpunty Police Department hanno trovato Pitt hanno immediatamente notato che non aveva segni di violenza sul corpo, ma era palesemente spaesato e incredulo per ciò che gli stava capitando. Probabilmente si chiedeva dove fosse il suo padrone, identificato solo in un secondo momento grazie alle telecamere di sorveglianza.

cane annusa
Cane abbandonato all’aeroporto: ora Pitt aspetta una nuova famiglia (Screenshot Video Facebook@Pittsburgh International Airoport-amoreaquattrozampe.it)

Si pensava a un incidente, invece ci si è resi conto che l’uomo aveva deciso di non portarlo con sé e non si era fatto scrupolo di lasciarlo lì, prima di prendere un volo. Gli altri passeggeri che erano in aeroporto hanno segnalato la presenza di Pitt, che vagava da solo tra negozi e davanti ai gate. Questa brutta storia ricorda molto da vicino quella del cane abbandonato in aeroporto per andare in vacanza ma anche quella di Polaris, il cucciolo lasciato in aeroporto.

Per fortuna il suo ex padrone è stato identificato e ora subirà un processo per reato di abbandono di animali e crudeltà, mentre per Pitt si sono immediatamente aperte nuove possibilità di vita: è stato soccorso e alcuni esperti stanno già lavorando sul trauma nel cane dovuto all’abbandono e allo stress post traumatico che ne è derivato.

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Tutti coloro che si sono presi cura di Pitt e che gli hanno voluto bene fin dal primo incontro in quell’aeroporto ora sono in attesa di una famiglia che voglia seriamente prendersi cura di lui.

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2026-03-28 Autore: Francesca Ciardiello

N 4465

Pasqua e colombe: il lato oscuro che finisce sulle nostre tavole

Festeggiare la festività ma in modo consapevole: analizziamo tutte le colombe di Pasqua delle maggiori aziende che finiscono sulle nostre tavole. Le festività sono sempre ... Leggi tutto

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Festeggiare la festività ma in modo consapevole: analizziamo tutte le colombe di Pasqua delle maggiori aziende che finiscono sulle nostre tavole.

colomba
Colombe di Pasqua delle maggiori aziende italiane: l’indagine di Essere Animali (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Le festività sono sempre l’occasione giusta per stare insieme in famiglia o con gli amici, e in queste circostanze il cibo occupa una posizione predominante, soprattutto se si tratta di dolci. Infatti in questo periodo è usuale acquistare e consumare colombe di Pasqua delle maggiori aziende, che finiscono spesso alla fine dei nostri pasti ma di cui magari non conosciamo né caratteristiche né provenienza. Ecco cosa bisognerebbe sapere su ciascuna di esse.

Colombe di Pasqua: e le uova?

Uno degli ingredienti per la creazione di questo dolce, che viene sfornato anche in quantità industriali nelle maggiori aziende italiane, è costituito proprio dalle uova delle nostre galline. Gli allevamenti nostrani contano all’incirca 40mila esemplari, così come accade in Francia, Spagna e Germania. Ma come vivono queste galline?

Già in passato ci siamo occupati degli allevamenti domestici di galline ovaiole ma forse non tutti sanno che questi uccelli che non volano (infatti ci si chiede spesso perché le galline non possono volare) sono ancora in parte allevate con metodi lesivi della loro dignità e del loro benessere. Sebbene la percentuale maggiore di esse sia allevata con sistemi biologici, ancora il 35% viene tenuto nelle gabbie.

Solo in alcuni stati, come Germania e Austria, il metodo della gabbia è stato del tutto eliminato: ciò dimostra che, volendo, si potrebbero adottare solo metodi alternativi. Ma cosa significa tenere una gallina in gabbia? Che l’uccello non è libero di razzolare e vive spesso in condizioni igieniche precarie, che aumentano il rischio di malattie e infezioni, dato il pochissimo spazio a disposizione.

Colombe di Pasqua delle maggiori aziende italiane: Essere Animali indaga

Poiché non ci sofferma abbastanza sulla provenienza delle uova utilizzate per la produzione delle colombe industriali, l’organizzazione No-Profit Essere Animali ha ben pensato di indagare nelle maggiori industrie che si occupano della creazione del dolce. I risultati di questa ricerca sono alquanto confortanti, poiché pare che 5 aziende su 8 utilizzino uova da galline allevate con sistemi biologici o alternativi, una si equiparerà alle altre entro quest’anno, mentre solo due devono ancora adeguarsi al sistema che non prevede la gabbia.

Colombe di Pasqua delle maggiori aziende italiane: solo alcune usano uova di galline allevate a terra (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Ciò significa che ci si sta uniformando sul modello di allevamento che non prevede sofferenze per le galline ovaiole, ma ancora non siamo arrivati a un risultato pieno. Ma quali sono le aziende che hanno adottato sistemi biologici e quali quelle che ancora faticano ad uniformarsi alla maggioranza? Ecco tutti i nomi e i numeri.

Colombe di Pasqua delle maggiori aziende italiane che utilizzano sistemi alternativi alla gabbia

Tra i nomi di spicco delle nostre industrie italiane che sfornano ogni anno migliaia di colombe di Pasqua, vi sono:

  • Tre Marie,
  • Vergani,
  • Balocco,
  • Paluani,
  • Galup.

Tre Marie

Per la sezione Tre Marie Ricorrenze, del gruppo Galbusera, la produzione dolciaria si è impegnata a non utilizzare galline allevate in gabbia, ma solo uova di galline di terra.

Vergani

Già dal 2021 questa azienda dolciaria si impegna a non utilizzare uova di galline di gabbia, ma esclusivamente allevate a terra.

Balocco

La politica pubblica di questa azienda non prevede l’utilizzo di uova che non siano di galline allevate a terra o con metodi uniformi alle regole condivise. Ciò vale per tutti i suoi prodotti, compresi quelli pasquali naturalmente.

Paluani

Sebbene l’industria dolciaria si dichiari apertamente ‘pro’ l’allevamento di galline a terra, in realtà la lista dei suoi ingredienti appare ancora ‘misteriosa’. Pare che volutamente non sia specificata la provenienza delle stesse uova.

Galup

Secondo la politica aperta e l’impegno politico assunto, tutti i prodotti di questa azienda dolciaria non sono fatti da uova derivanti da allevamenti in gabbia.

Colombe di Pasqua delle maggiori aziende italiane: quelle che sfruttano allevamenti in gabbia

Ma allora quali sono le aziende che ancora non si sono uniformate o non hanno alcuna intenzione di uniformarsi alle regole del buonsenso, che prevedono appunto condizioni dignitose per le galline ovaiole? Si tratta di aziende molto importanti e influenti nel panorama economico, quali:

galline
Colombe di Pasqua delle maggiori aziende italiane: alcuni marchi famosi ancora non si sono adeguate agli standard che prevedono l’utilizzo di uova di galline allevate a terra (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)
  • Maina,
  • Bauli,
  • Melegatti.

Di queste solo la prima pare abbia deciso di uniformarsi alle aziende citate prima entro un termine definito: la Pasqua del 2026. Invece la Bauli, che da sola copre un terzo delle quote di mercato della produzione di colombe pasquali in Italia, utilizza ancora uova di galline ovaiole allevate in gabbia; fanno eccezione solo i croissant, che pare siano l’unico prodotto che utilizza uova allevate a terra.

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La Melegatti, allo stesso modo, alleva galline da terra solo per i suoi croissant (quelli a marchio proprio). Ma ci si auspica un impegno che ‘estenda’ l’uso di tali prodotti a tutte le produzioni dolciarie dell’azienda, comprese le colombe di Pasqua naturalmente.

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2026-03-27 Autore: Francesca Ciardiello

N 4464

Cane eroe ha salvato tre persone… poi non ce l’ha fatta a restare in piedi

E’ stato un eroe fino all’ultimo, poi il suo corpo non ha retto oltre allo sforzo: la storia del cane che ha salvato tre persone ... Leggi tutto

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E’ stato un eroe fino all’ultimo, poi il suo corpo non ha retto oltre allo sforzo: la storia del cane che ha salvato tre persone tra le macerie.

cane e macerie
Cane ha salvato tre persone tra le macerie, poi è crollato: ha finito il suo lavoro dopo un terremoto (Screenshot Foto Facebook@Labrador e Golden Retriever-amoreaquattrozampe.it)

Ha onorato il suo ruolo da soccorritore fino all’ultimo pur di mettere al sicuro vite umane, sacrificando la sua: la storia del cane che ha salvato tre persone tra le macerie e poi è crollato per la fatica è un ulteriore esempio dell’amore che i quattro zampe possono dimostrare a ciascuno di noi. Per lui era ben più di un lavoro, era una missione di vita e non ha pensato alla fatica e allo sforzo che alla fine lo hanno fatto crollare. Ecco come si sono svolti i fatti.

Cane ha salvato tre persone tra le macerie, poi è crollato: un lavoro minuzioso e faticoso

Non ci ha pensato su due volte il cane soccorritore quando è arrivato sul luogo del terremoto: c’erano solo macerie e le speranze di ritrovare qualcuno vivo si erano ridotte al lumicino. Eppure lui non solo è riuscito a scovarne ben tre ma addirittura è stato fondamentale nell’operazione di estrazione dai detriti.

Ha dato l’allarme agli altri soccorritori umani, con una ricerca minuziosa e laboriosa: nessun dettaglio poteva essere ignorato, i minuti erano contati e non poteva concedersi alcun errore.  Non solo il suo allarme ha attirato l’attenzione sui tre uomini rimasti incastrati tra le macerie, ma li ha anche tirati fuori.

La polvere, le costruzioni ancora in bilico e la fatica non lo hanno fermato, fino a quando è stato il suo corpo a dire ”basta” e a costringerlo a fermarsi.

Cane ha salvato tre persone tra le macerie, poi è crollato: l’atto eroico e la paura

Non ha mai pensato di fermarsi, anche quando la stanchezza iniziava a farsi sentire. Tanto è vero che nessuno lo ha capito prima che il cane eroe, di cui non si conosce il nome, si accasciasse al suolo inerme. Dopo le gesta di coraggio e generosità compiute dal quattro zampe, è arrivato il momento della paura.

cani da soccorso
Cane ha salvato tre persone tra le macerie, poi è crollato: dopo il riposo si è ripreso (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Solo quando il lavoro era ormai terminato, col salvataggio di ben tre persone e solo per merito suo, il quattro zampe si è lasciato andare allo stremo delle forze. Non si muoveva, il suo corpo si è ‘accartocciato’ su se stesso per riposare, ma chi era intorno a lui ha pensato che non ce l’avesse fatta. Per fortuna si sbagliavano.

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Il respiro era affannoso e il battito irregolare, ma non era in pericolo di vita: aveva solo un bisogno estremo di riposare. Neppure lui, sopraffatto dallo sforzo, si era reso conto di quanto era stato prezioso per la vita di quelle persone. E ora poteva lasciarsi andare e recuperare un po’ di forze: infatti dopo qualche ora il battito e il respiro sono tornati regolari. Potrà tornare a lavorare e salvare altre vite.

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2026-03-26 Autore: Francesca Ciardiello

N 4463

Ogni giorno lo aspetta alla stazione: la dolce routine di una mucca e del suo contadino

Lo aspetta come Hachiko faceva col suo padrone, ma stavolta non si tratta di un cane: una mucca aspetta il suo contadino alla stazione ogni ... Leggi tutto

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Lo aspetta come Hachiko faceva col suo padrone, ma stavolta non si tratta di un cane: una mucca aspetta il suo contadino alla stazione ogni giorno.

mucca saluta contadino
Mucca aspetta il suo contadino alla stazione: una routine ormai consolidata (Screenshot Foto Facebook@cani, gatti e natura-amoreaquattrozampe.it)

Gli è molto affezionata e, come farebbe un cane, attende il suo arrivo dopo una lunga giornata di assenza: quando finalmente lo vede arrivare, può stare di nuovo col suo padrone. Ma stavolta non si tratta di una comune quattro zampe, bensì di una mucca che aspetta il suo contadino alla stazione ogni singolo giorno. La scena è davvero molto tenera e ci ricorda come tutti gli animali siano in grado di donarci amore incondizionato.

Mucca aspetta il suo contadino alla stazione: soffre la sua assenza

Ormai è una piccola routine, un rituale dolce e romantico che si consuma ogni giorno in una stazione di una zona rurale dell’Irlanda. E’ stata un’abitudine nata un po’ per caso, quando il contadino, costretto per lavoro a prendere il treno, doveva andare via: la sua mucca iniziava a muggire nervosamente e a stare male. Ogni volta che usciva da casa non riusciva a controllarsi perché soffriva terribilmente la sua assenza.

Quindi ha deciso, poiché non poteva farla salire sul vagone con lui, di portare la mucca con sé alla stazione, dove avrebbe atteso pazientemente il suo ritorno. Sebbene vedesse l’uomo allontanarsi nel treno, la mucca sembrava ‘accettare’ meglio la sua partenza, in attesa naturalmente del suo ritorno. Quindi restava lì per ore, ad attenderlo sulla banchina come gli altri passeggeri.

La sua storia ricorda quella raccontata nel film Hachiko, la vera storia di un cane fedele ma per fortuna il contadino continua ogni sera ad arrivare per riabbracciare la sua affezionata mucca. Solo quando rivedeva il suo contadino scendere dal treno, gli si avvicinava e insieme percorrevano il tragitto che li avrebbe riportati a casa.

Mucca aspetta il suo contadino alla stazione: un legame incredibile

Chissà cosa devono aver pensato gli altri passeggeri alla vista di questa mucca che, calma e rassegnata, si accasciava sulle zampe per attendere l’arrivo del treno serale che avrebbe riportato da lei il suo contadino. Un gesto di amore e fedeltà che ci si aspetterebbe solitamente dai cani, ma di cui, a quanto pare, anche le mucche sono capaci.

mucca aspetta
Mucca aspetta il suo contadino alla stazione: lo accompagna e lo aspetta sulla banchina (Screenshot Foto tread@shober6-amoreaquattrozampe.it)

Il suo comportamento, oltre a evidenziare un legame indiscutibile con l’uomo, dimostra come la mucca come animale sia capace di ‘riconoscimento’ dell’essere umano-padrone e di sviluppare con esso una sorta di ‘dipendenza’, che la fa soffrire per la solitudine quando lui va via. Questa routine si è consolidata divenendo una divertente abitudine anche per chi osserva tutte le sere la stessa scena.

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Inoltre l’animale ha dimostrato di potersi adattare a un’abitudine giornaliera, ripetendo le medesime azioni con un comportamento coerente e all’interno di un rituale ormai consolidato.

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2026-03-26 Autore: Francesca Ciardiello

N 4462

Addio al corriere dei cani: una vita passata tra zampe, affetto e storie da raccontare

Addio al corriere che ha conquistato tre cani: un addio che nessuno si aspettava e che fa ancora più male, raccontato dalla padrona. E’ nato ... Leggi tutto

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Addio al corriere che ha conquistato tre cani: un addio che nessuno si aspettava e che fa ancora più male, raccontato dalla padrona.

consegna
Addio al corriere che ha conquistato tre cani: aveva stretto una profonda amicizia con i tre animali (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

E’ nato tutto così, spontaneamente, come dovrebbe essere in ogni storia d’amore o di amicizia che si rispetti: eppure quella del fattorino e di tre animali appena arrivati nel quartiere sembra la trama di un film. Anche ora che è tutto finito, c’è ancora chi ricorda il loro splendido rapporto: addio al corriere che ha conquistato tre cani sulla soglia di casa durante una consegna. Ecco tutti i dettagli della loro storia di amicizia.

Addio al corriere che ha conquistato tre cani: un’amicizia nata per caso

E’ iniziato tutto con una semplice consegna, un lavoro quotidiano svolto da un corriere nella ‘solita’ zona di competenza; eppure proprio in quel quartiere era arrivata una nuova famiglia, composta dai tre cani Adalin, Freya e Bear con la loro padrona Morisa. Tuti erano intenzionati a cambiare vita e conoscere nuove persone che avrebbero arricchito la loro vita, e così è stato.

Quando il corriere ha bussati alla loro porta per consegnare il primo di una lunga serie di pacchi, i cani non hanno reagito come al solito: sembravano conoscerlo, essere già in confidenza con lui. Eppure non si erano mai visti prima di quel momento.

Anche l’uomo si sentiva perfettamente a suo agio nel condividere lo sguardo con i tre quattro zampe. E così quello che doveva essere un semplice ‘lavoro’ di consegna, è diventato in breve un momento di incredibile condivisione, di felicità e grande complicità.

Addio al corriere che ha conquistato tre cani: un vuoto incolmabile

Quando bussava alla porta di Morisa si veniva a creare un’atmosfera di grande intesa tra l’uomo, Adalin, Freya e Bear: quest’ultimo in particolare non abbaiava come suo solito agli estranei (è vero che i cani abbaiano ad alcune persone e non ad altre ma questo caso era evidente e si ripeteva ogni volta).

cane in attesa
Addio al corriere che ha conquistato tre cani: ora che se n’è andato è tutto cambiato (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Ma dopo tre anni è arrivato un triste messaggio e tutto è diventato inaspettatamente triste: il corriere aveva consegnato non il solito pacco ma una lettera nella quale salutava la padrona e i suoi tre cani, poiché quella sarebbe stata la sua ultima consegna. Il corriere infatti era costretto a cambiare zona e avrebbe ceduto il posto ad un suo collega.

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Prima di cambiare zona tuttavia ha fornito a Morisa tutte le foto che aveva scattato nei momenti delle consegne, fotografando i tre cani che lo attendevano tranquilli ma festosi dietro la porta a vetri. Una serie di momenti speciali che non solo hanno testimoniato la grande amicizia che si era venuta a creare tra loro ma ha consentito alla stessa padrona di notare la crescita dei suoi tre animali. Una storia inaspettata di amicizia in un luogo altrettanto insolito.

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2026-03-25 Autore: Francesca Ciardiello

N 4461

Quando l’amore non accetta la fine: il cane congelato nella speranza di un futuro

Non perde la speranza e non vuole dirgli addio: la scelta del padrone del cane congelato nell’attesa di una cura fa discutere e divide. Non ... Leggi tutto

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Non perde la speranza e non vuole dirgli addio: la scelta del padrone del cane congelato nell’attesa di una cura fa discutere e divide.

cane e padrone
Cane congelato in attesa di una cura: la scelta del suo padrone fa discutere (Screenshot Foto Facebook@cultural Creatives-amoreaqauttrozampe.it)

Non era pronto a separarsi da lui definitivamente, quindi ha preso una decisione non facile pur di conservare la speranza di rivederlo accanto a lui   giorno, sano e felice come ai vecchi tempi: fa discutere la scelta del padrone del cane congelato in attesa di una cura per la sua malattia. Non tutti sono d’accordo con il processo di crioconservazione scelto dall’uomo per il suo quattro zampe ed è scoppiata una feroce polemica tra due posizioni opposte.

Cane congelato in attesa di una cura: la scelta di Dale

Non è mai facile dire addio a qualcuno di così caro, che sentiamo appartenere a noi stessi e talvolta, anche nel momento dell’addio, non riusciamo a distaccarcene davvero. Questa storia parla di un atto d’amore (sebbene per alcuni, come si vedrà, appare come una scelta egoistica) di un padrone, Dale Pearce, verso il suo cane malato, Neren.

Quando la sua quattro zampe si è ammalata la situazione è apparsa immediatamente grave: dopo aver deciso di praticare l’eutanasia al cane, Dale ha immediatamente provveduto a creare al suo Neren una seconda possibilità di vita. Non si tratta della trama di un film di fantascienza ma di una realtà possibile in Michigan. Così è partito dalla sua Australia con il suo cane per congelarne il corpo subito dopo la sedazione letale.

Cane congelato in attesa di una cura: una scelta che divide

La scelta è stata la sua e, sebbene non tutti fossero d’accordo, Dale ha deciso di congelare il corpo suo cane e di farlo a sue spese: ben 40mila dollari tra operazioni e viaggi. Ma anche il costo incredibile di questa opportunità non sembra averlo reso meno convinto; anzi ha cercato di far vivere al suo quattro zampe delle esperienze indimenticabili.

cane e padrone
Cane congelato in attesa di una cura: Dale Pearce ha speso 40mila dollari per viaggi e operazione (Screenshot Foto Instagram@usa_upddates-amoreaqauttrozampe.it)

Quando si è reso conto della stanchezza fisica di Neren, ha capito che era arrivato il momento di dirle addio…almeno per il momento. Ma come funziona la crioterapia?  Il corpo dell’animale è trattato con crioprotettivi e azoto liquido a -196°: in questo modo ogni processo biologico si mette in ‘stand-by’ e si preservano le strutture cellulari. La sola operazione di crioterapia, effettuata presso il Cryonics Institute, ad oggi ha un costo di circa 20mila dollari.

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Eppure questo congelare il corpo dell’animale, che prevede portarlo ad una temperatura prossima allo zero, non è stata da tutti condivisa. Anzi per alcuni si è trattato addirittura di un abuso, un atto di grande egoismo che è andato a ledere la dignità dell’animale. Per altri invece è stato un modo per non rimanere ‘imprigionati’ nei limiti che questa vita ci impone con la morte.

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2026-03-25 Autore: Francesca Ciardiello

N 4460

Un cane trova una bottiglia in riva al mare: dentro c’è un messaggio che arriva da lontanissimo

Un viaggio lontanissimo che si è concluso tra le sue zampe: cane trova una bottiglia spedita due anni prima, dal Canada sulle coste scozzesi. Dal ... Leggi tutto

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Un viaggio lontanissimo che si è concluso tra le sue zampe: cane trova una bottiglia spedita due anni prima, dal Canada sulle coste scozzesi.

cane sula costa
Un cane trova una bottiglia spedita due anni prima: Maggie l’ha trovata e consegnata al suo padrone (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Dal mare talvolta possono riemergere tante sorprese, alcune di esse dopo aver compiuto un viaggio lunghissimo, ad esempio dal Canada alle coste scozzesi: un cane trova una bottiglia spedita due anni prima con all’interno un messaggio molto importante. Quattromila km che sono stati ‘percorsi’ dalla bottiglia per arrivare non si sa a quale destinazione: si indaga ancora e si fantastica su questa storia.

Un cane trova una bottiglia spedita due anni prima: Maggie ha fatto la scoperta

Era una mattina come tutte le altre e Maggie, un Labrador, era uscita per una passeggiata col suo amato padrone, il fotografo Mike Scott che, come ogni mattina amava costeggiare il mare a St Cyrus, nel Nord della Scozia. Maggie non era solita allontanarsi dal suo umano e dai suoi fratelli a quattro zampe, ma quella mattina qualcosa di irresistibile aveva attirato la sua attenzione.

Si trattava di una bottiglia, ma non una bottiglia qualsiasi: al suo interno vi era un biglietto, sul quale era scritto un messaggio. Come il vento e le onde non avessero rotto quel recipiente di vetro scuro e duro è ancora un mistero; fatto sta che questo oggetto stava arrivando sulla costa e si trovava già tre le zampe di Maggie.

Chi l’aveva spedita ci teneva tanto che le sue parole (in francese) arrivassero a destinazione, tanto è vero che il messaggio non era semplicemente stato inserito nella bottiglia, ma in un sacchetto con chiusura a zip e poi all’interno del vetro.

Un cane trova una bottiglia spedita due anni prima: un messaggio sorprendente

Il fatto che una bottiglia con un messaggio all’interno arrivi su una costa ci catapulta inevitabilmente sul set di un film immaginario, ma il fatto che dalla traduzione di quelle parole si riesca anche a ricostruire la sua storia è ancora più sorprendente. Infatti con una traduzione dal francese era chiaro che la lettera fosse stata ‘spedita’ ben due anni prima, in agosto e che avesse dunque superato ben due inverni, restando intatta.

bottiglia in mare
Un cane trova una bottiglia spedita due anni prima: la bottiglia conteneva un messaggio in francese (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Era partita dal Canada, lanciata dal tragetto che faceva la tratta dalle Prince Edwads Islands alle isole Madeleine: fino a St Cyrus sono ben 4mila km di viaggio! Ma cosa c’era scritto? Il messaggio implorava chiunque fosse l’avesse letto di contattare Annie Chiasson, in qualsiasi modo. Il nome da ricercare era lo stesso che firmava la missiva.

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Eppure i tentativi di mettersi in contatto con la suddetta donna, rintracciata su Facebook, non hanno trovato alcuna risposta. Dunque nonostante la buona volontà, Mike e la sua famiglia non sono stati in grado di risolvere il mistero: il messaggio nella bottiglia resta ancora senza destinatario e motivazione.

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2026-03-24 Autore: Francesca Ciardiello

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