Daily News ❤️ Notizie del giorno per Cani e Gatti



N 4506

Avvistamento a Gallipoli: lo squalo mako si avvicina alle imbarcazioni, ecco perché

Non è la prima volta che nuota attorno al perimetro della nostra Penisola: lo squalo mako ha urtato una barca di pescatori in Salento. Probabilmente ... Leggi tutto

L’articolo Avvistamento a Gallipoli: lo squalo mako si avvicina alle imbarcazioni, ecco perché è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Non è la prima volta che nuota attorno al perimetro della nostra Penisola: lo squalo mako ha urtato una barca di pescatori in Salento.

squalo mako in salento
Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: è successo in Salento, a Gallipoli (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Probabilmente non era l prima volta che ne avvistavano uno, ma stavolta si è avvicinato talmente tanto da toccare l’imbarcazione sulla quale viaggiavano: lo squalo mako ha urtato una barca di pescatori nel Salento, precisamente a Gallipoli. E’ vero che alcuni squali sono soliti nuotare attorno al perimetro della nostra Penisola, ma stavolta si è avvicinato tanto agli esseri umani ed è lecito chiedersi il perché di tanto interesse.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: è pericoloso?

Sebbene sia una presenza non così tanto inusuale dalle parti del Salento e della nostra Penisola in generale( ecco dove puoi incontrarli in Italia), lo squalo appartenente alla specie Isurus Oxyrinchus (comunemente conosciuto come ‘mako’) ha creato panico e scompiglio nei pescatori, protagonisti inconsapevoli di questo episodio marino. Infatti se ne vedono sempre meno a causa della pesca intensiva, ma talvolta può capitare.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: le pinne pettorali sono più corte rispetto ad altri (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Ma era davvero giustificata questa paura? In realtà lo squalo mako è potenzialmente aggressivo nei confronti dell’essere umano, ma i casi di attacco sono piuttosto rari (se dovesse accadere è importante sapere cosa fare in caso di attacco di squalo); è altrettanto inusuale vederli avvicinarsi alle imbarcazioni in mare, se non per particolari motivazioni che sveleremo in seguito. E’ una delle specie meno conosciute nel Mediterraneo e uno dei pesci più veloci al mondo, tipico delle acqua tropicali ma avvistato anche qui da noi. Supera brillantemente i 70 km/h e si riconosce per il suo corpo lungo e affusolato, e pinne pettorali più corte rispetto agli altri squali.

La velocità è garantita dalla pinna caudale, a forma di mezzaluna, che funziona come propulsore. Salta anche fuori dall’acqua, una tecnica che utilizza anche per la cattura dei pesci di cui va ghiotto. Si tratta di una specie in via di estinzione, dunque in pericolo, secondo la Lista rossa IUCN, a causa dell pesca che ha notevolmente ridotto il numero di esemplari in mare.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: perché lo ha fatto

In generale quando uno squalo mako si avvicina alla costa lo fa perché ha notato passare in quella zona le loro prede preferite, ovvero tonni e sgombri. Sebbene si tratti di un animale molto schivo, si avvicinano alle barche solo per la presenza di esche e pastura; inoltre non si avvicinano molto agli esseri umani perché ne sono, a loro volta, spaventati.

Uno squalo mako ha urtato una barca di pescatori: per gli esperti non si è trattato di un attacco (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Stavolta l’episodio è stato ripreso, pubblicato sui social, divenendo in breve tempo virale: a farlo è stato il pescatore Giuseppe Zacà. L’uomo ha raccontato che lo squalo, intento in una manovra per girarsi, ha urtato la barca sulla quale erano saliti lui e altri suoi compagni. Sebbene il suo racconto abbia seminato il panico, secondo il biologo marino Andrea Spinelli, il terrore è del tutto ingiustificato.

Scopri le altre notizie della nostra redazione:

Non si è trattato di un attacco, quello risalente alla scorsa domenica 26 aprile: questa specie non aggredisce le imbarcazioni. Il suo comportamento è stato di tipo ‘esplorativo’, molto comune negli squali, soprattutto per avvicinarsi a del cibo (come appunto le esche usate nella pesca), grazie a un sistema sensoriale molto sofisticato, dotato delle cosiddette ‘ampolle di Lorenzini’ (organi sensoriale elettrocettori che rilevano i campi elettrici emessi da noi umani).

L’articolo Avvistamento a Gallipoli: lo squalo mako si avvicina alle imbarcazioni, ecco perché è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-29 Autore: Francesca Ciardiello

N 4504

Cornacchia attacca le persone per proteggere il suo nido: vogliono catturarla

Voleva solo proteggere la sua casa e la sua famiglia ma ora le danno la caccia: cornacchia attacca le persone del vicinato, ma scatta il ... Leggi tutto

L’articolo Cornacchia attacca le persone per proteggere il suo nido: vogliono catturarla è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Voleva solo proteggere la sua casa e la sua famiglia ma ora le danno la caccia: cornacchia attacca le persone del vicinato, ma scatta il provvedimento del sindaco.

cornacchia su casetta
Cornacchia attacca le persone a Pordenone: il sindaco ha emesso una ordinanza (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

In realtà non voleva fare del male agli altri ma solo proteggere la sua casa e i suoi piccoli in pericolo: una cornacchia attacca le persone del vicinato, come già accaduto in passato. Ora però è necessario fermarla prima che provochi seri danni a qualcuno: il sindaco ha dunque emanato un’ordinanza per acciuffarla con una sorta di gabbia-trappola. Ecco come si sono svolti i fatti e cosa accadrà al volatile se fosse catturato.

Cornacchia attacca le persone a Pordenone: cosa è successo?

I fatti a Pordenone, dove un ‘nemico’ con le ali voleva solo proteggere la sua casa e i suoi piccoli, che avvertiva come in grave pericolo. Sono queste le motivazioni che hanno spinto una cornacchia ad aggredire una donna e altri suoi vicini del quartiere. Poiché sentiva che il nido era minacciato dalla presenza di queste persone ha pensato di attaccarle per evitare che attaccassero a loro volta la sua casa (anche se già in altre occasioni le cornacchie inseguono e attaccano le persone per strada).

Ha iniziato a beccare violentemente la testa di coloro che erano nelle vicinanze, causando ferite e abrasioni anche serie nei malcapitati. Non è la prima volta che si verificano fatti del genere: pare che la cornacchia aggressiva fosse già stata protagonista di episodi simili, poiché in tanti nel vicinato di via Damiani hanno presentato la stessa problematica: il volatile aveva nidificato nei pressi della loro casa e ha attaccato coloro che vi abitano.

Non è la prima volta che si verificano episodi simili: già nel 2022, sempre a Pordenone, una cornacchia violenta aveva attaccato diversi abitanti della città, tanto da spingere il sindaco di allora Alessandro Ciriani a richiedere la cattura del volatile con una ordinanza. Contro di essa si erano tuttavia scagliati gli animalisti di Lav e Lac, che avevano minacciato di presentare un esposto alla procura per tutelare l’incolumità della cornacchia incriminata.

Cornacchia attacca le persone a Pordenone: è pronta una trappola

Il sindaco Alessandro Basso, sommerso dalle rimostranze dei suoi concittadini, non ha potuto fare a meno che emanare una ordinanza sindacale, che ha come obiettivo la tutela degli stessi attraverso la cattura del volatile aggressivo con una gabbia-trappola. In realtà il piano di controllo corvidi, stabilito dal piano regionale in atto, prevede la tutela dell’agricoltura e della fauna contro gli attacchi di questi volatili, ma non le persone.

nido
Cornacchia attacca le persone a Pordenone: aveva nidificato nei pressi di abitazioni abitate (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Poiché dunque in questione è l’incolumità pubblica, si è resa necessaria questa ordinanza, che solitamente richiede l’intervento di cacciatori esperti ed abilitati della Guardia Forestale. Trattandosi però di un contesto urbano, la forestale non sarebbe potuta intervenire. Si è pensato a delle gabbie-trappole poste nei pressi delle abitazioni interessate, affidando ai residenti la vigilanza diretta. Le stesse famiglie sono chiamate a controllare che le gabbie non catturino altri animali e, in tal caso, provvedano a liberarli.

Leggi le altre notizie della nostra redazione:

Ma cosa accadrebbe se la cornacchia aggressiva dovesse essere catturata? Esperti del campo provvederanno a prendere la gabbia e rilasciare il volatile in aree non abitate, l’habitat migliore la sua sopravvivenza, ma comunque lontano dal centro abitato interessato.

L’articolo Cornacchia attacca le persone per proteggere il suo nido: vogliono catturarla è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-27 Autore: Francesca Ciardiello

N 4503

Usano l’IA per ingannare i proprietari, ma Archer riesce a tornare a casa

Archer e i suoi padroni protagonisti di una truffa dell’Intelligenza Artificiale: copiano l’immagine del loro cane per estorcere denaro. Faremmo di tutto pur di salvare ... Leggi tutto

L’articolo Usano l’IA per ingannare i proprietari, ma Archer riesce a tornare a casa è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Archer e i suoi padroni protagonisti di una truffa dell’Intelligenza Artificiale: copiano l’immagine del loro cane per estorcere denaro.

cane scomparso
Cane protagonista di una truffa dell’Intelligenza Artificiale: Archer era scomparso da casa sua (Screenshot Foto Facebook@lazampa-amoreaquattrozampe.it)

Faremmo di tutto pur di salvare coloro che amiamo: questo è il concetto di9 base che molti impostori ‘sfruttano’ allo scopo di ottenere soldi e sparire. Così è accaduto alla coppia di padroni di Archer, il cane suo malgrado protagonista di una truffa dell’Intelligenza Artificiale. Il quattro zampe si era allontanato da casa e, dopo l’allarme, i suoi padroni in ansia hanno ricevuto una telefonata che ha cambiato ogni cosa: ecco cosa è successo.

Cane protagonista di una truffa dell’Intelligenza Artificiale: i fatti

Archer era sparito la sera dell’11 marzo scorso e, nonostante gli sforzi del suo padrone Lytton Cosens nel cercarlo, di lui non vi era alcuna traccia. Ovviamente l’allarme è stato dato anche sui social, ed è in questo modo che degli impostori hanno ben pensato di architettare un piano per estorcere denaro ai suoi padroni, sfruttando la loro comprensibile ansia e paura.

Subito dopo aver lanciato l’allarme i padroni di Archer avevano ricevuto una telefonata: il messaggio rassicurante, che diceva di aver trovato il quattro zampe vivo ma in pessime condizioni, era seguito da una richiesta di danaro ‘necessaria (a detta del ‘soccorritore’) per svolgere un’operazione che gli avrebbe salvato la vita.

Il presunto soccorritore, per rendere ancora più credibile la richiesta di una somma tutt’altro che economica (2300 euro), aveva prontamente inviato una foto del cane steso sul tavolo operatorio. Dall’immagine sembrava proprio Archer: stesse fattezze e stesse caratteristiche di quell’incrocio di Beagle di 11 anni.

Cane protagonista di una truffa dell’Intelligenza Artificiale: la scoperta shock

Non è purtroppo il primo caso di cane scomparso usato per raggirare le vittime. In un primo momento non si pensa a capire se l’immagine è veritiera o altro, poiché è tale l’ansia e la preoccupazione che spesso si mettono a disposizione i soldi, senza pensarci su. Ma per fortuna i padroni di Archer si sono immediatamente resi conto dell’inganno: la radiografia risaliva al 2022 e il cane, fotografato da lontano, era chiaramente stato ‘copiato’ dall’Intelligenza artificiale in base alle fattezze di quello vero mostrato sui social.

Insomma un’immagine ingannevole e una richiesta di danaro strana, poiché doveva essere effettuata come ricarica di una carta prepagata: insomma nulla di ‘trasparente’ e tracciabile. Molto probabilmente gli impostori pensavano di incassare il danaro ingannando i preoccupati padroni e poi sarebbero spariti. E’ questa la modalità tipica di chi mette in atto queste truffe.

Le truffe digitali partono infatti da una fotografia pubblicata sui social del cane ricercato e sfruttano i sentimenti comprensibili di ansia nel salvare il cane falsamente trovato e di preoccupazione per la sua sorte: si vuole infatti colpire il senso di responsabilità di coloro che sono chiamati a provvedere alle esigenze del loro beniamino. Ma stavolta la truffa non ha funzionato.

Archer è a casa: il lieto fine che tutti desideravano

Ma questa storia iniziata con la fuga di un cane e una richiesta truffaldina di soldi per salvarlo è finita nel migliore dei modi: Archer è stato trovato in ottime condizioni e ora è a casa con la sua famiglia. Tuttavia resta l’amaro in bocca di quelle persone che provano a truffare padroni in ansia e disposti a tutto per amore del proprio cane.

Cane protagonista di una truffa dell’Intelligenza Artificiale: l’immagine di Archer era stata copiata su un tavolo operatorio (Screenshot Foto Facebook@barz and chainz-amoreaquattrozampe.it)

Scopri le altre storie della nostra redazione:

Eppure certe persone esistono, così come ci sono quelle disposte ad aiutare senza chiedere nulla in cambio, come il vicino di casa dei Cosens che ha riportato Archer sano e salvo dai suoi padroni. Sebbene provato da cinque giorni in strada e senza cibo, il quattro zampe sta bene e con l’amore della sua famiglia, riuscirà a riprendersi completamente.

L’articolo Usano l’IA per ingannare i proprietari, ma Archer riesce a tornare a casa è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-23 Autore: Francesca Ciardiello

N 4502

L’ultima richiesta prima dell’addio: “Lasciategli il suo orsetto”

Un addio straziante: prima di trasferirsi in un ospizio, un anziano chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito in un ultimo gesto d’amore. ... Leggi tutto

L’articolo L’ultima richiesta prima dell’addio: “Lasciategli il suo orsetto” è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Un addio straziante: prima di trasferirsi in un ospizio, un anziano chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito in un ultimo gesto d’amore.

gatta in rifugio
Un anziano che chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito: la storia di Zoey (Screenshot Foto Facebook@Carver Scott Humane Society-amoreaquattrozampe.it)

L’amore è fatto di piccoli gesti: è proprio questo l’insegnamento che possiamo trarre dalla storia di questo anziano che chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito. Lo scopo è quello di farlo sentire meno solo, coccolato, proprio nel momento in cui sta per lasciarlo: non è certo una scelta quella di abbandonarlo bensì una decisione forzata, dovuto al suo trasferimento in una struttura per la cura delle persone anziane.

Un anziano che chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito: l’ultimo atto d’amore

Non voleva abbandonarlo, è stato costretto a farlo perché nella struttura per anziani dove si sarebbe trasferito, non accettavano la presenza di animali di compagnia: per questo Zoey e il suo amato padrone si sono separati. La scelta dolorosa ma necessaria da parte dell’uomo è stata quella di affidare la sua gatta a un rifugio in Minnesota, il Carver Scott Humane Society, ma non prima di aver lasciato un messaggio delicato e pieno d’amore per lei.

Su un foglio di carta di fortuna, l’anziano padrone ha chiesto di non separare la sua gattina dal suo peluche preferito, un orsetto scuro, che era simbolo di famiglia, di una vita passata. Quel giocattolo era molto di più di un oggetto: era il legame col suo padrone anziano, dal quale non si sarebbe mai voluta separare. Quindi per evitare alla gattina un ulteriore trauma, l’uomo ha chiesto di farle tenere il suo orsetto.

Un anziano che chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito: per lei è molto di più

Quando hanno preso il peluche dalle zampe della gatta per pulirlo, i volontari del rifugio hanno immediatamente capito quanto l’animale ci tenesse: ha iniziato ad agitarsi e non voleva cederlo. Insomma per la gatta quel pupazzo valeva molto più di un semplice oggetto. Solo quando il peluche è tornato tra le sue zampe si è calmata.

Un anziano che chiede di lasciare al gatto il suo peluche preferito: Zoey ora ha una nuova casa (Screenshot Foto Facebook@Carver Scott Humane Society-amoreaquattrozampe.it)

Dopo aver assistito alla scena, lo staff della struttura non solo ha lasciato che Zoey avesse il suo orsetto ma gli hanno anche dato un nome, Joey (che riprende il suono del ‘padrone’ a quattro zampe). Per la gatta questo legame col passato conferisce sicurezza e serenità, qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti di sconforto e nostalgia.

Scopri le altre storie raccontate per te:

Le immagini di Zoey pubblicate sui social hanno sortito lo scopo sperato: la gatta è stata adottata da una nuova famiglia, nella quale pare essersi subito integrata perfettamente. La condizione tuttavia è stata ‘rispettata’: il suo orsetto Joey non le è stato tolto e vive con lei coi nuovi padroni. In questo modo non solo non si sentirà mai sola ma soprattutto manterrà sempre un legame simbolico col suo padrone anziano di una volta.

L’articolo L’ultima richiesta prima dell’addio: “Lasciategli il suo orsetto” è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-23 Autore: Francesca Ciardiello

N 4501

Attenzione agli antiparassitari naturali: il Ministero della Salute lancia l’allarme

Il Ministero della Salute lancia l’allarme sugli antiparassitari naturali: creduti migliori di altri, in realtà sono inefficaci e dunque pericolosi. Spesso noi padroni di cani ... Leggi tutto

L’articolo Attenzione agli antiparassitari naturali: il Ministero della Salute lancia l’allarme è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Il Ministero della Salute lancia l’allarme sugli antiparassitari naturali: creduti migliori di altri, in realtà sono inefficaci e dunque pericolosi.

antiparassitari
Il Ministero della Salute lancia un allarme sugli antiparassitari naturali: i Nas controllano la loro efficacia (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Spesso noi padroni di cani e gatti siamo ‘ossessionati’ dai prodotti che non presentano tracce di additivi o sostanze chimiche, sia nel cibo sia accessori che riguardano e tutelano la salute dei nostri quattro zampe. Tuttavia non sempre tutto ciò che no è naturale è necessariamente ‘dannoso’, anzi: il Ministero della Salute lancia un allarme sugli antiparassitari naturali. E voi credete ancora che siano migliori rispetto ad altri?

Il Ministero della Salute lancia un allarme sugli antiparassitari naturali

Cosa succede nella nostra mente quando sentiamo o leggiamo la parola ‘naturale’? Il tutto sembra assolutamente sicuro e privo di rischi, ma non sempre tuttavia il prodotto risulta efficace o adatto allo scopo. Quando si tratta di antiparassitari per giunta la loro efficacia è fondamentale per tutelare la salute dei nostri adorati animali.

E’ per questo che il Ministero della Salute ha lanciato un allarme e ha acceso una spia sugli antiparassitari naturali, ovvero privi di sostanze chimiche che, spesso preferiti a prodotti scientificamente validi e studiati apposta per tutelare i nostri beniamini dall’attacco di pulci e zecche. I prodotti non naturali pagano ‘lo scotto’ di essere stati creati in laboratorio: ma se fosse proprio questo il segreto della loro efficacia?

In accordo con i Carabinieri Nas, il Ministero ha indetto un’indagine per scovare eventuali condotte illecite e per tutelare la salute degli animali, con la diramazione di un bollettino. Ciò ovviamente ha suscitato polemiche verso quei prodotti che, benché naturali, appaiono privi di efficacia ed espongono gli animali ai rischi degli attacchi di parassiti, che ormai non si ‘limitano’ alla sola stagione primaverile. E se la primavera è alle porte bisogna prendersi cura di cani e gatti in questo periodo.

Il Ministero della Salute lancia un allarme sugli antiparassitari naturali: perché sono ‘pericolosi’

Spray, collari e altri accessori che rilasciano sostanze ‘naturali’ sono state messe sotto esame perché non adatti a tutelare realmente la salute di cani e gatti. Dunque viene da chiedersi se i repellenti naturali contro pulci, zecche e zanzare per cani e gatti sono davvero efficaci. Ed è proprio questa la domanda che si è posto il Ministero della Difesa prima di avviare un’indagine proprio su questi prodotti.

Il Ministero della Salute lancia un allarme sugli antiparassitari naturali: espongo i nostri animali a rischi maggiori (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

I risultati della loro inefficacia tuttavia non sono immediatamente visibili, poiché i parassiti che attaccano i nostri animali sono spesso invisibili come gli effetti dei loro morsi. In un secondo momento possono scatenarsi malattie e infezioni anche gravi, dovuti alla trasmissione di agenti patogeni. Ma allora perché non adottare strumenti scientificamente testati per essere validi a ‘depotenziare’ del tutto il ciclo vitale dei parassiti che attaccano?

Scopri le altre notizie della nostra redazione:

Perché spesso, erroneamente, si crede che optare per i prodotti naturali sia la cosa migliore per i nostri animali: ma l’inefficacia di tali strumenti rende ancora di più esposti i nostri amati animali ai rischi. Il senso di protezione è del tutto fasullo, quindi è sempre meglio affidarsi a prodotti laboratoriali, studiati apposta per loro e affidarsi ai consigli degli esperti.

L’articolo Attenzione agli antiparassitari naturali: il Ministero della Salute lancia l’allarme è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-24 Autore: Francesca Ciardiello

N 4500

Nel silenzio del mare si consuma una tragedia: megattere e dugonghi intrappolati dalla guerra

Sono loro le vittime ‘invisibili’ di questa guerra: megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento acustico e da petrolio nelle zone belliche.  Bambini, adulti ma ... Leggi tutto

L’articolo Nel silenzio del mare si consuma una tragedia: megattere e dugonghi intrappolati dalla guerra è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Sono loro le vittime ‘invisibili’ di questa guerra: megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento acustico e da petrolio nelle zone belliche. 

biodiversità marina
Megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento: il petrolio e il sonar sono i principali fattori inquinanti (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Bambini, adulti ma anche animali che vivono sulla terraferma o nei mari: sono loro le vittime delle guerre, delle quali si parla sempre troppo poco. Soprattutto nelle zone interessate dal conflitto bellico tra USA e Iran si sta consumando una tragedia a danno di alcune specie: megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento acustico e da petrolio nei mari attraversati dalle navi. Il loro habitat è a rischio e così anche la loro stessa sopravvivenza.

Megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento: cosa accade nelle zone di guerra

Se per gli animali che vivono sulla terra vi sono comunque pericoli, poiché anche gli animali sono vittime della guerra, per quelli che vivono nei mari i danni sono ‘indiretti’ ma altrettanto gravi: pensiamo infatti ai rischi dovuti allo sversamento di petrolio nelle acque dello stretto di Hormuz ma anche all’inquinamento di tipo acustico, troppo spesso ‘sottovalutato’.

In prima linea sul fronte delle vittime vi sono quelle specie a rischio, perché la loro prosecuzione della specie è tuttora un enorme punto interrogativo: stiamo parlando di megattere e dugonghi. L’ecosistema e la loro biodiversità è in netto pericolo a causa dello sversamento del cosiddetto ‘oro nero’, già frequente prima delle operazioni militari in corso.

Pare che il petrolio fuoriesca dalle navi che sono di passaggio per l’attacco ad altre imbarcazioni. Oltre alla sostanza che inquina l’acqua e la rende invivibile, vi è anche l’uso del sonar che disturba le specie e che crea inquinamento acustico. Infine proprio a questi motivi è legata la distruzione delle mangrovie, protezione naturale che serve da ‘scudo’ contro fenomeni di erosione, tempeste e innalzamento del livello del mare.

Megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento: l’appello della Lav

Gli esponenti della Lav, l’associazione animalista sempre sul fronte per la tutela di tutti gli animali, ha espresso forte preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare nello stretto di Hormuz, teatro marino delle operazioni di guerra tra Iran e USA. Secondo gli esperti, questo ecosistema (unico al mondo) sarebbe in gravissimo pericolo e rischierebbe presto di collassare.

nave
Megattere e dugonghi a rischio per l’inquinamento: già vi era sversamento di petrolio in quella zona (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Si tratta di un ambiente molto ricco ma altrettanto delicato, che non garantisce più ormai le condizioni di vita ideali per tutte le specie marine che lo abitano. Il Golfo persico ha di per sé una scarsa capacità di ricambio naturale’ delle acque, quindi i danni creati dal petrolio rischiano di essere persistenti e difficili da ‘smaltire’.

Scopri le altre notizie della nostra redazione: 

Lo stretto di Hormuz, lungo non più di una 30ina di km, ospita un centinaio di megattere arabe, una specie unica di megattera stanziale. Insomma tutta l’area di guerra si sta trasformando inesorabilmente in una zona di morte per la biodiversità marina.

L’articolo Nel silenzio del mare si consuma una tragedia: megattere e dugonghi intrappolati dalla guerra è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-21 Autore: Francesca Ciardiello

N 4499

Una casa trasformata in incubo: 104 cani e gatti tra degrado e sofferenza

Nessuno avrebbe potuto immaginare l’orrore in cui erano costretti a vivere: 104 cani e gatti nel degrado di quella che doveva essere una casa-rifugio per ... Leggi tutto

L’articolo Una casa trasformata in incubo: 104 cani e gatti tra degrado e sofferenza è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Nessuno avrebbe potuto immaginare l’orrore in cui erano costretti a vivere: 104 cani e gatti nel degrado di quella che doveva essere una casa-rifugio per animali.

cani e gatti in un rifugio
104 cani e gatti vivevano in una casa-rifugio: l’arrivo dei soccorritori (Screenshot Video Instagram@proteccionanimalmimejoramigo-amoreaquattrozampe.it)

Doveva essere un posto in cui vivere al sicuro e dignitosamente, ma quando i soccorritori sono arrivati, si sono trovati davanti una scena incredibile: ben 104 cani e gatti vivevano nel degrado di una casa-rifugio, senza alcuna norma di igiene e sicurezza. Delle segnalazioni erano arrivate ma i volontari non credevano ai loro occhi quando si sono trovati davanti cumuli di spazzatura e un ambiente insano, focolaio di numerose malattie anche serie: una situazione che andava denunciata e fermata molto prima.

104 cani e gatti vivevano in una casa-rifugio: un degrado insano e pericoloso

Non doveva andare così, non avrebbero mai dovuto sopportare di vivere (o meglio sopravvivere) in quelle condizioni di disagio e degrado; eppure quando sono arrivati in quella casa-rifugio, i soccorritori si sono trovati davanti a uno spettacolo raccapricciante. Gatti e cani, 104 per la precisione, erano stipati in ogni angolo delle poche stanze della struttura, addirittura ammassati sopra un tavolo di una cucina.

104 cani e gatti vivevano in una casa-rifugio: erano stipati in ogni angolo della casa (Screenshot Video Instagram@proteccionanimalmimejoramigo-amoreaquattrozampe.it)

Siamo a Duitama, in Columbia: qui erano stati portati animali abbandonati e in cerca di aiuto, ma che si sono ben presto ritrovati in un inferno di scarsa igiene e cura. Infatti l’aria malsana e le condizioni stesse ben poco decorose hanno fatto sì che si accendessero numerosi focolai di malattie per gli abitanti a quattro zampe della casa.

I gestori, ora denunciati, sono stati ben poco cauti nell’accettare richieste per ospitare cani e gatti, arrivati a un numero esorbitante per le possibilità della struttura. Nessuno si occupava della manutenzione e della sua pulizia, tanto che erano presenti ovunque tracce di urina e feci. Inoltre pare che molti animali non fossero mai stati sterilizzati, mentre altri erano visibilmente affamati e ammalati.

104 cani e gatti vivevano in una casa-rifugio: un salvataggio di massa

Un intervento senza precedenti quello messo in atto dalle associazioni sul posto, che sono intervenute nella casa degli orrori che doveva essere un rifugio per animali già messi a dura prova dalla vita. I volontari sono riusciti ad entrare nella struttura e hanno trovato cani e gatti ovunque, tra i loro escrementi e immersi in un cattivo odore che probabilmente ha destato l’attenzione di chi ha poi fatto la segnalazione.

104 cani e gatti vivevano in una casa-rifugio: si sono uniti i volontari di otto associazioni per salvarli (Screenshot Video Instagram@proteccionanimalmimejoramigo-amoreaquattrozampe.it)

Squadre di volontari hanno provato a mettere in salvo tutti gli animali e per alcuni credevano di essere ‘arrivati troppo tardi’, in quanto le condizioni di salute di qualche ospite della struttura erano davvero critiche: molti di loro non riuscivano a stare sulle zampe e avevano bisogno di cure immediate.

Cure costose, cui si cercherà di provvedere dando fondo ai risparmi di queste associazioni: non si tratta solo di farmaci, ma anche di cibo e di operazioni di sterilizzazione. Un lavoro che richiederà tempo e soldi: per questo le associazioni intervenute hanno fatto un appello affinché si raggiungano le somme necessarie per provvedere ai bisogni di questi animali.

Scopri le altre storie della nostra redazione:

E’ come se fossero stati di nuovo abbandonati a loro stessi e per alcuni di loro la vita è seriamente a rischio, a causa delle condizioni non vivibili che sono stati costretti a sopportare. Per fortuna sono già partiti aiuti e richieste di adozione, che sembrano aver ‘alleggerito’ la situazione. Oggi le loro immagini stanno facendo il giro dei social e scatenano stupore e indignazione in chi le guarda.

L’articolo Una casa trasformata in incubo: 104 cani e gatti tra degrado e sofferenza è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-22 Autore: Francesca Ciardiello

N 4498

Dopo tutto il dolore, Fred aveva ricominciato… poi la scelta più dura

Lo avevano trovato in condizioni molto critiche e pian piano è migliorato: ora Fred, il cane dato in affido, deve andare via verso una nuova ... Leggi tutto

L’articolo Dopo tutto il dolore, Fred aveva ricominciato… poi la scelta più dura è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Lo avevano trovato in condizioni molto critiche e pian piano è migliorato: ora Fred, il cane dato in affido, deve andare via verso una nuova vita.

cane salvato
Il cane in affido deve andare via: la storia di Fred fa riflettere (Screenshot Video Facebook@Caitie’s Foster Fam Rescue-amoreaquattrozampe.it)

Per ciascuno di noi la vita si ‘divide’ in fasi e quella che vedeva Fred in una casa è momentaneamente finita: infatti questo cane dato in affido ora deve andare via e intraprendere una strada diversa da quella che l’aveva condotto dalla sua amata padrona. Lei che gli ha salvato la vita ora è pronta a dirgli addio ma non si tratta di abbandono, bensì di una scelta difficile e triste.

Il cane in affido deve andare via: salvargli la vita era la priorità

Salvargli la vita: era questo l’obiettivo primario quando Fred è stato trovato: le sue condizioni erano molto critiche quando era stato scovato nei pressi della città di Houston, in Texas. Il suo corpo versava in pessime condizioni: era già grande, aveva circa 9 o 10 anni, ma ciò che lo aveva reso debilitato e stanco erano state le numerose malattie e infezioni.

Il suo corpo presentava lacerazioni, infezioni dovute alla presenza di parassiti ma anche segnali di malattie come la filariosi cardiopolmonare. Insomma ne aveva già passate tante e aveva sperimentato non solo l’abbandono ma anche la mancanza di una cura costante, anche da parte di estranei benefattori. Per questo, quando finalmente viene affidato alle cure della Caitie’s Foster Fam Rescue, la priorità è salvargli la vita.

Le possibilità di guarirlo completamente erano molto scarse fin dall’inizio ma pian piano e con le cure giuste, il suo corpo ha iniziato a reagire e a migliorare, giorno dopo giorno. Proprio quando Fred inizia a interessarsi di nuovo al cibo e a tutti gli altri stimoli che la vita poteva offrirgli, è arrivata una nuova fase da vivere, quella dell’affido, la più difficile dopo la lotta per la sopravvivenza.

Il cane in affido deve andare via: ora Caitie dovrà lasciare libero Fred

Sebbene diversa dalla comune adozione di un cane adulto, quella dell’affido è comunque una fase tanto importante quanto delicata: di sicuro per un cane debilitato e già abbandonato, ‘assaporare’ la serenità e il calore di una casa non può che fargli del bene. Se in un primo momento si è pensato esclusivamente a guarire il suo corpo, successivamente bisognava fargli ritrovare forza e fiducia nel prossimo.

cane fred
Il cane in affido deve andare via: ora Fred deve cambiare vita con una padrona definitiva (Screenshot Video Facebook@Caitie’s Foster Fam Rescue-amoreaquattrozampe.it)

Si trattava di recuperare sicurezza emotiva, apertura verso gli altri esseri umani, in primis Caitie che ha incarnato per lui la padrona amorevole che non aveva mai avuto prima. In quei quattro mesi di convivenza, Fred ha potuto sperimentare la sensazione di essere ‘in famiglia’, ricominciando davvero a vivere.

Ma la fase di pre-affido e post-affido del cane funzionano in maniera molto diversa dall’adozione: è una costante preparazione del cane ad andare via, evitando il rischio che si abitui a stare sempre con la padrona che prima o poi dovrà dirgli addio. E lasciarlo andare via non è un atto di egoismo, bensì l’ennesimo atto d’amore nei suoi confronti: lasciarlo libero di esplorare il mondo e una nuova fase della sua vita.

Scopri le altre appassionanti storie della nostra redazione:

Oggi Fred ha una nuova vita e una nuova padrona, Patti, più anziana e più ‘adatta’ a un cane della sua età. La sua storia ci insegna innanzitutto a metterci sempre in gioco e a sperimentare senza paura le varie ‘prove’ che la vita ci riserva, e che l’importante è sempre aprirsi a nuove possibilità, anche quando comportano sacrifici e rinunce.

L’articolo Dopo tutto il dolore, Fred aveva ricominciato… poi la scelta più dura è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-22 Autore: Francesca Ciardiello

N 4496

Ha pregato San Francesco per aiutare gli animali: sulla soglia di casa trova qualcosa che non si aspettava

Un pensiero rivolto ai quattro zampe in difficoltà e una incredibile coincidenza: dopo la preghiera a San Francesco, una coppia trova 5 gattini sul proprio ... Leggi tutto

L’articolo Ha pregato San Francesco per aiutare gli animali: sulla soglia di casa trova qualcosa che non si aspettava è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Un pensiero rivolto ai quattro zampe in difficoltà e una incredibile coincidenza: dopo la preghiera a San Francesco, una coppia trova 5 gattini sul proprio terrazzo.

santo e gatti
Dopo la preghiera a San Francesco una coppia trova 5 gattini: una sorpresa inaspettata (Screenshot Video Instagram@welove-amoreaquattrozampe.it)

Alle volte la vita è davvero imprevedibile e ti mette di fronte a delle coincidenze del tutto inaspettate, così come è successo ai due protagonisti di questa storia. La coppia fa una preghiera a San Francesco e, al ritorno dal viaggio, trova sul terrazzo di casa 5 gattini appena nati, frutto del parto di una gatta. In seguito a questo piacevole ritrovamento, ora si p0ongono i dubbi sul cosa fare e come gestire quelle 5 vite.

Dopo la preghiera a San Francesco una coppia trova 5 gattini: erano sul terrazzo di casa

Tutti al ritorno da una vacanza sanno quale sarà la situazione che li attende, ma alle volte certi imprevisti (seppur piacevoli) possono davvero sconvolgere il corso delle giornate. E’ quello che è accaduto a una coppia appena tornata da Sertão Alagoas in Brasile, che ha trovato sul terrazzo di casa propria una cucciolata di gattini appena nati.

manu e matheus
Dopo la preghiera a San Francesco una coppia trova 5 gattini: Manu e Matheus (Screenshot Video Instagram@welove-amoreaquattrozampe.it)

Pare che una gatta li avesse partoriti da poche ore proprio sul loro terrazzo, ma la vera coincidenza non è questa, bensì il fatto che nel corso del viaggio appena conclusosi, questa coppia aveva pregato San Francesco, l’uomo simbolo dell’amore per il prossimo e gli animali, affinché proteggesse tutte le creature in difficoltà.

Manu e Matheus avevano proprio con statuina del santo che avevano immerso nelle acque del fiume omonimo (São Francisco) proprio per richiedere la protezione agli animali. E ora loro stessi si sono trovati in prima persona a p0oter aiutare dei gattini, il cui destino appariva incerto e poco sicuro.

Dopo la preghiera a San Francesco una coppia trova 5 gattini: che ne sarà di loro?

Certo era pressoché impensabile che quella richiesta di protezione al santo degli animali li mettesse in prima linea come suoi ‘assistenti’: la gatta che aveva partorito non viveva a casa con loro, ma ha deciso di partorire proprio sullo zerbino della loro abitazione. E’ rimasta lì anche dopo il parto, e col suo latte aveva provveduto ai bisogni dei suoi piccoli.

gattini e mamma
Dopo la preghiera a San Francesco una coppia trova 5 gattini: ora vivono tutti insieme (Screenshot Video Instagram@welove-amoreaquattrozampe.it)

Ma ora che ne sarò dei gattini appena nati? Sono ben 5 e prendersi cura di tutti diventa un impegno notevole. Eppure i due non si sono tirati indietro e hanno fatto in modo da provvedere alla loro crescita. Un episodio simile era avvenuto anni prima quando i due avevano trovato dei gatti randagi e avevano poi deciso di adottarli.

Scopri le altre storie della nostra redazione:

Insomma pare che San Francesco si stia ‘servendo’ di loro come assistenti per le sue opere di carità. Ma proprio perché in casa ci sono già tre gatti, gli ex randagi, diventa complesso accoglierne altri sei (mamma gatta e cuccioli appena nati). E se la loro storia sui social ha suscitato tenerezza e qualche battuta ironica, ora la vera sfida è cercare di provvedere ai bisogni di tutti i quattro zampe ‘mandati’ dal Santo Francesco.

L’articolo Ha pregato San Francesco per aiutare gli animali: sulla soglia di casa trova qualcosa che non si aspettava è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-20 Autore: Francesca Ciardiello

N 4495

In ospedale per un tumore, riabbraccia Joy: “È grazie a lei se sono ancora qui”

Non era un semplice incontro in ospedale: cane riconosce tumore della padrona e spinge la donna a controllarsi, lei gli deve la vita. Le ha ... Leggi tutto

L’articolo In ospedale per un tumore, riabbraccia Joy: “È grazie a lei se sono ancora qui” è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Non era un semplice incontro in ospedale: cane riconosce tumore della padrona e spinge la donna a controllarsi, lei gli deve la vita.

cane e padrona
Cane riconosce il tumore della padrona: Joy ha salvato la vita della sua umana Barbara (Screenshot Foto Facebook@Ulss 2 Marca trevigiana-amoreaquattrozampe.it)

Le ha salvato la vita, non solo perché le ha offerto sostegno durante il durissimo periodo in ospedale ma perché l’aveva spinta lui stesso a sottoporsi a controlli che sono risultati fatali. Ma la storia dell’incontro tra una donna e il suo quattro zampe inizia molto prima di quella ‘visita’ in ospedale, quando il cane riconosce il tumore della padrona e la invita a sottoporsi a visita: ora lei gli deve la vita.

Cane riconosce il tumore della padrona: le ha salvato la vita

Chi li ha visti abbracciarsi e scambiarsi coccole tra le corsie di un ospedale avrà pensato a un piacevole incontro tra una donna che stava affrontando un periodo di degenza nella struttura e il suo amato quattro zampe. Ma in realtà dietro quel legame così speciale c’è molto di più: c’è un cane che riconosce il tumore della padrona e la spinge a sottoporsi a dei controlli.

primo piano
Cane riconosce il tumore della padrona: un primo piano di Joy (Screenshot Foto Facebook@Ulss 2 Marca trevigiana-amoreaquattrozampe.it)

E’ proprio vero che Fido può migliorarci la vita ma in questo caso ce l’ha addirittura salvata: più volte ci siamo chiesti se il cane annusa i tumori e come ci riesce mala risposta è quasi scientifica e si allontana da una spiccata ipersensibilità, o meglio si tratta di capacità olfattive particolari. In termini semplici, quando ci ammaliamo, pare che il nostro corpo emani degli odori particolari, sgradevoli e il primo ad accorgersene è il naso del nostro Fido.

Sarà per questo che Joy si era ‘fissato’ con una parte specifica del corpo della sua padrona, Barbara Guerra, attualmente ricoverata nel reparto di Chirurgia 1 dell’ospedale Ca’ Foncello, dopo essere stata operata al pancreas. Lei aveva notato che la sua meravigliosa femmina di Labrador non smetteva di annusarla e di indicare col muso proprio quella zona del corpo, il ventre.

Cane riconosce il tumore della padrona: un incontro emozionante tra le corsie

Proprio una stanza d’ospedale ha fatto da cornice ad un incontro molto emozionante tra Barbara e la sua Joy, il cane che l’ha salvata e che ancora oggi le regala gioia e felicità, anche in un periodo tanto duro e complesso. Il legame tra le due è assolutamente evidente, fatto di piccoli gesti ma di grande complicità e intesa.

famiglia
Cane riconosce il tumore della padrona: Joy e la sua famiglia umana (Screenshot Foto Facebook@Ulss 2 Marca trevigiana-amoreaquattrozampe.it)

Nelle foto appare chiaro che la signora Barbara, pur stressata da un’operazione difficile e in un periodo di certo non roseo, non possa fare a meno di sorridere quando la sua Joy le chiede un bacio o una carezza. Un esempio di quanto la vita con un cane possa essere migliore anche (e soprattutto) nei momenti più difficili.

Non si tratta solo di semplice compagnia: Joy sta svolgendo un ruolo ‘salvifico’ per la sua anima, una sorta di autodidatta della Pet therapy in ospedale. Dopo giorni di ricovero solitario e l’operazione, Barbara e Joy hanno ritrovato la loro serenità in quell’abbraccio che entrambe desideravano da giorni, da quando la signora si era ricoverata nel giorno di Pasquetta.

Scopri le altre appassionanti storie della nostra redazione:

Sebbene le regole rigide del nosocomio normalmente vietino l’ingresso ai quattro zampe, la dura battaglia portata avanti dalla signora Guerra e da suo marito ha ottenuto di far entrare la piccola Joy per poterle far riabbracciare la sua amata padrona: un momento unico che entrambe ricorderanno per sempre.

L’articolo In ospedale per un tumore, riabbraccia Joy: “È grazie a lei se sono ancora qui” è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-19 Autore: Francesca Ciardiello

N 4494

La TV per animali: in Cina nasce un canale per intrattenere cani e gatti

Finalmente una grande novità sul piccolo schermo: nasce in Cina la Pet Tv: solo programmi pensati per i nostri animali domestici tutto il giorno, tutti ... Leggi tutto

L’articolo La TV per animali: in Cina nasce un canale per intrattenere cani e gatti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Finalmente una grande novità sul piccolo schermo: nasce in Cina la Pet Tv: solo programmi pensati per i nostri animali domestici tutto il giorno, tutti i giorni.

cani davanti alla tv
La Pet Tv in Cina: la novità sul canale in streaming (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

E’ un canale televisivo pensato esclusivamente per loro, che farà compagnia a tutti i quattro zampe di casa: la novità arriva dall’Oriente, dove in Cina nasce la Pet Tv con programmi 24/h per i nostri amici. E’ in questa nazione che si sta verificando un vero e proprio boom della Pet economy, grazie ad un grande valore di mercato acquisito e che rappresenta la scelta consapevole di un Paese per monitorare e controllare le nascite.

La Pet Tv in Cina: la novità sul canale per i quattro zampe

Programmi per e con animali pensati per i nostri quattro zampe domestici, in particolare cani e gatti, tutto il giorno e per tutti i giorni della settimana: questa è la novità della Tv cinese. Essa rappresenta non solo una scelta a favore dei nostri animali domestici ma fa parte di un ambizioso progetto di controllo delle nascite.

Si parla di un vero e proprio boom della Pet Economy dal 2024, che ha attualmente un valore di mercato di oltre 300 miliardi di yuan, che si traducono in circa 40 miliardi di dollari. Secondo alcune recenti stime, pare che tale cifra sia destinata a raddoppiare entro il 2028 ed è supportata da giovani single e che spendono ormai più per gli animali domestici e non hanno figli.

La cura degli animali comprende generi di prima necessità, ma anche servizi veterinari, asili nido e servizi di pulizia e toelettatura. Il calo demografico cinese rispecchia la volontà dei giovani di dedicare spese ed energie agli animali, considerati ‘più economici’ rispetto ai figli e anche meno impegnativi. Tra i quattro zampe invece i gatti hanno superato il numero dei cani come animali da compagnia scelti.

E dunque per loro è stata pensata la Pet Tv, un canale televisivo che trasmette programmi con e per animali tutto il giorno per tutta la settimana, non stop. La piattaforma Tencent Video non ha solo l’obiettivo di fare compagnia ai quattro zampe ma stimolare la loro percezione visiva e uditiva e combattere la loro possibile l’ansia da separazione nel cane. Ma attenzione: anche i gatti soffrono di ansia da separazione, quindi facciamo attenzione.

La Pet Tv in Cina: che programmi trasmetterà?

Oggi in Cina i giovani hanno aumentato la domanda per i generi e i servizi destinati agli animali (toelettatura, assicurazioni, educazione cinofila). I più scettici tuttavia si chiedono quanto sia davvero ‘rilevante’ per gli animali stare davanti a uno schermo: anche i cani guardano la Tv, lo dice uno studio recente ma cosa li attira?

La Pet Tv in Cina: stimoleranno le capacità visive e uditive, oltre a far loro compagnia (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

La risposta a questa domanda non può essere oggettiva poiché dipende da soggetto a soggetto; di sicuro amano osservare immagini che riproducono animali reali o anche sotto forma di cartoni animati. E agli animali piace guardare le persone in Tv? Diciamo che non siamo il loro programma preferito, a meno che non si tratti di sport.

Scopri le altre novità della nostra redazione:

I programmi della Dog Tv, un canale televisivo in streaming attivo 24/7, sono ‘studiati’ proprio per stimolare l’interesse dei cani davanti allo schermo, per ridurre lo stress della mancanza dei padroni e la noia delle giornate sempre uguali, spesso vissute in casa. Siamo ancora lontani dal modello cinese ma gli studi sulla stimolazione dei nostri animali domestici stanno facendo grandi passi avanti.

L’articolo La TV per animali: in Cina nasce un canale per intrattenere cani e gatti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-17 Autore: Francesca Ciardiello

N 4493

Purtroppo non ce l’ha fatta: trovata morta la balena di Washington

Addio a uno dei simboli della città americana: la balena grigia di Washington è stata trovata morta, probabilmente per fame. Non è stato un caso ... Leggi tutto

L’articolo Purtroppo non ce l’ha fatta: trovata morta la balena di Washington è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Addio a uno dei simboli della città americana: la balena grigia di Washington è stata trovata morta, probabilmente per fame.

balena morta
Balena grigia di Washington morta: stava risalendo il fiume (Screenshot Foto Facebook@eroi con la coda-amoreaquattrozampe.it)

Non è stato un caso o un incidente a ucciderla: la balena grigia di Washington è stata trovata morta per fame nel fiume dello stato mentre era alla disperata ricerca di cibo. Questo è un fattore tragico che sta portando non pochi problemi a questi enormi cetacei, che si ritrovano senza forze perché digiuni ad attraversare luoghi magari mai frequentati prima: ecco come è stata trovata l’ultima balena.

Balena grigia di Washington morta: stava risalendo il fiume

Non era lì per caso bensì per necessità: la balena grigia trovata morta nel fiume Willapa dello stato di Washington, negli USA, aveva fame: aveva già percorso oltre 30 km ma probabilmente era stremata per la stanchezza e la debolezza. Spettatori di questa atroce vicenda sono stati alcuni passanti che si trovavano in zona, nei pressi della cittadina di Raymond.

Il cetaceo, la cui carcassa era stata vista galleggiare proprio sul fiume, apparteneva alla specie Eschrichtius robustus: gli esemplari appartenenti ad essa non sono affatto estranei ai lunghi percorsi e alle migrazioni stagionali. Addirittura pare che siano in grado di percorrere circa 8mila km all’anno, dal Messico all’Alaska, il luogo ideale per trovare il cibo necessario.

Il passaggio nel fiume Wallapa nell’omonima baia è stato osservato da appassionati e curiosi, che vedevano la balena grigia andare su per respirare e poi tornare a nuotare, fino a raggiungere il mare. Ma stavolta il suo viaggio è terminato in uno stretto corso d’acqua, e la causa di questa battuta d’arresto è stata individuata dagli esperti che hanno prelevato il corpo alla fame. Gli studiosi del Cascadia Research Collective hanno evidenziato la magrezza dell’animale già osservata in precedenza, e l’assenza di altre ferite.

Balena grigia di Washington morta: la fame è solo uno dei problemi delle balene

Questo cetaceo grigio così come altri due, ritrovati spiaggiati nei pressi della Wallapa Bay, dimostrano che il problema riguarda tutta la popolazione di questi animali marini: sono infatti in grande difficoltà da anni, soprattutto per la scarsità di cibo. I mari dell’Alaska (in particolare di Bering e di Chukchi), un tempo, offrivano varietà e abbondanza di piccoli organismi che vivono sui fondali.

balena spiagiata
Balena grigia di Washington morta: altre due sono state trovate spiaggiate a Ocean Shores (Screenshot Video Youtube@king 5 Seattle-amoreaquattrozampe.it)

Ma altra conseguenza del riscaldamento globale in corso ha inciso anche sulla disponibilità di questo cibo per le balene, che sono destinate ad una quasi certa e prematura mortalità. Secondo le stime riportate dall’agenzia americana NOAA Fishceries ammontano a 690 le balene ritrovate morte spiaggiate nella zona per assenza di cibo e una conseguente diminuzione degli esemplari della specie.

Scopri le altre novità della nostra redazione:

Infatti dapprima i fiumi, zone rischiose per la loro sopravvivenza, non erano percorsi da questi enormi cetacei, ma ora proprio per la disperata ricerca di cibo sono altrettanto attraversate.

L’articolo Purtroppo non ce l’ha fatta: trovata morta la balena di Washington è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-16 Autore: Francesca Ciardiello

N 4492

150mila euro per i cani randagi: la Regione italiana da cui prendere esempio

Una donazione generosa e necessaria: il Veneto stanzia 150mila euro per i randagi e dà l’esempio a tante altre regioni italiane. Una realtà che sia ... Leggi tutto

L’articolo 150mila euro per i cani randagi: la Regione italiana da cui prendere esempio è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Una donazione generosa e necessaria: il Veneto stanzia 150mila euro per i randagi e dà l’esempio a tante altre regioni italiane.

La regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi: una scelta politica necessaria (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Una realtà che sia da esempio per tante altre contro il randagismo: la regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi e per la gestione di essi nei canili. Un fondo che darà un aiuto concreto per combattere il fenomeno dell’abbandono, incentivare le adozioni e per aumentare (si spera) il numero di adozioni. Non si tratta solo di un etica bensì di una priorità anche dal punto di vista sanitario: scopriamone di più.

La regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi: una scelta politica necessaria

Il fondo istituito da una delle regioni più virtuose in Italia (forse quella più virtuosa), il Veneto, riconosce importanza e dignità ad un fenomeno che alle volte pare ignorato o comunque secondario rispetto ad altre problematiche. Il fondo di 150mila euro è una chiara scelta politica per combattere il randagismo, secondo le intenzioni del Presidente Alberto Stefani e del suo team di lavoro.

Il fondo servirà a fronteggiare le spese di gestione dei canili, che sono ancora molto alte, e stanzierà dei piani di controllo e gestione degli esemplari abbandonati. Nelle regioni del centro-sud il problema del randagismo come piaga della società rappresenta un allarme concreto ma pochi passi sono stati fatti per risolverlo.

Secondo le stime della consigliera regionale Elisa Cavinato, l’Igiene urbana veterinaria dell’Ulss 6 Euganea ha recuperato circa 1700 esemplari in un anno. Secondo le stime del Ministero della Salute (mai aggiornate in tempo reale sulle singole situazioni regionali) il numero di ingressi dei cani nei canili è pari a 2706 per quelli sanitari e 790 nei rifugi.

Infatti per canile sanitario si intendono quelle strutture per il ricovero temporaneo di cani randagi, accalappiati o morsicatori, mentre il rifugio è quello destinato al ricovero prolungato o definitivo dell’animale (avevamo già affrontato la differenza rifugi e canili a confronto).

La regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi: i costi e le novità

Secondo alcune stime i costi di mantenimento di ogni esemplare nei canili oscilla dai 2,50 euro ai 5 euro al giorno, e copre spese non solo inerenti ai beni di prima necessità ma anche relativi al benessere psichico degli ospiti a quattro zampe. Ma ci sono delle novità: grazie al decreto ministeriale del febbraio 2025, entro luglio del 2026 tutti i canili saranno dichiarati come ‘stabilimenti di sanità animale’.

La regione Veneto stanzia 150mila euro per i randagi: la situazione nelle altre regioni è impietosa rispetto al Veneto (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)

Scopri le altre novità della nostra redazione:

Esso vuole introdurre regole più stringenti sulle strutture utilizzate, sulla loro funzionalità e sull’impatto ambientale che hanno, in linea con le normative europee vigenti (in base al regolamento UE 2016/429). Gli spazi dovranno essere puliti, di grandezza adeguata al numero di ospiti e sicuri; si imporranno protocolli sanitari più rigidi, vi sarà l’obbligo di microchip e la registrazione degli animali nelle banche dati nazionali.

L’articolo 150mila euro per i cani randagi: la Regione italiana da cui prendere esempio è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-16 Autore: Francesca Ciardiello

N 4490

Odino, vittima di una violenza inaudita: salvato in extremis dai veterinari

Era rimasto vittima di violenze per mano dell’uomo: il gatto Odino maltrattato è stato salvato dai veterinari, ma gli hanno dovuto amputare le zampe. Non ... Leggi tutto

L’articolo Odino, vittima di una violenza inaudita: salvato in extremis dai veterinari è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Era rimasto vittima di violenze per mano dell’uomo: il gatto Odino maltrattato è stato salvato dai veterinari, ma gli hanno dovuto amputare le zampe.

gatto maltrattato
Gatto maltrattato è stato salvato: anche Odino è stata vittima di violenza come Rosi (Screenshot Video Instagram@sosconsulenzepergatti-amoreaquattrozampe.it)

Non ha più le zampe, perché gliele hanno dovute amputare: sembra un ‘prezzo’ piccolo da pagare se consideriamo che le violenze subite avrebbero potuto causargli la morte. Ora Odino sta meglio, il gatto maltrattato è stato salvato in extremis dai veterinari che sono arrivati in suo soccorso e che hanno individuato la causa del suo stato. A quanto pare non si è trattato né di un incidente né di un’aggressione da parte di altri animali, ma è stato l’uomo.

Gatto maltrattato è stato salvato: Odino è stata vittima di violenza

Forse per un attimo si è creduto (o si è voluto sperare) in una disgrazia, un incidente accaduto al malcapitato felino, ma grazie a pochi e veloci accertamenti si è capito che la causa è stato un uomo tuttora ignoto. Non ci sono graffi o lesioni riconducibili ad un suo simile, e dalle radiografie alle zampe si pensa a una violenza umana.

gatto Odino
Gatto maltrattato è stato salvato: ora si cerca il colpevole (Screenshot Video Instagram@sosconsulenzepergatti-amoreaquattrozampe.it)

Così ha dichiarato il primo veterinario che ha preso in cura Odino, Lorenzo Mancini, quando i proprietari del gatto lo hanno condotto in gravissime condizioni al centro Polispecialistico veterinario di Ostia (per poi essere trasferito a quello di Roma). Dalle radiografie effettuate è emerso che i danni alle zampe posteriori sono dovuti ad una carenza/interruzione di afflusso di sangue in quella zona: ciò significa che molto probabilmente è stata una corda a causare la avascolarità.

L’assenza di flusso ematico ha reso necessaria l’amputazione poiché i tessuto erano ormai in necrosi. inoltre baffi e orecchio sembrano essere stati bruciati e ustionati. Probabilmente è stata utilizzata una fiamma diretta o uno strumento incandescente che ha ‘pinzato’ la parte estrema dell’orecchio del povero felino. Insomma tutto fa pensare a un reato di maltrattamento di animali per mano dell’essere umano.

Gatto maltrattato è stato salvato: ora si cerca il colpevole

Dovrà pagare per il crimine commesso, dovrà pagare per le sue azioni crudeli e insensate, che hanno posto in fin di vita un felino, la cui famiglia ora è disperata. Si cerca di dare a tutti i costi un volto al colpevole e per farlo ci si è affidati alla LNDC Animal Protection, una tra le più grandi associazioni italiane impegnate nella lotta per la protezione degli animali e contro le ingiustizie subite.

gatto bruciato
Gatto maltrattato è stato salvato: gli hanno bruciato un orecchio (Screenshot Video Instagram@sosconsulenzepergatti-amoreaquattrozampe.it)

E’ stato messo a disposizione dei cittadini che hanno visto o sentito qualcosa inerente alla violenza un link: avvocato@lndcanimalprotection.org. Il caso di Odino non è isolato purtroppo: infatti altri felini della stessa zona sono stati vittime di maltrattamenti e cosparsi di olio. Impossibile non pensare alla triste vicenda della gattina Rosi per cui c’è stata una manifestazione pubblica a Roma il 3 aprile scorso a Tor Tre Teste.

Scopri le altre notizie selezionate per te:

Come nel caso di Rosi, anche oggi i cittadini della Capitale o chi ha potuto assistere alla scena, sono chiamati a intervenire, a farsi avanti per dare informazioni utili sul colpevole, perché solo non girandoci dall’altra parte sarà possibile mettere un freno a questi tristissimi e inauditi episodi di violenza.

L’articolo Odino, vittima di una violenza inaudita: salvato in extremis dai veterinari è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-15 Autore: Francesca Ciardiello

N 4489

Trasformato in un bersaglio: cane colpito con una freccia e lasciato agonizzare

Vittima di uno scherzo, un gioco terribile e incomprensibile per la sua efferata crudeltà: un cane è stato usato come bersaglio e colpito da una ... Leggi tutto

L’articolo Trasformato in un bersaglio: cane colpito con una freccia e lasciato agonizzare è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Vittima di uno scherzo, un gioco terribile e incomprensibile per la sua efferata crudeltà: un cane è stato usato come bersaglio e colpito da una freccia.

cane come bersaglio
Cane usato come bersaglio: Shy Guy è stato colpito da una freccia (Screenshot Foto Twitter@la zampa-amoreaquattrozampe.it)

Uno scherzo, una cattiveria efferata e senza senso: questo è quello che ha subito un povero quattro zampe che ha avuto la ‘colpa’ di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Un cane è stato usato come un bersaglio e colpito da una freccia, così come per centrare l’obiettivo di un passatempo crudele e sadico. L’ennesima violenza perpetrata dalla mano dell’uomo ai danni di un indifeso animale: ora si cerca giustizia!

Cane usato come bersaglio: Shy Guy è stato colpito da una freccia

Un ferita oltre che fisica anche morale: il cane Shy Guy, dolce e timido come dice il nome e con due occhi tristi e avviliti, ancora non si è ripreso dalla choc subito. E’ stato posto in lontananza come un bersaglio da colpire e così è stato. Una freccia gli si è conficcata proprio nella spalle e per fortuna è stato immediatamente soccorso dagli operatori del Stray Rescue of Saint Louis, negli USA, gli stessi che lo hanno ribattezzato col suo nome attuale.

Non si sa se si è trattato di uno scherzo atroce, o peggio se sia stato usato come bersaglio mobile-vivente da chi si stava esercitando nel tiro con l’arco e le frecce. Fatto sta che quando è stato colpito ha rischiato di perdere l’uso della spalla ma non è mai stato in pericolo di vita: la freccia infatti non ha raggiunto organi vitali quando è penetrata nel corpo.

Cane usato come bersaglio: l’ennesima storia atroce da raccontare

Impossibile non ricollegare la storia di Shy Guy a quella di Lucky Charm, un cane che a sua volta era stato usato come bersaglio ed era stato colpito da una freccia. La stessa gli era entrata attraverso l’esofago e poi era arrivata nell’addome, causando gravi danni. Questo ‘incidente’ ha reso assolutamente necessari diversi interventi chirurgici.

cane freccia
Cane usato come bersaglio: la sua storia ricorda quella di Lucky Charm (Screenshot Foto Facebook@bau&miao-amoreaquattrozampe.it)

La storia di Lucky si è conclusa nel migliore ei modi: infatti, una volta messo in salvo e operato, si è ripreso perfettamente ed è stato posto in adozione per poi trovare subito dopo una famiglia che lo accogliesse con amore e affetto. Sia Lucky che Shy sono due cani traumatizzati dagli eventi di cui sono rimaste vittime.

Sono episodi che non si cancellano facilmente dalla memoria dei nostri quattro zampe, un trauma nel cane, dall’abbandono agli abusi e maltrattamenti che dovrà essere ‘curato’ da appositi specialisti del settore. Il primo passo è quello di fargli recuperare fiducia nell’essere umano, a fidarsi nuovamente di lui dopo le cattiverie gratuite subite.

Leggi le altre notizie della nostra redazione:

Oggi si spera che Shy Guy abbia lo stesso destino di Lucky (salvato dai membri della medesima organizzazione) e che riesca a trovare l’amore di una famiglia e il calore di una casa, elementi che gli sono sempre mancati finora nella vita.

L’articolo Trasformato in un bersaglio: cane colpito con una freccia e lasciato agonizzare è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-15 Autore: Francesca Ciardiello

N 4487

Cucciolo di puma muore sulla strada: la madre non lo lascia e lo porta via

Non poteva lasciarlo lì, anche se ormai non c’era più nulla da fare per lui: la madre di un cucciolo di puma morto sulla strada ... Leggi tutto

L’articolo Cucciolo di puma muore sulla strada: la madre non lo lascia e lo porta via è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Non poteva lasciarlo lì, anche se ormai non c’era più nulla da fare per lui: la madre di un cucciolo di puma morto sulla strada se lo porta via.

Cucciolo di puma morto sulla strada: la madre Dania se lo porta via (Screenshot Video Instagram@henriqueolsen-amoreaquattrozampe.it)

Un’auto in corsa ha travolto il suo piccolo proprio mentre stavano camminando su quella strada e per lui non c’era più nulla da fare. Nonostante ciò la madre non poteva lasciarlo lì da solo. Un cucciolo di puma morto sulla strada è stato portato via dalla sua mamma, trascinato come un sacco. Questo triste episodio, purtroppo non unico e non isolato, conferma la pericolosità delle strade per gli animali sia domestici sia selvatici.

Cucciolo di puma morto sulla strada: la madre Dania lo porta via

Qui come in Patagonia, triste teatro di questa orribile vicenda, le strade rappresentano un pericolo serio per tutti gli animali, sia domestici sia selvatici. Un cucciolo di puma è rimasto ucciso, travolto da un’auto in corsa, proprio mentre era in compagnia della sua mamma e proprio sotto ai suoi occhi si è consumata la tragedia,.

Pur avendo intuito fin da subito che per il suo piccolo non c’era più nulla da fare, la mamma, conosciuta nella zona col nome di Dania, ha trascinato suo figlio lontano da quella strada, anche se non vi erano più speranze. Non poteva e non voleva lasciarlo lì: gli sarebbe stata accanto, anche se lui magari non poteva sentirlo. Le strazianti scene dell’addio di una femmina di puma al suo cucciolo sono state fotografate e rese pubbliche dal fotografo Henrique Olsen, in viaggio in Patagonia appunto.

Nelle immagini si vede la femmina con in bocca il cucciolo, tenuto per la collottola, ormai privo di vita.  Sebbene ci si interroghi ancora sul senso del lutto per gli animali quali scimpanzè, puma, macachi etc, è certo che questa madre non lo ha lasciato lì forse per istinto materno, per attaccamento primordiale al suo cucciolo.

Cucciolo di puma morto sulla strada: il pericolo è in strada

Diana e il suo cucciolo sono solo gli ennesimi protagonisti di episodi strazianti che si consumano sulle vie e che vanno ad alimentare quel fenomeno noto come ‘roadkill’, ovvero gli investimenti di animali lungo le strade. Non si tratta dunque di eventi isolati, bensì di una delle principali cause di mortalità della fauna selvatica per mano dell’uomo.

puma e cucciolo
Cucciolo di puma morto sulla strada: l’ennesima vittima del roadkill (Screenshot Video Instagram@henriqueolsen-amoreaquattrozampe.it)

In Europa il numero di vittime animali della strada è pari a centinaia di milioni: questo accade anche perché queste vie vengono costruite proprio al centro degli habitat naturali di queste specie, che sono anche in difficoltà nella ricerca di spazi e cibo. Alcuni animali inoltre necessitano di ampi spazi all’aperto per poter vivere e riprodursi, in primis i lupi.

Scopri le altre storie della nostra redazione:

Ma allora bisogna assistere impotenti alla morte di centinaia di animali all’anno? In realtà in alcune parti del mondo si è già provveduto alla costruzione di ponti e sottopassaggi faunistici, ovvero ‘corridoi’ naturali che consentono agli animali di attraversare certe zone in tutta sicurezza. Ovviamente anche l’essere umano dovrà fare la sua parte ed evitare di correre lungo le strade per l’incolumità sua e della fauna che vive sul territorio.

L’articolo Cucciolo di puma muore sulla strada: la madre non lo lascia e lo porta via è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-14 Autore: Francesca Ciardiello

N 4486

Gattini abbandonati: nella scatola i soccorritori trovano un bigliettino che li fa infuriare

Un contenitore di cartone e un messaggio per chi li avesse trovati: tre gattini abbandonati in una scatola e un messaggio per gli eventuali soccorritori. ... Leggi tutto

L’articolo Gattini abbandonati: nella scatola i soccorritori trovano un bigliettino che li fa infuriare è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Un contenitore di cartone e un messaggio per chi li avesse trovati: tre gattini abbandonati in una scatola e un messaggio per gli eventuali soccorritori.

gattini
Tre gattini abbandonati in una scatola: su di essa un messaggio ‘ironico’ (Screenshot Foto Facebook@Quad City Animal Welfare Center-amoreaquattrozampe.it)

L’errore più frequente di coloro che commettono reati verso gli animali è proprio quello di considerarli alla pari di oggetti di nostra proprietà, di cui possiamo disporre a nostra piacimento. E questa triste storia racconta una trama simile e amara: tre gattini erano stati abbandonati in una scatola su cui era apposto un messaggio, un bigliettino che conteneva parole atroci. Ecco cosa è successo e qual è stato il destino dei tre gattini.

Tre gattini abbandonati in una scatola: su di essa un messaggio ‘ironico’

Siamo in Iowa, dove gli inverni sono molto rigidi e la neve non smette mai di fioccare: così li hanno trovati, tre gattini lasciati all’interno di una scatola, alle intemperie. I tre felini non avevano neppure una settimana di vita, secondo i controlli effettuati in seguito. Quando li hanno ritrovati stavano lottando contro il freddo e la fame.

Di sicuro chi si era macchiato di questo atroce gesto (che si configura nel reato di abbandono di animali), ha voluto fare l’ennesima cattiveria nei loro confronti lasciando un messaggio ‘ironico’ sul contenitore di cartone. Le parole scritte erano una chiara considerazione su quelle povere creature lasciate abbandonate al destino e a una morte certa: ”Gattini gratis. Prego, servitevi”.

Parole che riducono tre esseri viventi a oggetti, cose usate come merce di uno scambio immaginario con un ‘venditore’ invisibile e crudele. I volontari del King’s Harvest Pet Rescue, contattati da alcuni passanti e intervenuti prontamente, sono rimasti indignati non solo per le condizioni in cui erano stati abbandonati i gattini ma anche per il messaggio che voleva essere divertente, ma che non lo era affatto.

Tre gattini abbandonati in una scatola: qual è stato il loro destino?

Erano rimasti al freddo per ore, senza una copertura adeguata e senza cibo: l’infanzia dei gatti è importante quanto la nostra è già stata immediatamente compromessa. Erano stati separati dalla loro mamma e dunque erano rimasti senza latte materno, molto probabilmente non avevano mai ricevuto nemmeno la prima poppata.

gatti in adozione
Tre gattini abbandonati in una scatola: uno di loro è morto e gli altri due sono stati posti in adozione (Screenshot Foto Facebook@Quad City Animal Welfare Center-amoreaquattrozampe.it)

Il primo passo da fare sarebbe stato dunque quello di trovare una mamma adottiva, che avrebbe fornito loro il latte, e poi adottare delle cure. Purtroppo, nonostante l’impegno dei soccorritori, uno dei gattini è morto poco dopo il ritrovamento, perché le sue condizioni  erano troppo compromesse.

Scopri le altre appassionanti storie della nostra redazione:

I due fratellini del gattino defunto sono stati chiamati Hennessy e O’Rourke: i nomi sono stati affibbiati quando gli stessi sono arrivati al Quad City Animal Welfare Center. Queste piccole creature hanno già dimostrato tanta forza e un incredibile attaccamento alla vita. Sebbene abbiano dovuto dire addio troppo presto alla loro madre e a uno dei loro fratelli, per loro adesso il futuro si prospetta più roseo.

L’articolo Gattini abbandonati: nella scatola i soccorritori trovano un bigliettino che li fa infuriare è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-11 Autore: Francesca Ciardiello

N 4485

“Aiutatemi a trovare chi ha ucciso il mio cane”: l’appello disperato

Non si dà pace e vuole giustizia a gran voce: un padrone chiede aiuto per trovare l’assassino del suo amato cane Choco, vittima di un ... Leggi tutto

L’articolo “Aiutatemi a trovare chi ha ucciso il mio cane”: l’appello disperato è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Non si dà pace e vuole giustizia a gran voce: un padrone chiede aiuto per trovare l’assassino del suo amato cane Choco, vittima di un incidente stradale.

Padrone chiede aiuto per trovare l’assassino del suo cane: Choco, vittima di incidente stradale (Screenshot Foto Facebook@corriere fiorentino-amoreaquattrozampe.it)

Lo ha visto spirare proprio tra le sue braccia, perché un automobilista non si è fermato con la sua macchina in corso e lo ha travolto: ora il padrone di Choco chiede aiuto per trovare l’assassino del suo cane. Si è trattato di un incidente ma in realtà l’uomo alla guida non ha ascoltato la supplica del padrone di diminuire la velocità ed è passato proprio sul corpo del quattro zampe. Ora si chiede giustizia e di dare un volto al colpevole per punirlo.

Padrone chiede aiuto per trovare l’assassino del suo cane: Choco, vittima di incidente stradale

Una scena che nessun padrone dovrebbe mai vivere, quella di salutare il proprio amato quattro zampe all’improvviso che spira tra le sue braccia: questo è quello che è accaduto ad un uomo di Arezzo, nel giorno di Lunedì in Albis. Leonardo Magi era uscito per la sua consueta passeggiata col suo amato cane Choco, chiamato così proprio per il suo peloso manto color cioccolato.

I due stavano tranquillamente transitando lungo la via dell’Acropoli, come al solito, e nulla avrebbe potuto far presagire la tragedia che si sarebbe consumata da lì a poco. Choco aveva 14 anni e da 4 anni era accanto al suo amato padrone, erano una coppia solida e tra loro vi era una grande intesa. Erano le 8.30 del mattino quando una macchina correva a tutta velocità proprio sulla loro strada. Nonostante la preghiera di Leonardo Magi di rallentare, l’auto non ha decelerato e ha travolto così il povero quattro zampe.

Padrone chiede aiuto per trovare l’assassino del suo cane: giustizia per Choco

E’ una strada solitamente frequentata da pedoni, famiglie con bambini e animali, sulla quale vige un divieto di superare il limite di velocità. Ma nonostante ciò, la macchina sopraggiunta correva e non accennava a diminuire: si trattava di un vecchio modello di Jeep: alla richiesta di rallentare, l’uomo alla guida (secondo la ricostruzione del padrone di Choco) avrebbe addirittura accelerato.

cane choco
Padrone chiede aiuto per trovare l’assassino del suo cane: ora si chiede giustizia per Choco (Screenshot Foto Facebook@debbie debora arfeoo-amoreaquattrozampe.it)

Il cane è stato preso in pieno dal veicolo, mentre il padrone ne è stato appena sfiorato; il conducente dell’auto non si è neppure fermato a prestare soccorso. Leonardo Magi ha raccolto tra le braccia un agonizzante Choco e lo ha stretto per l’ultima volta prima che il cane esalasse l’ultimo respiro. Ora il suo padrone è intenzionato a sporgere denuncia e ad ottenere giustizia per il suo quattro zampe.

Scopri le altre storie emozionanti della nostra redazione:

L’uomo ha perciò invitato chiunque avesse assistito alla scena a fornire particolari utili per ricostruire il dramma: il numero di targa, il volto del conducente dell’auto e il modello preciso della vettura. Ora le indagini sono in corso per provare a identificare il responsabile di questo reato della strada, per cui è stata istituita una Giornata vittime della strada.

L’articolo “Aiutatemi a trovare chi ha ucciso il mio cane”: l’appello disperato è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-09 Autore: Francesca Ciardiello

N 4484

Il cane che ascolta il Vangelo: la straordinaria storia di Caramelo

In Chiesa ormai lo conoscono tutti perché ascolta la messa come tutti gli altri fedeli: la storia di Caramelo, il cane che ascolta il Vangelo ... Leggi tutto

L’articolo Il cane che ascolta il Vangelo: la straordinaria storia di Caramelo è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

In Chiesa ormai lo conoscono tutti perché ascolta la messa come tutti gli altri fedeli: la storia di Caramelo, il cane che ascolta il Vangelo ed è amico del parroco.

cane caramelo
Cane che ascolta il Vangelo: Caramelo ormai è una presenza fissa in Chiesa (Screenshot Foto Facebook@NH Noticias-amoreaquattrozampe.it)

E’ un fedele come tutti quanti gli altri, solo che ha quattro zampe: la storia del cane Caramelo che ascolta il Vangelo ed è amico del parroco. Tutti conoscono questo dolcissimo quattro zampe e si sono innamorati della sua grazia nell’ascoltare la parola del Signore, pregando esattamente come tutti gli altri. Dall’inizio della Quaresima non ha mai smesso di frequentare il sacro luogo e ora fa parte della comunità dei fedeli.

Cane che ascolta il Vangelo: Caramelo è un ‘fedele’ come gli altri

Dalla prima domenica che ha segnato l’inizio della Quaresima per la Pasqua di questo anno, Caramelo non si è perso una messa: potrebbe sembrare un fedele come gli altri se non fosse che in Chiesa ci entra a quattro zampe. Si tratta infatti di un cane dal manto chiaro, chiamato appunto ‘Caramelo’, che ascolta il Vangelo ma cerca anche l’affetto degli astanti.

Infatti si aggira tra i banchi della Chiesa, richiedendo coccole e carezze, per poi arrivare sull’altare per andare a salutare il parroco di cui è amico. Ma all’inizio era piuttosto timido e non ha mai arrecato fastidio a chi voleva ascoltare la messa: per questo tutti hanno iniziato ad apprezzarlo e ad affezionarsi al suo modo di fare. Siamo nel sud del Paranà, nella cappella di Nossa Senhora do Perpetuo Socorro di São Mateo do Sul.

Cane che ascolta il Vangelo: la parola di Dio lo ha ‘rapito’

Se però prima Caramelo si muoveva tra i banchi per attirare l’attenzione delle persone in Chiesa, al momento della lettura del Vangelo pareva essere completamente rapito dalla parola di Dio pronunciata dal parroco, poi divenuto suo amico, padre Ivo Jablonski. Quando ascolta il Vangelo, il cane si ferma, si immobilizza quasi, per ascoltare.

cane col, parroco
Cane che ascolta il Vangelo: Caramelo si ferma per ascoltare la parola di Dio (Screenshot Foto Facebook@Paróquia Nossa Senhora do Pérpetuo Socorro de São Mateus do Sul -PR-amoreaquattrozampe.it)

Poteva sembrare una coincidenza ma non lo era affatto, poiché ad ogni messa, in quel momento della liturgia, Caramelo si bloccava per sentire il Vangelo. E’ come se si ricomponesse per sentire meglio quelle parole che hanno un effetto rilassante su di lui. E se per caso qualche giorno non entrava in Chiesa, tutti si allarmano per la sua assenza, in primis il suo amico parroco.

Scopri le altre storie raccontate per te:

La sua presenza ha spesso dato ‘spunto’ al prete per parlare di come Dio invii dei segni per dirci qualcosa, e lo fa anche attraverso la presenza di un quattro zampe che, spontaneamente, ha fatto il suo ingresso in Chiesa e non l’ha più lasciata. Oggi tutti si sono affezionati a lui e non vedono l’ora di vederlo passare tra i banchi, sebbene durante il Vangelo, sanno che non darà più attenzione a nessuno per ascoltare la sacra parola.

L’articolo Il cane che ascolta il Vangelo: la straordinaria storia di Caramelo è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-09 Autore: Francesca Ciardiello

N 4482

Rosi è fuori pericolo e presto sarà adottata: tutti gli aggiornamenti

Dopo la manifestazione in suo onore, arrivano gli aggiornamenti sulla sua salute: la gattina Rosi sta meglio e sarà presto adottata. La sua storia è ... Leggi tutto

L’articolo Rosi è fuori pericolo e presto sarà adottata: tutti gli aggiornamenti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

Dopo la manifestazione in suo onore, arrivano gli aggiornamenti sulla sua salute: la gattina Rosi sta meglio e sarà presto adottata.

gattina
La gattina Rosi sta meglio: le sue condizioni sono migliorate e sarà presto dimessa (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

La sua storia è ormai entrata nel cuore di tutti, specialmente dopo la manifestazione di venerdì scorso a Roma. Ora arrivano notizie confortanti: la gattina Rosi sta meglio e sta per essere adottata da una famiglia che finalmente potrà amarla come merita. Sono queste le notizie principali sulla sua salute, che confortano e ci fanno sperare in un futuro più roseo per questa gattina traumatizzata e violentata dalla mano dell’uomo.

La gattina Rosi sta meglio: gli aggiornamenti sulla sua salute

E’ fuori pericolo: una notizia che fino alla scorsa settimana poteva sembrare un’utopia, ora è finalmente realtà. La gattina che è rimasta vittima di un feroce attacco a Tor Tre Teste, zona periferica della Capitale, era stata seviziata e violentata da un gruppo di ragazzi, come riportato dalla notizie di cronaca recenti.

Dopo la manifestazione pubblica “Giustizia per la gattina Rosi” tenutasi a Roma il 3 aprile, cui hanno partecipato animalisti, volontari ma anche semplici cittadini del quartiere scenario della violenza, anche le sue condizioni di salute ora migliorano. Pare infatti che la sua storia sia entrata nel cuore di tutti e che finalmente le coscienze si siano mosse.

Ciò che ha subito Rosi non dovrà mai più ripetersi: l’efferatezza del crimine non dovrà restare impunito, anche per scoraggiare simili azioni in futuro. Oggi finalmente, dopo ben 13 giorni di ricovero dal suo ritrovamento a Via Tovaglieri 29 lunedì 23 marzo, le sue condizioni sono migliorate al punto da renderla finalmente fuori pericolo di vita. Grazie a tre trasfusioni di sangue, la gattina ha ripreso le forze, ha ricominciato a mangiare e finalmente riesce a deambulare da sola.

Attualmente è ancora ricoverata nella struttura che l’ha accudita fin dal principio, ma a breve sarà dimessa dalla clinica Penelope per essere posta in adozione.

La gattina Rosi sta meglio: presto sarà adottata

Già prima della sua dimissione, Rosi ha ricevuto molte richieste di adozione da parte dei cittadini non solo romani ma anche di alcuni che vivono all’estero. Sono centinaia le coppie che si sono mostrate interessate alla sua storia e che sono disposte a darle tutto l’amore che merita. Alcune addirittura hanno fatto richiesta da New York, ma la gattina Rosi non è ancora in grado di affrontare tragitti così lunghi.

gatta mangia
La gattina Rosi sta meglio: sta ricevendo numerose richieste di adozione (Screenshot Video Facebook@la repubblica-amoreaquattrozampe.it)

Altre richieste arrivano dalla Francia: ciò dimostra che la storia di questa sfortunata felina ha fatto il giro del mondo grazie alla ‘pubblicità’ che si è fatta sui social.

Scopri le altre storie raccontate dalla nostra redazione:

Intanto non si fermano le indagini per individuare i responsabili dell’atroce violenza ai danni della gatta: i colpevoli dovranno essere puniti per ciò che hanno fatto. Questa è l’intenzione delle istituzioni e delle autorità, stanche di assistere impotenti alle sevizie perpetrate dalla mano violenta dell’uomo su animali indifesi.

L’articolo Rosi è fuori pericolo e presto sarà adottata: tutti gli aggiornamenti è stato pubblicato nella sua versione originale su Amoreaquattrozampe.it.

2026-04-08 Autore: Francesca Ciardiello

Contatti

Logo DOGStyle

DOG-STYLE.it

Edizioni HP srl - GLOBElife (Publishing House)

via I Maggio, 11 San Vittore Olona (Milano), Italia

Tel: +39 0331 1706328

Email: info@globelife.com

P.IVA: 09161130969

MENU

TOP
Favicon di GLOBElife - Enciclopedia dei Parrucchieri DogStyle