Ha perso la sua umana dopo 9 anni, ma la vita per Chiqui aveva una grande sorpresa
Dopo 9 anni perde la sua umana e resta sola al rifugio: per Chiqui succede qualcosa che nessuno si aspettava davvero Ci sono storie che ... Leggi tutto
Dopo 9 anni perde la sua umana e resta sola al rifugio: per Chiqui succede qualcosa che nessuno si aspettava davvero
Ci sono storie che iniziano nel silenzio. Non quello della calma, ma quello dell’indifferenza. Nei rifugi accade spesso: persone che entrano, osservano, scelgono. E altri che restano lì, senza uno sguardo. È in quel momento che si capisce quanto possa fare la differenza un gesto semplice come fermarsi. La storia di Chiqui parte da una perdita. Per nove anni ha vissuto accanto alla sua umana, costruendo un legame fatto di abitudini, affetto e presenza quotidiana.
Ha perso la sua umana dopo 9 anni, ma la vita per Chiqui aveva una grande sorpresa – (Screenshot Video Instagram – fosteredbyarianne -amoreaquattrozampe.it)
Poi, all’improvviso, tutto si è interrotto. La sua umana non c’era più e Chiqui si è ritrovata sola, senza riferimenti, senza casa. È stata affidata al rifugio della contea di San Luis Obispo, dove è arrivata con uno sguardo che raccontava più di qualsiasi parola. Non era solo un cane anziano: era una vita che aveva perso tutto.
Eppure, nonostante il dolore, cercava il contatto umano. Si avvicinava, osservava, sembrava voler dire che era ancora pronta ad amare. È proprio qui che si comprende il valore dell’adozione di un cane anziano, una scelta che troppo spesso viene ignorata ma che può cambiare radicalmente due destini.
Quando tutto sembra finito, può iniziare qualcosa di nuovo per Chiqui
Accolta dalla Woods Humane Society, Chiqui ha avuto una prima possibilità in una casa affidataria. All’inizio era fragile, ansiosa, spaesata. Aveva perso il suo punto di riferimento e doveva ricostruire tutto da zero. Nella casa di Arianne, però, ha trovato qualcosa di fondamentale: tempo e pazienza. Le passeggiate, il giardino, la compagnia del cane Gator hanno iniziato lentamente a sciogliere la sua paura.
Quando tutto sembra finito, può iniziare qualcosa di nuovo per Chiqui
Giorno dopo giorno, la diffidenza ha lasciato spazio alla fiducia. Durante questo percorso ha affrontato anche un intervento per rimuovere una massa. Un altro ostacolo, un’altra prova. Ma Chiqui ha resistito. Quando è arrivata la notizia che la massa era benigna, si è aperta davvero una nuova possibilità.
Era pronta per un nuovo capitolo, per un’adozione che le desse stabilità, sicurezza e una casa definitiva. Chi la conosceva lo sapeva: era dolce, educata, compatibile con altri animali, capace di adattarsi. Aveva tutto, tranne qualcuno che la scegliesse.
Il giorno in cui nessuno la vede, poi la svolta che cambia tutto
Il giorno dell’evento di adozione è stato quello più difficile. Chiqui era seduta accanto ad Arianne, guardava le persone entrare, sperava. Ma tutti si fermavano davanti ai cuccioli. Nessuno davanti a lei. È una scena che si ripete spesso. I cani anziani restano invisibili, anche quando hanno ancora tanto da dare. Eppure, scegliere l’adozione un cane anziano significa accogliere un compagno che:
Il giorno in cui nessuno la vede, poi la svolta che cambia tutto –
è già abituato alla vita domestica
Ha un carattere stabile e prevedibile
Cerca solo affetto e tranquillità
Si adatta facilmente ai nuovi ambienti
Costruisce legami profondi e sinceri
Chiqui rappresentava tutto questo. Ma a fine giornata, nessuna richiesta. Nessuno si era fermato davvero. Sembrava l’ennesima storia destinata a rimanere sospesa. Arianne, però, non si è arresa. Ha deciso di raccontarla sui social, con un video semplice ma autentico. E quel gesto ha cambiato tutto. Tra le persone che lo hanno visto c’erano Tish e Joe.
Non cercavano un cucciolo, ma un cane con una storia. Quando hanno visto Chiqui, hanno capito subito. Si sono innamorati. Non hanno avuto esitazioni: hanno inviato subito la richiesta e, appena approvata, sono andati a conoscerla. L’incontro ha cancellato ogni distanza. Chiqui si è avvicinata, è salita sulle loro ginocchia e li ha riempiti di baci, come se li riconoscesse da sempre. Da quell’istante, tutto è cambiato. Quella che nessuno aveva notato è diventata finalmente la scelta di qualcuno. Quella che sembrava invisibile ha trovato il suo posto, una casa, una famiglia. La sua storia lo dimostra con forza: l’adozione di un cane anziano non è una seconda opzione, ma una decisione piena, capace di dare significato a due vite che si incontrano al momento giusto. Oggi Chiqui ha ritrovato ciò che aveva perso. E lascia un messaggio semplice, ma potente: a volte basta fermarsi un attimo, guardare davvero, per cambiare un destino.
Malata e sola, gattina resta seduta davanti alla palestra implorando aiuto con lo sguardo
Una piccola gattina ferita e coperta di fango si è fermata davanti a una palestra chiedendo silenziosamente aiuto agli umani. Elena stava terminando il suo ... Leggi tutto
Una piccola gattina ferita e coperta di fango si è fermata davanti a una palestra chiedendo silenziosamente aiuto agli umani.
Elena stava terminando il suo allenamento quando qualcosa oltre la vetrata ha attirato la sua attenzione.
Malata e sola, gattina resta seduta davanti alla palestra implorando aiuto con lo sguardo – amoreaquattrozampe.it
Fuori, sotto la pioggia sporca di fango rosso che aveva ricoperto le strade di Heraklion, a Creta, c’era una micina minuscola che continuava a camminare avanti e indietro davanti al vetro. Non sembrava lì per caso. Guardava dentro con insistenza, quasi stesse cercando proprio qualcuno disposto ad accorgersi di lei.
Quegli occhi che chiedevano aiuto
La gattina era bagnata, sporca e visibilmente debilitata. Aveva il pelo rovinato a chiazze, piccole ferite sul corpo e un’aria stanca che colpiva immediatamente. Eppure continuava a seguire Elena con lo sguardo. Quando la ragazza si è avvicinata alla finestra, la micina ha iniziato a miagolare fissandola dritta negli occhi, come se avesse finalmente trovato una persona capace di ascoltare la sua richiesta d’aiuto.
Quegli occhi che chiedevano aiuto – amoreaquattrozampe.it
Ci sono animali che scappano dagli esseri umani dopo aver sofferto troppo. Altri, invece, sembrano trovare ancora la forza di fidarsi. Questa piccola randagia apparteneva proprio alla seconda categoria. Nonostante il dolore e la paura, continuava a cercare contatto umano.
Il ritorno il mattino seguente
Quella scena è rimasta impressa nella mente di Elena per tutta la notte. Così il giorno dopo è tornata nello stesso punto con del cibo, sperando di ritrovare la gattina. E lei era ancora lì.
La micia si è avvicinata subito, senza aggressività né diffidenza. Era magrissima, piena di pulci e con il ventre gonfio, probabilmente a causa dei parassiti. Ma la cosa che ha colpito di più Elena è stata la dolcezza dell’animale. Nonostante tutto quello che aveva passato, continuava a lasciarsi accarezzare e a cercare conforto.
Il lunedì successivo Elena e sua madre l’hanno portata dal veterinario. Durante la visita è successa una scena tenerissima: la gattina ha iniziato a fare le fusa e a impastare con le zampine sul tavolo della clinica. Come se avesse capito che, dopo tanta sofferenza, finalmente qualcuno si stava prendendo cura di lei davvero.
Una casa improvvisata per salvarla
Trovare un posto sicuro per lei, però, non è stato semplice. I rifugi della zona erano già pieni e il cane di Elena non accetta facilmente altri animali in casa. Nonostante questo, la ragazza non se l’è sentita di riportarla in strada.
Ha quindi deciso di adattare una parte della casa in ristrutturazione, creando uno spazio isolato dove poterla ospitare temporaneamente. Un piccolo rifugio improvvisato, ma caldo e sicuro.
Oggi la gattina sta lentamente recuperando peso e forze. Dorme al riparo, prende le medicine e riceve attenzioni ogni giorno. Aspetta ancora una famiglia definitiva, qualcuno disposto ad amarla per sempre. Nel frattempo continua a stringersi a Elena, la persona che quel giorno, dietro una semplice vetrata, ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
Cagnolino bloccato su un camino da due giorni: il salvataggio del cucciolo diventa una corsa contro il tempo
Una storia davvero incredibile che lascia senza parole tutti noi, andiamo a vedere come mai è rimasto bloccato sul camino e come è stato salvato ... Leggi tutto
Una storia davvero incredibile che lascia senza parole tutti noi, andiamo a vedere come mai è rimasto bloccato sul camino e come è stato salvato in modo davvero eroico.
Un racconto che ci lascia completamente senza parole quella di questo nuovo cane al quale è successo qualcosa di particolare.
Cagnolino bloccato su un camino da due giorni: il salvataggio del cucciolo diventa una corsa contro il tempo-Credit Michigan Humane- Amoreaquattrozampe.it
Purtroppo era rimasto bloccato sopra un camino senza riuscire ad uscire e per metterlo in salvo ci sono voluti ben due giorni. Andiamo a vedere insieme nel dettaglio quanto accaduto.
Il cane bloccato sul camino ed il salvataggio difficilissimo
In una giornata qualunque arriva una chiamata agli agenti della polizia che scoprono qualcosa di molto particolare che fino a quel momento non era mia successo loro. In cima al camino di una casa sul tetto c’era un cane che non riusciva a liberarsi da solo, o questo era quello che si vedeva da terra.
Il cane bloccato sul camino ed il salvataggio difficilissimoMichigan Humane- Amoreaquattrozampe.it
Quando sono arrivati sul posto sono rimasti completamente senza parole. Il piccolo era un cucciolo di un cane grigio e bianco. Il pelosetto aveva uno sguardo molto triste ed il suo corpo era molto sporco. In un primo momento gli agenti hanno pensato di poter raggiungere il cane passando dall’interno della casa.
Ma, quando si sono resi conto che le fondamenta non erano molto stabili e che tutto poteva crollare in un lasso di tempo, non troppo lungo hanno chiamato i loro colleghi dei vigili del fuoco del Detroit Fire Department per una consulenza.
Ecco quindi che hanno deciso di utilizzare la scala per i salvataggi dall’esterno, in questo modo si potevano avvicinare senza correre pericolo per nessuno. Il cucciolo è stato tratto in salvo e lo hanno chiamato Stack.
Come possiamo facilmente pensare tremava tutto ed anche provandolo a rassicurare con parole dolci e carezze non riuscivano ad avere il risultato sperato. Hanno notato però una cosa, ovvero che il silenzio lo tranquillizzava, ecco quindi che pensano che Stack abbia trascorso oltre due giorni in questa condizione.
Il rifugio che lo ospita, per il momento è il Mackey Center for Animal Care di Detroit. Un veterinario lo ha controllato e preso in cura ed ha confermato che il cucciolo è in buona salute dopo il forte stress che ha vissuto.
Il 13 aprile una rete nazionale ha passato il suo salvataggio in televisione e nel pomeriggio della stessa giornata era in una famiglia piena di amore che attendeva solamente lui. La storia di Stack si è conclusa bene in pochissimo tempo e siamo felicissimi per lui!
Con il passare dei giorni il cagnetto ha recuperato sicuramente tutte le energie ed anche la voglia di giocare come succede a tutti i nostri amici pelosetti.
“Andava avanti da 3 settimane”: il recupero del cucciolo tiene tutti col fiato sospeso
Per settimane un cucciolo è rimasto chiuso in un’auto sotto il sole, rischiando ogni giorno di morire nel parcheggio. In un parcheggio della Drôme, in ... Leggi tutto
Per settimane un cucciolo è rimasto chiuso in un’auto sotto il sole, rischiando ogni giorno di morire nel parcheggio.
In un parcheggio della Drôme, in Francia, c’era un piccolo cane che trascorreva le sue giornate chiuso dentro un’automobile. Da fuori sembrava quasi invisibile, uno dei tanti veicoli lasciati lì per ore. Ma all’interno c’era un cucciolo di appena due o tre mesi che rischiava seriamente di non sopravvivere.
“Andava avanti da 3 settimane”: il recupero del cucciolo tiene tutti col fiato sospeso – amoreaquattrozampe.it
A segnalare la situazione sono stati alcuni cittadini preoccupati, stanchi di vedere quel pelosetto intrappolato sempre nello stesso posto. Secondo quanto raccontato, la situazione andava avanti da circa tre settimane.
Ore chiuso in macchina sotto il sole
Quando gli agenti del Pôle Enquêtes Maltraitance sono arrivati sul posto, hanno trovato il cucciolo dentro il veicolo con i finestrini leggermente abbassati. Il proprietario ha spiegato che il cane veniva fatto uscire ogni due ore e che a pranzo faceva anche una passeggiata più lunga.
Ma per i soccorritori il problema restava gravissimo. Anche pochi minuti possono diventare fatali per un cane lasciato in auto, soprattutto in un parcheggio esposto al sole. La temperatura all’interno dell’abitacolo può salire rapidamente, trasformando la macchina in una trappola soffocante. E un cucciolo così piccolo è ancora più vulnerabile.
Fa impressione pensare che quell’animale passasse gran parte delle sue giornate aspettando da solo dentro un abitacolo caldo, senza capire cosa stesse succedendo.
I soccorritori intervengono immediatamente
Gli investigatori hanno deciso di intervenire subito, senza lasciare spazio a ulteriori giustificazioni. Hanno spiegato chiaramente al proprietario che quella situazione doveva terminare immediatamente.
Secondo quanto riportato dagli stessi soccorritori, il rischio per la vita del cane era concreto. Non si trattava semplicemente di una scelta discutibile, ma di una condizione potenzialmente mortale.
Il proprietario avrebbe riferito che si trattava di una sistemazione temporanea legata al lavoro, ma gli agenti hanno comunque imposto un cambiamento immediato per garantire la sicurezza del cucciolo.
Adesso il piccolo è al sicuro
Fortunatamente la storia non si è trasformata in tragedia. Dopo l’intervento, il cucciolo è stato messo al sicuro e il caso continua a essere monitorato dalle autorità.
Resta però l’amarezza per una situazione che sarebbe potuta finire molto peggio. A volte si sottovaluta quanto possa essere pericoloso lasciare un animale in auto, anche con i finestrini aperti o “solo per poco”.
Quel piccolo cane, senza poter scegliere né scappare, dipendeva completamente dalle decisioni degli esseri umani intorno a lui. E se nessuno avesse segnalato la situazione, probabilmente avrebbe continuato a vivere ogni giorno chiuso in quell’abitacolo rovente, invisibile agli occhi di quasi tutti.
“Ogni animale merita una possibilità”: Claudia di Amore a quattro zampe intervista Maddalena Morandini di No Cage APS
Scopriamo la storia e che cosa ci svela Maddalena Morandini di No Cage APS, una intervista di Claudia di Amoreaquattrozampe. La storia che vi vogliamo ... Leggi tutto
Scopriamo la storia e che cosa ci svela Maddalena Morandini di No Cage APS, una intervista di Claudia di Amoreaquattrozampe.
La storia che vi vogliamo far conoscere oggi non è un salvataggio particolare ma una intervista interessante che potete anche vedere e sentire, la troverete nel corpo dell’articolo.
“Ogni animale merita una possibilità”: Claudia di Amore a quattro zampe intervista Maddalena Morandini di No Cage APS-amoreaquattrozampe.it
Claudia, infatti, ha incontrato Maddalena Morandini dell’associazione No Cage APS. Scopriamo insieme di che cosa hanno parlato.
Maddalena Morandini risponde alle domande di Claudia
Come prima cosa iniziamo cercando di capire come mai Maddalena ha deciso di aprire una associazione e come possiamo immaginare è la passione e l’amore per gli animali. Circa 20 anni addietro ha iniziato a frequentare con costanza rifugi e canili vedendo delle situazioni davvero particolari.
Maddalena Morandini risponde alle domande di Claudia-amoreaquattrozampe.it
Maddalena, nello stesso periodo prende anche il brevetto come educatrice cinofilo. Per un anno e mezzo da questo brevetto capisce che questa non è la sua strada. Lei voleva avere a che fare con i cani meno fortunati e non con i vari proprietari!
Ecco quindi che nasce l’associazione con lo scopo di educare i cani provenienti da rinunce o da abbandoni e fare in modo che vengano rieducati e che si possano adottare, per dare lo una seconda vita ma questa volta felice.
In questo momento presso l’associazione ci sono presenti circa 25 cani che stanno bene e che possono essere adottati e dare amore a delle famiglie che lo aspettano. Una vera e propria seconda opportunità. Parlando poi con Maddalena ci ha svelato che lavorando principalmente con cani di taglia grande molti restano per lunghi periodo con lei.
Alcuni hanno anche lasciato, come possiamo immaginare dei ricordi particolari, Maddalena parli di due in particolare, il primo veniva da una famiglia che non lo sapeva gestire e lo voleva sopprimere mentre il secondo da una storia di tre canili ed era arrivato molto molto magro.
Con il tempo e le dovute cure si sono rivelati due cani eccezionali che hanno lasciato dei ricordo bellissimi perché erano grati a Maddalena della seconda possibilità data loro.
Quali sono i consigli che possiamo seguire se vogliamo prende in adozione un cane. Come prima cosa di non guardare solamente i cuccioli ma di guardare anche i cani adulti che meritano una seconda vita. E’ un altro atteggiamento, perché il rapporto che si crea ti riempie di gioia.
Per parlare degli aspetti pratici la squadra che lavora con Maddalena è molto ridotta, sostanzialmente sono lei ed il suo socio. Troviamo poi Sara che è una volontario e loro tre sono il baluardo dell’associazione.
Il terreno sul quale si trova l’associazione è diviso in vari giardini tutti recintati con una casetta coibentata ed il proprio vascone dell’acqua, questo ovviamente va a discapito dell’avere tanti cani ma i nostri amici a quattro zampe sicuramente ringraziano per lo spazio.
Ci sono anche dei gruppi di socializzazione in questo modo i cani possono trascorrere del buon tempo in compagnia.
Come vedi oggi Claudia ci ha fatto conoscere una associazione molto interessante. Facci sapere che cosa ne pensi anche tu.
Quel cane randagio tornava sempre lì e piangeva senza sosta: quando scoprono perché restano senza parole
Ogni notte tornava davanti a quella casa e piangeva in silenzio, come se stesse aspettando qualcuno che non sarebbe più arrivato. Per giorni gli abitanti ... Leggi tutto
Ogni notte tornava davanti a quella casa e piangeva in silenzio, come se stesse aspettando qualcuno che non sarebbe più arrivato.
Per giorni gli abitanti di Gardena, vicino Los Angeles, hanno visto un Husky randagio sdraiarsi sempre nello stesso punto del marciapiede. Restava davanti a una casa e durante la notte piangeva. Poi si allontanava per le strade della città, spaventato e diffidente verso chiunque cercasse di avvicinarsi.
Quel cane randagio tornava sempre lì e piangeva senza sosta: quando scoprono perché restano senza parole – amoreaquattrozampe.it
Quel cane, poi chiamato Angel, sembrava vivere in uno stato di continua paura. Quando il soccorritore Nima Nasseri è arrivato sul posto insieme alla sua squadra, ha capito subito che dietro quel comportamento si nascondeva qualcosa di molto doloroso. I volontari hanno scoperto che la famiglia con cui viveva sarebbe stata portata via dagli agenti dell’immigrazione americana. Da allora il cane aveva continuato a tornare davanti a quella casa, quasi come se aspettasse ancora il loro ritorno.
La fiducia conquistata con pazienza
I soccorritori hanno iniziato a tornare ogni giorno per cercare di conquistare la sua fiducia. Non è stato semplice. Angel non voleva farsi toccare e si allontanava appena qualcuno provava ad avvicinarsi troppo. Non mostrava aggressività, solo un’enorme paura.
La fiducia conquistata con pazienza – amoreaquattrozampe.it
Un giorno è stato visto insieme a un altro cane randagio, molto più socievole. Quando quest’ultimo si è avvicinato ai volontari per ricevere coccole, tutti hanno sperato che Angel capisse finalmente di essere al sicuro. Ma il trauma era ancora troppo forte.
Alla fine i soccorritori hanno deciso di mettere in salvo prima l’altro cane e poi tornare da lui con più calma. Hanno preparato delle trappole con del cibo e, dopo diversi tentativi, sono riusciti finalmente a recuperarlo senza spaventarlo ulteriormente.
I primi piccoli segnali di speranza
Angel è stato portato dal veterinario e riunito al suo amico. I volontari del rifugio Stacy Hope Rescue hanno iniziato a occuparsi di lui, mentre l’associazione Redemption Tails ha avviato un percorso per aiutarlo a fidarsi di nuovo delle persone.
I primi giorni sono stati molto delicati. Il cane era così terrorizzato da non riuscire nemmeno a camminare e i soccorritori dovevano prenderlo in braccio per spostarlo. Poi, lentamente, qualcosa è cambiato. Il secondo giorno ha iniziato a fare qualche passo. Il terzo ha scodinzolato annusando gli altri cani presenti nel rifugio.
Sono segnali piccoli, ma importantissimi. Dopo tutto quello che ha vissuto, Angel sta finalmente iniziando a capire che esistono ancora persone pronte a proteggerlo e a volergli bene.
Gatto trovato in condizioni terribili per strada: pochi mesi dopo è irriconoscibile
Una storia che ha davvero dell’incredibile e si stenta a credere quanto é successo. Andiamo a capire meglio cosa è accaduto a questo gattino, è ... Leggi tutto
Una storia che ha davvero dell’incredibile e si stenta a credere quanto é successo. Andiamo a capire meglio cosa è accaduto a questo gattino, è un vero e proprio miracolo!
Quando ci troviamo davanti a questi eventi così eccezionali non possiamo fare altro che chiederci come sia passibile che sia accaduto veramente.
Gatto trovato in condizioni terribili per strada: pochi mesi dopo è irriconoscibile-amoreaquattrozampe.it
La storia di questo gattino di appena due mesi ha letteralmente dell’incredibile. Andiamo a scoprire insieme di che cosa si tratta e come è accaduto.
Il Gattino ed il suo salvataggio incredibile
Una storia davvero che ci farà commuovere dove tutto sembra incredibile. Noi oggi ti vogliamo parlare di un gattino completamente ricoperto di piaghe e croste sulla pelle. Non aveva neanche un piccolo spazio senza.
Il Gattino ed il suo salvataggio incredibile-amoreaquattrozampe.it
Ma non solamente, era anche emaciato e si capiva immediatamente che non aveva del cibo a sufficienza, ma trovandosi sulla strada era difficile il contrario.
Ecco però che Renata decide di filmare questo gattino e di fare tutto quello che poteva per salvarlo. Lo porta come prima cosa a casa e poi fissa un appuntamento presso una clinica veterinaria. I dottori hanno spiegato immediatamente alla donna che la situazione era molto grave.
Dopo i primi accertamenti medici, infatti, si è capito che il piccolo gattino stava combattendo contro diverse infezioni allo stesso tempo. La donna si rifiuta di abbandonare il gatto in queste condizioni e lo chiama Renatinho.
Cerca in tutti i modi di dare le migliori cure possibili per farlo sopravvivere. Ed ecco che di li a poco iniziano a fare effetto. Il piccolo gattino ritrova le sue forze e le croste che aveva sul suo corpicino iniziano a cadere piano piano.
Ad oggi la sua trasformazione è completa e lo possiamo vedere in splendida forma. E’ un piccolo gatto grigio tigrato che sta bene ed il suo video, con la sua trasformazione ha lasciato senza parole ben 2 milioni di persone su Tik Tok.
Per fortuna ci sono persone come Renata che amano tanto gli animali, come noi, e che cercano di fare tutto quello che possono per aiutarli ma in questo caso sembra un vero e proprio miracolo quanto accaduto a questo cucciolo indifeso che finalmente ha trovato la sua nuova vita fatta di amore e coccole.
Insomma, per una volta una bella storia a lieto fine che ci fa emozionare e ci permette di dire che se ci crediamo veramente possiamo salvare i nostri amici gatti e ricordare che se volete un animaletto che vi faccia compagnia ci sono sempre i canili o gattili, in questo modo daremo una nuova vita a qualcuno che ha un passato difficile e ci vuole dare tanto amore.
Cane crolla a terra davanti ai soccorritori: quello che scoprono sul suo corpo è agghiacciante
Una storia che lascia veramente senza fiato è quanto accaduto a questo povero cane. Andiamo nel dettaglio a scoprirla insieme e dovete veramente tenervi forte ... Leggi tutto
Una storia che lascia veramente senza fiato è quanto accaduto a questo povero cane. Andiamo nel dettaglio a scoprirla insieme e dovete veramente tenervi forte perché è un racconto particolare.
Negli anni vi abbiamo raccontato varie storie di salvataggi, da quelle più facili a quelle eccezionali ma oggi è completamente diverso.
Cane crolla a terra davanti ai soccorritori: quello che scoprono sul suo corpo è agghiacciante- Credi Ct-Amoreaquattrozampe.it
Andremo a conoscere la storia di un cane che crolla a terra per via delle sue agghiaccianti condizioni sul suo corpo. Vi anticipiamo che si tratta di una storia molto forte.
Il cane crolla quando lo stanno soccorrendo, stà troppo male
Parliamo di un povero cane marrone e bianco completamente ricoperto di zecche che faceva molta fatica a stare sulle sue zampe. Camminava solamente per dei piccoli tratti per poi crollare per la spossatezza a terra.
Il cane crolla quando lo stanno soccorrendo, stà troppo male-Credit ct- amoreaquattrozampe.it
Oltre alle zecche visibili sul suo corpo c’erano anche morsi ed altre ferite. Gli agenti di polizia che lo hanno trovato hanno deciso di portarlo immediatamente presso un salone per farlo tolettare e rimuovere i parassiti.
Tutto il team del salone ha lavorato per ben 4 ore di domenica per rimuovere tutte le zecche presenti sul suo corpicino e sono arrivati ad un numero mai visto prima. Parliamo di ben 900 zecche.
Un numero davvero impressionante per un corpo così martoriato. Il cagnolino è stato chiamato Tony ed era bravissimo. Ha fatto lavorare le persone per rimuovere tutte le zecche non lamentandosi mai. Dagli esami del sangue è risultato anche che fosse anemico.
Ha ricevuto, poi, diversi trattamenti specialistici e vari antibiotici. Il piccolo giorno dopo giorno sta recuperando le sue forse con grande stupore dei soccorritori che lo hanno aiutato. Come possiamo immaginare non aveva il microchip, quindi è iniziata una indagine per capire chi fossero i suoi proprietari.
Ed, ovviamente, com’è possibile che si trovava sulla strada in quelle condizioni di così grande sofferenza. Fortunatamente con l’amore degli agenti prima che lo hanno trovato e hanno deciso di portarlo a lavare e poi degli addetti di una clinica veterinaria sta facendo passi da gigante.
Anche in questo caso, come succede spesso, ci troviamo in America e sono iniziate le ricerche anche per dei possibili nuovo proprietari. L’amore e la forza del piccolo Tony non hanno eguali e ci fanno capire, come capita sempre più spesso che i cani, e gli animali in generale, hanno un grande carattere ed attaccamento alla vita dal quale dovremmo tutti noi prendere spunto.
Ovviamente, il nostro augurio è che trovi presto una famiglia che lo riempia d’amore e che situazioni del genere siano sempre meno perché nessuno deve essere messo da parte in questo modo così crudele a cattivo, ricordiamoci che gli animali hanno un cuore come noi!
Ercole trovato in una busta di plastica: la crudeltà che indigna un’intera città
Qualcuno lo aveva chiuso in un sacchetto di plastica e abbandonato nell’erba alta. Ma Ercole respirava ancora, piano, nel silenzio. Da lontano sembrava solo spazzatura ... Leggi tutto
Qualcuno lo aveva chiuso in un sacchetto di plastica e abbandonato nell’erba alta. Ma Ercole respirava ancora, piano, nel silenzio.
Da lontano sembrava solo spazzatura lasciata in mezzo alle sterpaglie. Un sacchetto buttato via come tanti. Poi qualcosa si è mosso. Un movimento lieve, quasi impercettibile, che ha spinto una persona ad avvicinarsi.
Ercole trovato in una busta di plastica: la crudeltà che indigna un’intera città – amoreaquattrozampe.it
Dentro quella busta c’era un cane vivo. Piccolo, anziano, in condizioni terribili. Un Chihuahua di circa 15 anni chiuso lì dentro come se la sua vita non avesse più alcun valore. È così che è stato trovato Ercole, a Roma, salvato solo perché qualcuno ha deciso di fermarsi a guardare meglio.
Chi lo ha visto racconta una scena difficile da dimenticare. Non il classico abbandono di cui purtroppo si sente parlare troppo spesso, ma qualcosa di ancora più crudele. Perché quel sacchetto, lasciato tra erba alta e rifiuti, rischiava di diventare la sua tomba.
Il salvataggio e la corsa contro il tempo
Dopo l’allarme dato da un cittadino, sul posto è intervenuta la Polizia Locale. Ercole è stato recuperato e trasferito rapidamente per ricevere le prime cure.
Le sue condizioni erano molto gravi. Il piccolo cane appariva debilitato, fragile, con importanti problemi dermatologici e un quadro generale già fortemente compromesso dall’età e dalla sofferenza accumulata.
Il salvataggio e la corsa contro il tempo – amoreaquattrozampe.it
Nei giorni successivi la situazione si è aggravata ulteriormente. Una crisi respiratoria improvvisa ha reso necessario il ricovero urgente in clinica. Per ore si è temuto il peggio.
Poi, lentamente, qualcosa ha iniziato a cambiare. Ercole ha continuato a lottare.
Oggi il cane è ancora sotto stretto controllo sanitario. Sta seguendo una terapia antibiotica e cardiologica e resta ospitato presso il canile della Muratella. Ogni piccolo miglioramento viene accolto come una conquista, perché il suo corpo è stanco, ma continua ad aggrapparsi alla vita.
Le domande che restano senza risposta
La storia di Ercole ha scosso moltissime persone, anche perché ci sono ancora tanti punti da chiarire.
Il cane aveva un microchip. Questo significa che era registrato e che esiste un proprietario o comunque qualcuno collegato alla sua identità. Ma cosa sia successo davvero prima di quel ritrovamento è ancora tutto da capire.
Secondo Lndc Animal Protection, il caso meritava fin dall’inizio la massima attenzione investigativa. L’associazione sostiene che non sarebbe stata segnalata adeguatamente né la gravità delle condizioni dell’animale né la modalità con cui è stato trovato.
E qui nasce il problema più grande: capire se dietro quella busta ci sia stato un semplice gesto di abbandono o qualcosa di ancora più grave.
Perché chiudere un cane anziano dentro un sacchetto e lasciarlo tra le sterpaglie non appare come un gesto casuale o superficiale. È un’immagine che fa male anche solo da immaginare.
“Non si può trattare tutto questo con superficialità”. Lndc Animal Protection ha presentato denuncia chiedendo che vengano individuati eventuali responsabili e che il caso venga approfondito senza sottovalutazioni.
Secondo l’associazione, episodi simili non possono essere archiviati frettolosamente, soprattutto considerando il livello di sofferenza inflitto all’animale.
La presidente Piera Rosati ha parlato apertamente di un atto di violenza deliberata, sottolineando quanto sia importante che situazioni del genere vengano affrontate con tempestività e serietà dalle istituzioni. Nel frattempo, la sezione Lndc di Ostia ha presentato richiesta di affido per Ercole.
Una storia fatta di dolore, ma anche di resistenza
Guardando le foto di Ercole colpisce soprattutto lo sguardo. Quello di un cane stremato, fragile, segnato dal tempo e dalla sofferenza, ma ancora incredibilmente dolce.
È difficile capire come qualcuno abbia potuto arrivare a lasciarlo così, chiuso in una busta come un oggetto inutile. Eppure lui è ancora qui.
Respira. Combatte. Resiste. La sua storia oggi è diventata il simbolo di una ferita che molte persone non vogliono più ignorare. Perché dietro casi come questo non c’è soltanto la crudeltà verso un animale indifeso, ma qualcosa che interroga tutti: il modo in cui scegliamo di guardare la sofferenza quando non ha voce per raccontarsi da sola.
Elefante incatenato nel tempio: esplode il caos, un morto e auto sollevate come nulla
Le immagini arrivate dall’India sono sconvolgenti: un elefante agita le catene, solleva automobili e scatena il caos tra la folla. Chi era presente parla di ... Leggi tutto
Le immagini arrivate dall’India sono sconvolgenti: un elefante agita le catene, solleva automobili e scatena il caos tra la folla.
Chi era presente parla di attimi di puro terrore. Nel tempio di Kidangoor Mahavishnu, nello stato indiano del Kerala, una celebrazione si è trasformata improvvisamente in una scena drammatica.
Un elefante maschio tenuto in cattività, identificato come Mayyanad Parthasarathy, ha iniziato ad agitarsi violentemente fino a perdere completamente il controllo. In pochi minuti il cortile del tempio è diventato un inferno di polvere, urla e detriti.
Elefante incatenato nel tempio: esplode il caos, un morto e auto sollevate come nulla – amoreaquattrozampe.it
Nei video circolati online si vede l’animale, ancora incatenato, colpire con forza una vettura bianca parcheggiata. L’auto viene sollevata quasi come fosse un giocattolo, ribaltata e scaraventata più volte mentre le persone cercano rifugio a distanza, impotenti davanti alla scena.
L’elefante si muove in modo confuso, nervoso, evidentemente fuori controllo. Attorno a lui cadono pezzi di muro, veicoli vengono danneggiati e il panico si diffonde rapidamente tra fedeli e residenti.
Una persona ha perso la vita
Il bilancio dell’incidente è pesantissimo. Secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media locali, a perdere la vita sarebbe stato un camionista di nome Vishnu, originario di Kollam. L’uomo si trovava nell’area del tempio durante il caos scoppiato all’improvviso.
Una persona ha perso la vita – amoreaquattrozampe.it
Ferito anche il mahout, cioè il conduttore dell’elefante, che avrebbe tentato disperatamente di calmare l’animale senza riuscirci.
Per quasi due ore la situazione è rimasta estremamente delicata. Sul posto sono intervenuti funzionari forestali e squadre specializzate che hanno cercato di contenere l’elefante prima di riuscire a sedarlo con tranquillanti.
Solo dopo molto tempo l’emergenza è rientrata.
Cos’è il “musth” e perché gli elefanti diventano aggressivi
Secondo quanto emerso, l’elefante sarebbe entrato in musth, una condizione periodica che colpisce gli elefanti maschi e che comporta un forte aumento degli ormoni, accompagnato spesso da nervosismo, tensione e aggressività.
Ma il punto che molti attivisti sottolineano è un altro. Per numerose associazioni animaliste il problema non può essere ridotto soltanto al musth. Da anni, infatti, viene denunciato lo stress enorme vissuto dagli elefanti tenuti in cattività nei templi indiani, soprattutto durante feste religiose e celebrazioni affollate.
Rumore, folla, catene, caldo, spostamenti continui e impossibilità di seguire comportamenti naturali possono trasformarsi in una pressione psicologica enorme per animali così intelligenti e sensibili.
E quando quell’equilibrio si spezza, le conseguenze possono diventare devastanti sia per gli esseri umani sia per gli animali stessi.
Un dibattito che torna ogni volta dopo una tragedia
In Kerala gli elefanti vengono ancora utilizzati durante molte cerimonie religiose e processioni. Per alcuni rappresentano una tradizione culturale radicata. Per altri, invece, questi episodi mostrano chiaramente quanto sia pericoloso continuare a usare animali selvatici in contesti affollati e stressanti.
Ogni volta che accade una tragedia, il dibattito si riaccende. Poi, spesso, cala di nuovo il silenzio. Eppure le immagini di questo elefante incatenato che distrugge automobili nel panico generale fanno sorgere una domanda difficile da ignorare: quanto può sopportare ancora un animale costretto a vivere in condizioni lontanissime dalla sua natura?
Perché dietro quella furia improvvisa molti vedono non soltanto un incidente, ma il segnale di qualcosa che da tempo continua a non funzionare.
Una storia che ti strappa il cuore già dalle prime righe che non puoi dimenticare in alcun modo. Buck ha lottato per la vita mangiando solamente dei biscotti.
Quando tutti noi dobbiamo fare un trasloco, una delle situazioni più stressanti della nostra vita, prendiamo ed impacchettiamo tutto quello che ci occorre facendo attenzione che non si rompano le cose fragili.
Traslocano senza portare via gli animali: Buck lotta per restare vivo dentro quella casa vuota-Credit instagram piercesheriff- Amoreaquattrozampe.it
Ma, questa particolare famiglia, se così vogliamo chiamarla, ha dimenticato di portare via con se tutti gli animali ed il nostro Buck è riuscito a sopravvivere solamente mangiando dei biscotti, cerchiamo di capire meglio i vari passaggi di questa vicenda,
Buck mangia solo dei biscotti dopo essere stato abbandonato
Tutto è iniziato quando gli agenti sono entrati nella contea di Pierce che si trova nello Stato di Washington e, purtroppo, non hanno trovato solamente una casa abbandonata, ma molto di più. Nel silenzio della casa c’era un bellissimo incrocio di cane Pit Bull dal nome Buck.
Buck mangia solo dei biscotti dopo essere stato abbandonato-Credit instagram piercesheriff- Amoreaquattrozampe.it
Era fermo, magrissimo e dallo sguardo impaurito. Attorno a lui pochissimo oggetti. Il 12 aprile, dopo una segnalazione per uno sgombero non avvenuto, arriva l’ufficiale dello sceriffo ed il controllo animali. Gli inquilini non c’erano effettivamente ma avevano lasciato nella casa ancora vari animali.
Non c’era solamente tanto disordine. Buck, chiuso nella camera da letto non aveva acqua o altro cibo fuori da dei biscotti dolci della colazione, rimasti li da un tempo non ben identificato e questa è stata la sua fortuna.
Stando alle notizie riportate dagli agenti il cane ha vissuto mangiando questo. Non si può assolutamente sapere da quanto tempo Buck viveva da solo ma, il suo corpo magrissimo ci fa capire che non erano pochissimi giorni.
Nell’abitazione, però, non era l’unico animale che è stato trovato in condizioni critiche. C’erano anche due draghi barbuti ma deceduti, un geco mummificato. Mentre, vivi, ma molto disidratati e magrissimi c’erano altri esemplasi.
Sono stati trasportati tutti in strutture specializzate dove riceveranno le giuste cure. Il caro Buck è stato dato in affidamento alla Tacoma Humane Society ed anche lui riceve le cure per riprendersi completamente. Ovviamente adesso il suo futuro dipende dal proprietario che ha un tempo limitato per reclamarlo, altrimenti viene dato in adozione.
Le immagini che hanno diffuso le autorità praticamente parlano da sole e sono difficile da ignorare. Purtroppo per legge il proprietario ha ancora modo di riprendere il cane ma con la sua forza Buck troverà la soluzione migliore per stare bene, come gli altri esemplari trovati in casa.
L’ordinanza che fa discutere: fino a 500 euro di sanzione per chi lascia la pipì del cane senza lavarla
A volte basta una passeggiata col cane per far nascere discussioni tra vicini. Succede soprattutto quando certi odori diventano insopportabili. A Livorno il Comune ha ... Leggi tutto
A volte basta una passeggiata col cane per far nascere discussioni tra vicini. Succede soprattutto quando certi odori diventano insopportabili.
A Livorno il Comune ha deciso di intervenire in modo piuttosto severo su un tema che, ogni estate, torna a far parlare cittadini e commercianti: la pipì dei cani lasciata sui marciapiedi, vicino ai negozi o ai portoni delle abitazioni. Dal 20 maggio al 31 ottobre entrerà infatti in vigore una nuova ordinanza firmata dal sindaco Luca Salvetti che obbligherà chi porta a spasso il proprio cane ad avere con sé dell’acqua per pulire immediatamente le urine lasciate in strada.
L’ordinanza che fa discutere: fino a 500 euro di sanzione per chi lascia la pipì del cane senza lavarla – amoreaquattrozampe.it
Chi non rispetterà la regola rischierà una multa che può andare da 25 fino a 500 euro. Una cifra importante che ha già acceso il dibattito online e non solo. C’è chi considera questa decisione una forma di rispetto verso la città e chi invece pensa che si stia esagerando.
Il problema degli odori e delle segnalazioni
La questione, in realtà, non riguarda direttamente gli animali ma il comportamento delle persone. È questo il punto che continua a creare tensioni nelle città. Ci sono proprietari molto attenti che raccolgono sempre le deiezioni e cercano di lasciare puliti gli spazi pubblici, e altri che invece ignorano completamente il problema.
Il problema degli odori e delle segnalazioni – amoreaquattrozampe.it
Con il caldo la situazione peggiora. Alcuni residenti lamentano da tempo cattivi odori persistenti sotto i portoni, vicino alle vetrine dei negozi o persino sulle ruote delle auto e degli scooter parcheggiati lungo la strada. Ed è proprio dopo numerose segnalazioni che l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire con questa ordinanza.
Nel regolamento si specifica che chi conduce cani in aree pubbliche o aperte al pubblico dovrà avere “appositi contenitori d’acqua” da usare subito dopo che l’animale ha urinato su superfici pavimentate, arredi urbani o mezzi parcheggiati. Inoltre sarà vietato lasciare che i cani facciano pipì vicino agli ingressi di abitazioni, uffici e negozi.
Una scelta che divide cittadini e proprietari di cani
La decisione presa a Livorno sta facendo discutere parecchio anche sui social. Molte persone sostengono che sia semplicemente una questione di educazione e convivenza civile, mentre altre ritengono che controllare davvero il rispetto di questa regola sarà molto difficile.
La città toscana, comunque, non è la prima ad aver introdotto misure simili. Anche altri Comuni italiani negli ultimi anni hanno scelto di intervenire per limitare problemi legati al degrado urbano e ai cattivi odori durante il periodo estivo.
Alla fine il tema resta sempre lo stesso: non è il cane il problema, ma il senso civico di alcune persone. E quando mancano attenzione e rispetto degli spazi comuni, a pagarne le conseguenze finiscono anche tutti quei proprietari che, invece, si comportano correttamente ogni giorno.
Torvi, il cane che pareva scolpito nel gesso e invece stava solo aspettando aiuto
Una storia davvero triste e che ci lascia senza parole, ecco che cosa è successo a questo povero cane, sembra davvero incredibile una cosa del ... Leggi tutto
Una storia davvero triste e che ci lascia senza parole, ecco che cosa è successo a questo povero cane, sembra davvero incredibile una cosa del genere.
In tantissimi avevano notato questo cane ma che ad un primo sguardo non sembrava vero, anzi, per molti era scolpito nel gesso.
Torvi, il cane che pareva scolpito nel gesso e invece stava solo aspettando aiuto-Credit instagram sandypawsrecue- amoreaquattrozampe.it
Purtroppo però la cruda verità si rivela dopo poco, ecco che lei è il piccolo cane Torvi. Ma andiamo a capire meglio che cosa è successo e come. Una storia davvero commovente.
Il cane Torvi che sembrava una statua
Quando è stato trovato sembra impossibile capire che si trattava di un cane perché aveva un aspetto molto più simile a quello di un vecchio materasso abbandonato da tempo. Ma dove si trovava? Lungo il giaciglio di una strada che lui aveva adibito a sua cuccia.
Il cane Torvi che sembrava una statua-Credit instagram sandypawsrecue- amoreaquattrozampe.it
Senza nessun tipo di copertura e solamente a pochi metri dalla casa di chi si doveva prendere cura di lei. Tutto accade a El Paso in Texas dove un cane Siberian Husky si era trasformato in una statua di gesso irriconoscibile.
Il suo nome, come vi abbiamo indicato prima è Torvi. La sua pelle era tutta infiammata ed aveva delle croste molto dolorose per tutto il corpo. Il peso era quasi completamente inesistente e lasciava lo spazio a ferite varie ed infezioni.
Il suo corpo? Ovviamente magrissimo e raccontava tutto quello che ha dovuto subire senza dire una parola. Per alcune settimane qualcuno aveva visto e segnalato ma all’arrivo di un volontario si è trovato davanti un rifiuto, il motivo?
Il cane aveva un proprietario che non voleva cederla. Diceva che l’avrebbe fatta accoppiare un giorno e che gli avrebbe fruttato dei soldi, pensando solamente che quel corpo affaticato fosse utile per lui, come se tutte le sofferenze non avevano un peso.
Poi, fortunatamente qualcosa cambia, forse la forte pressione o l’impossibilità di negare quello che era molto evidente, Torbi viene ceduta. Ecco quindi che viene portata con la massima urgenza da unveterinario che constata le sue condizioni critiche.
Chi l’ha vista ha detto che era la prima volta di un caso così estremo. Le cure sono iniziate con trasfusioni di sangue, flebo, farmaci e vari trattamenti per la pelle che aveva la rogna ed altri infezioni. Il suo corpo aveva affrontato tutto ma non ha mai smesso di lottare.
Il dolore piano piano ha iniziato a diminuire e lei ha capito che qualcosa, finalmente, stava cambiando. La sua trasformazione non è stata solamente fisica ma anche mentale, ha iniziato, infatti, a farsi toccare. Non ringhia e non si rifiuta come all’inizio.
Il suo percorso di recupero continua, ci vuole ancora tempo. Ha bisogno delle cure necessarie ma non è più una statua invisibile a tutti. E’ tornato un cane che cerca amore e ne restituisce. Una storia come questa fa veramente male, oltre alla crudeltà parliamo anche di indifferenza fino a quando qualcosa ha deciso che era giunto il momento di dire basta.
Tra i sacchi della spazzatura nota un orsacchiotto immobile: pochi secondi dopo arriva lo shock
Pensava fosse un vecchio orsacchiotto buttato tra i rifiuti, poi quel piccolo corpo bianco ha iniziato improvvisamente a respirare. Dentro un cassonetto, e quella che ... Leggi tutto
Pensava fosse un vecchio orsacchiotto buttato tra i rifiuti, poi quel piccolo corpo bianco ha iniziato improvvisamente a respirare.
Dentro un cassonetto, e quella che sembrava una mattina qualunque si è trasformata in una storia difficile da dimenticare. Era una fredda mattina di novembre quando Eva Eftekhar è uscita per buttare la spazzatura, come faceva ogni giorno. Un’abitudine semplice, quasi meccanica. Stavolta però qualcosa ha attirato la sua attenzione.
Tra i sacchi della spazzatura nota un orsacchiotto immobile: pochi secondi dopo arriva lo shock – amoreaquattrozampe.it
I sacchi erano particolarmente pesanti e, prima di lasciarli cadere nel cassonetto, ha guardato dentro per controllare che non si rompessero. È stato allora che ha notato una piccola massa bianca e soffice sul fondo. Sembrava un orsacchiotto sporco abbandonato tra i rifiuti, con la testa infilata dentro una scatoletta di latta.
Poi quel “peluche” ha respirato. In quel momento Eva ha capito che si trattava di un animale vivo e ha subito chiamato sua figlia Yasmin. Le due, inizialmente confuse dalla magrezza estrema dell’animale, hanno persino pensato potesse essere un furetto. Ma non c’era tempo da perdere.
Con una scala e tantissima cautela, Eva è scesa nel cassonetto e ha recuperato quel piccolo corpo tremante, avvolgendolo delicatamente in un asciugamano.
Una gattina stremata ma ancora viva
La scena che si sono trovate davanti era straziante. Era una gattina bianca, magrissima, sporca e completamente priva di forze. Restava immobile, quasi senza reagire, come se si fosse ormai arresa.
La scatoletta incastrata sulla testa rischiava di diventare una trappola mortale. Per fortuna era rimasto un piccolo spazio che le permetteva ancora di respirare. Yasmin ha raccontato che la gattina appariva apatica, come se avesse smesso di lottare.
Le due donne si sono precipitate dal veterinario senza cercare di rimuovere la lattina da sole, per evitare di ferirla ulteriormente. E lì è arrivata la sorpresa più incredibile: nonostante le condizioni terribili in cui era stata trovata, la micia non aveva fratture né gravi ferite.
Aveva anche un microchip, ma non risultava associato a nessun proprietario.
Da un cassonetto a una nuova vita
Due giorni dopo quella scoperta, la gattina era già diventata ufficialmente parte della famiglia Eftekhar. L’hanno chiamata Angel, e forse un nome più adatto non poteva esserci.
Da un cassonetto a una nuova vita – amoreaquattrozampe.it
All’inizio non è stato facile. Angel mangiava in modo compulsivo, come se temesse di restare di nuovo senza cibo, e non si fidava degli esseri umani. Graffiava chiunque cercasse di accarezzarla e sembrava non conoscere né il gioco né le coccole.
Col tempo però qualcosa è cambiato. Yasmin ha scelto di rispettare i suoi tempi, lasciando che fosse la gattina ad avvicinarsi spontaneamente. Giorno dopo giorno Angel ha iniziato a capire di essere finalmente al sicuro.
Oggi quella micia trovata nella spazzatura dorme nel letto, cerca attenzioni, pretende baci e gioca serenamente con l’altro gatto di casa. E pensare che tutto è iniziato con un piccolo movimento notato in fondo a un cassonetto, dove qualcuno forse credeva di aver gettato via soltanto un animale indesiderato.
Diventano virali… poi invisibili: il dramma di oche e anatre su TikTok
Un fenomeno in preoccupante ascesa: oche e anatre virali su TikTok poi abbandonate, come tanti altri animali ‘acchiappa-like’ sui social. In un mondo dominato dall’Intelligenza ... Leggi tutto
Un fenomeno in preoccupante ascesa: oche e anatre virali su TikTok poi abbandonate, come tanti altri animali ‘acchiappa-like’ sui social.
Oche e anatre virali su TikTok e poi abbandonate: un fenomeno dilagante e preoccupante (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)
In un mondo dominato dall’Intelligenza Artificiale, in cui i sentimenti e le capacità dell’uomo faticano a trovare spazio, anche gli animali vengono trattati alla stregua di oggetti. Oche e anatre divengono virali su TikTok e poi abbandonate, quando il loro ruolo di ‘acchiappa-like’ cade inesorabilmente. Un fenomeno preoccupante che sta dilagando con questi e tanti altri animali, soprattutto cuccioli di cane, che è assolutamente da frenare in questo mondo robotico e sempre più dominato da logiche ben lontane da quelle umane.
Oche e anatre virali su TikTok e poi abbandonate: un fenomeno dilagante (e preoccupante)
Chi utilizza la piattaforma social di TikTok sicuramente si sarà imbattuto più volte in quei video che hanno come protagoniste oche e anatre, che si esibiscono in una sorta di balletti. Ma quando i riflettori si spengono e non c’è più bisogno di loro, che fine fanno questi animali? Per fortuna c’è ancora chi se lo chiede, ed è Luigi Carrozzo, animalista e attivista di Napoli.
Quando questi animali, in particolare cuccioli di cane, non sono più ‘utili’ per la realizzazione di brevi video da postare sulla piattaforma, cosa ne fanno gli improvvisati padroni? Se ne disfano, come se fossero oggetti ormai divenuti desueti e inutilizzabili. E chi si prenderà cura di loro? Luigi Carrozzo riesce a salvare tanti di questi animali, ma di certo non tutti.
La condanna arriva quando questi uccelli diventano troppo grandi e poco ‘attraenti’ sullo schermo di un cel, sempre più unica superficie su cui si posano gli occhi di tutti, giovani e meno. Lui le ha soprannominate ‘paparelle di TikTok’, ma lungi dall’essere ironico, lancia un allarme sulla loro condizione post abbandono.
Oche e anatre virali su TikTok e poi abbandonate: ‘Non fatelo!’
Pochi secondi di visibilità, quelli che creano godimento non tanto in chi guarda bensì in quelli che acquistano questi uccelli acquatici per pochi euro e poi li riportano ai negozi dove le hanno comprate, o peggio le abbandonano per strada. Un destino crudele quello che attende tutti quegli animali che non sono affatto tutelati, poiché tutto dipende dalla mano dell’uomo spesso crudele e ben poco rispettoso nei loro confronti.
Oche e anatre virali su TikTok e poi abbandonate: quando non servono più per i video, vengono lasciate nei parchi o riportate ai negozi (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)
Spesso si leggono notizie di ritrovamenti e di salvataggi di alcuni esemplari, anche in condizioni molto critiche, ma ciò che preoccupa è la superficialità che muove queste azioni spregevoli. Spesso potrà capitarci di vedere alcuni esemplari nei parchi pubblici, lasciati lì appunto da ex padroni (o meglio ‘registi’ di video di TikTok).
Lo zoologo Konrad Lorenz lo chiamava ‘tradimento biologico’, secondo il quale animali e creature innocenti sono vittime della brutalità umana, che va appunto contro la loro stessa natura. Non è un fenomeno solo italico ma ormai internazionale e a fare affari sono i venditori senza scrupoli, che sono ormai i fautori di un vero e proprio business.
Tre anni con Lella, l’asina che ha insegnato quanto può essere profondo un legame
Una giornata particolare ed una amicizia altrettanto speciale che ci permette di capire quanto importante possa essere un legame. Andiamo a scoprilo meglio insieme. Oggi ... Leggi tutto
Una giornata particolare ed una amicizia altrettanto speciale che ci permette di capire quanto importante possa essere un legame. Andiamo a scoprilo meglio insieme.
Oggi è una giornata di festa, si spengono ben tre candeline, anche se lo sappiamo che per quanto riguarda gli animali non è per come accade con noi, per quanto riguarda l’importanza. Una data simbolica che ci permette spesso di fare bilancia e di sognare i progetti futuri.
Tre anni con Lella, l’asina che ha insegnato quanto può essere profondo un legame-Credit Instagram asina_giacomina
Ma oggi festeggia tre anni di amicizia e di zoccolate schivate e di altre prese ma, allo stesso tempo anche di sguardi amorevoli. Sei entrata nella nostra vita quando non conoscevamo nulla di asini ragusani ma con il tempo ci siamo conosciute. Vi vogliamo raccontare una storia particolare, continuare a leggere.
L’asina Lella e la sua storia con la sua proprietaria
Un racconto di un amore platonico che nasce da anni addietro, una famiglia particolare che include degli asini che sono diventati il vero fulcro. Parliamo della mamma dell’asina Lella con il quale si hanno molti punti in comune.
L’asina Lella e la sua storia con la sua proprietaria-Credit Instagram asina_giacomina
Tornando indietro nel tempo il primo anno di vita, e di esperienza insieme, è stato molto complicato, come per tutte le mamme. La sua proprietaria è una donna, come si definisce lei stessa, mamma ansiosa siciliana e perfezionista.
La sua asina, come farebbe un bambino piccolo, rispondeva con corse all’impazzata e calci vari e tornava, puntualmente dalla sua mamma biologica per essere la sua ombra. Due asini che dovevano destreggiarsi con le paure della proprietaria.
Dopo circa un anno, questa donna è riuscita ad avverare il suo sogno ovvero una fattoria tutta sua dove qualsiasi cosa era magico! Con tanto di frutteto.
Le asine si sono ambientate in pochissimo tempo e si sono riadattate in base alle necessità che avevano e, con il passare del tempo si sono conosciuti tutti meglio. E’ nata poi Mimì e adesso, dopo un anno e mezzo tutto funziona ed è perfettamente in equilibrio.
L’asina Lella è una perfetta sorella maggiore che gli è accanto giocando e mostrando il mondo com’è. Dal canto suo, la mamma é ferma e decisa, decide lei quando allattarlo oppure quando è il momento di dormire e non c’è niente che le fa cambiare idea.
Mamma Giacomina è come tutte le mamme, incline alla gentilezza perché educa, osserva e controlla sempre tutto. La sorella maggiore, Lella è diventata un asino in crescita che sta diventando sempre più ospitale con gli umani.
Sempre autonoma e decisa. Tre anni sono una età importante perché parliamo di una giovane adulta. La mamma Giacomina ne ha sette ed è ancora giovanissima ma allo stesso tempo super affidabile ed ha imparato a gestire tutto.
Insomma la saggia di una famiglia allargata! Amare è qualcosa di davvero speciale e vuol dire proprio questo, amare accudire e sognare insieme. Auguri a questa famiglia incredibile dove l’amore è la base di tutto.
Il circo dice addio agli elefanti e Viola può finalmente lasciarsi il passato alle spalle
Non li vedremo mai più da loro: il circo Jordan World elimina gli elefanti dagli spettacoli e libera l’elefantessa Viola, che potrà finalmente godersi la ... Leggi tutto
Non li vedremo mai più da loro: il circo Jordan World elimina gli elefanti dagli spettacoli e libera l’elefantessa Viola, che potrà finalmente godersi la vecchiaia.
Circo Jordan World elimina gli elefanti dai suoi spettacoli e libera l’elefantessa: ora Viola è libera (Screenshot Foto Facebook@il mio cane bau-amoreaquattrozampe.it)
Non sarà mai più costretta ad esibirsi al pubblico e finalmente, dopo anni e anni di fatiche in giro per il mondo, può godersi la sua vecchiaia perché l’hanno ‘licenziata’. Il circo Jordan World elimina gli elefanti dai suoi spettacoli e libera l’elefantessa Viola, che ora potrà finalmente godersi la vecchiaia. Ma come si è arrivati a questa decisione e qual è la situazione qui in Italia? Tutte le informazioni a riguardo.
Circo Jordan World elimina gli elefanti dai suoi spettacoli e libera l’elefantessa
Quel circo, famoso in tutti gli USA, aveva attirato l’attenzione di molti per una delle sue protagoniste, l’elefantessa Viola che era scappata il 17 aprile 2024. L’animale, che all’epoca aveva già 58 anni, aveva creato il panico a Butte, nel Montana, perché aveva cercato di farsi un bagno prima dell’inizio dello spettacolo, immergendosi nella folla. Pochi giorni fa si è assistito a un evento simile, quando una tigre è scappata dal circo durante lo spettacolo.
Circo Jordan World elimina gli elefanti dai suoi spettacoli e libera l’elefantessa: la vecchia pubblicità di uno show (Screenshot Foto Facebook@the jordan world circus-amoreaquattrozampe.it)
Sebbene l’episodio, durato in tutto 20 minuti, avesse suscitato ilarità ma anche paura nelle persone che hanno assistito alla scena e si fosse concluso in breve tempo con l’intervento degli operatori del circo che hanno ‘catturato’ l’elefantessa fuggita, si sono accese le luci sulle condizioni di vita in cui versavano gli animali che si esibivano davanti a un pubblico, spesso presi in affitto da gestori crudeli come il Carson & Barnes Circus.
Da quel momento non sono mancate manifestazioni, 600mila email di sostenitori e le proteste ufficiali da parte della PETA, l’organizzazione no-profit a favore dei diritti degli animali, che hanno raggiunto l’obiettivo: nessun elefante si esibirà più al Circo Jordan World. Viola era già scappata due volte prima del 2024, sia nel 2010 che nel 2014, ma era stata ricatturata e costretta ad esibirsi quasi ogni giorno, nonostante l’età avanzata, in quasi 200 spettacoli.
Ora Viola è libera, anzi ‘liberata’ e i tutti gli amanti della libertà e i sostenitori della dignità degli animali festeggiano.
Circo Jordan World elimina gli elefanti dai suoi spettacoli: cosa succede in Italia?
Sebbene l’esempio del Circo Jordan World costituisca un esempio da seguire, qui in Italia la strada per uno spettacolo che non ‘utilizzi’ gli animali come oggetti di scena appare ancora molto lungo. ma in molti si chiedono come funzioni il circo in Italia e nel mondo. La spettacolarizzazione di queste creature e la loro ‘detenzione’, spesso in condizioni poco degne, è tuttora legale.
Circo Jordan World elimina gli elefanti dai suoi spettacoli e libera l’elefantessa: qual è la situazione in Italia (Foto Canva-amoreaquattrozampe.it)
Sono circa 2mila attualmente gli esemplari impegnati in spettacoli in giro per il mondo e una Legge del 2022 sugli animali da circo, che decretava l’abbandono di questa pratica, la stessa ha subito più volte dei rimandi. Infatti si attende l’applicazione definitiva di questo decreto, rimandato attualmente al 31 dicembre 2026.
Sebbene la Legge lo consenta ancora, molti Comuni hanno vietato l’installazione di circhi che prevedono l’uso di animali nei loro spettacoli, come il sindaco di Bacoli contro il circo con animali. Anche la LAV ha fatto sentire la sua voce, denunciando le condizioni precarie di detenzione, lo stress dei viaggi cui sono sottoposti gli animali e gli addestramenti spesso coercitivi che devono subire.
Anche l’opinione pubblica pare essersi schierata dalla parte delle associazioni animaliste, e accetterebbe con piacere di assistere a show che mostrino solo abilità umane e non animali.
Porta il cane a sopprimere per prenderne un altro: il caso di Peep fa rabbrividire
Se ne sarebbe ‘sbarazzato’ senza troppi problemi e in cambio nel aveva già chiesto un altro: il caso del cane rifiutato portato a sopprimere e ... Leggi tutto
Se ne sarebbe ‘sbarazzato’ senza troppi problemi e in cambio nel aveva già chiesto un altro: il caso del cane rifiutato portato a sopprimere e sostituito dal padrone.
Cane rifiutato è stato portato a sopprimere e ‘sostituito’ dal padrone: la storia di Peep (Screenshot Video TikTok@oh miope-amoreaquattrozampe.it)
Una storia tanto imbarazzante quanto crudele nei confronti di un quattro zampe, trattato senza alcun riguardo: un cane rifiutato è stato portato a sopprimere e ‘sostituito’ dal padrone. Non aveva alcuna diagnosi clinica terminale che costringesse il suo umano a prendere questa decisione, se non perché non lo volesse più: si era stancato di lui e ne voleva un altro, magari che lo divertisse maggiormente. La storia di Pepe getta nuovamente un’ombra sulle adozioni irresponsabili dei quattro zampe.
Cane rifiutato è stato portato a sopprimere e ‘sostituito’ dal padrone: era solo anziano
Non aveva altri ‘difetti’ né patologie che lo rendessero adatto alla eutanasia, spesso unica strada da percorrere in casi terminali e gravi (solo a volte bisogna lasciarlo andare e praticare l’eutanasia al cane), ma non era questo il caso. Peep, questo il nome del cane protagonista di questa vicenda, è stato portato dal suo (ormai ex) padrone a sopprimere.
Cane rifiutato è stato portato a sopprimere e ‘sostituito’ dal padrone: Peep era stressato per l’abbandono (Screenshot Video TikTok@oh miope-amoreaquattrozampe.it)
La motivazione? Era diventato noioso stargli accanto, prendersi cura di lui, accudirlo, soprattutto da quando gli acciacchi della terza età di Peep iniziavano ad essere ‘un problema’ (non per il cane, bensì per il suo padrone). Allora il proprietario aveva ritenuto che il quattro zampe non avesse più le caratteristiche adatte per essere ‘idoneo’ al suo stile di vita e aveva deciso di farlo eliminare.
E l’uomo non ha avuto alcun problema ad ammettere che la sola motivazione alla base della richiesta di eutanasia per l’animale fosse la sua noia per quella razza: voleva prenderne un altro, magari di un’altra razza, perché i Chihuahua come Peep lo avevano ‘stufato’.
Cane rifiutato è stato portato a sopprimere e ‘sostituito’ dal padrone: una nuova vita che fa riflettere
Peep è stato accolto da persone di coscienza, che hanno capito la situazione e non hanno mai preso davvero in considerazione la richiesta di ‘sbarazzarsi’ di lui, ma la vicenda pone un interrogativo: quanto conta la vita di un animale quando lo si adotta? Cosa rischi ad adottare un cane o un gatto se non sei veramente pronto a farlo?
Cane rifiutato è stato portato a sopprimere e ‘sostituito’ dal padrone: le condizioni di Peep migliorano giorno per giorno (Screenshot Video TikTok@oh miope-amoreaquattrozampe.it)
Insomma comprendere che un animale domestico non è né un giocattolo né un oggetto che può essere ‘sostituito’ come nel caso di Peep appare più che mai necessario. Per fortuna lungo la sua strada il quattro zampe ha incontrato i responsabili della Chihuahua Rescue Indiana, che ne hanno rilevato la proprietà e hanno analizzato la sua condizione: il forte stress del cane gli aveva procurato tremori, inappetenza e blocchi comportamentali.
Alla base di tutto vi era una condizione di disagio dovuto all’abbandono del padrone che, unito all’età avanzata di Peep, aveva portato il cane a una situazione di debolezza fisica importante. Ma quando nella sua vita arrivano le persone giuste, anche le sue condizioni fisiche e mentali cambiano e assolutamente in meglio.
La sua storia pone ovviamente degli interrogativi importanti e rafforza l’idea del dovere di responsabilizzare chi decide di prendere con sé un animale: adottare un cane lati positivi e negativi di questa scelta importante da conoscere e valutare ben prima di recarsi in un canile o in altri luoghi per averne uno.
Dopo il lutto una nuova luce di speranza: il cane Theo arriva nella vita del padrone dopo 3 giorni dalla morte del suo quattro zampe Leleco.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: Theo è entrato nella sua vita in punta di piedi (Screenshot Video Instagram@theodorofofao-amoreaquattrozampe.it)
Quando chi si ama muore, resta nel cuore di chi lo ha amato e quando un altro si affaccia nella vita di chi ha subito il lutto ci vuole del tempo fisiologico per accettarlo. Ed è quello che è accaduto quando il cane Theo arriva nella vita del padrone dopo appena tre giorni dalla morte del suo precedente Fido. Ma lo ha fatto con una dolcezza e una delicatezza tali che il suo ingresso non ha affatto infastidito il padrone, anzi lo ha aiutato nel conforto per la sua perdita, dandogli nuove speranze.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: un ingresso in punta di piedi
Non voleva sostituire nessuno, tanto meno il cane Leleco che era andato via appena tre giorni prima, lasciando un vuoto incolmabile nella vita del suo giovane padrone, ma Theo ha saputo farsi apprezzare prima per la sua discrezione e poi per l’amore che era desideroso di donare a quell’uomo che stava soffrendo.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: Leleco ha lasciato un vuoto incolmabile (Screenshot Video Instagram@theodorofofao-amoreaquattrozampe.it)
Quanto aspettare per un nuovo cane dopo la morte del precedente? Nessuno può dirlo, è una scelta soggettiva. Fatto sta che l’uomo non aveva più speranze ed era convinto di non riuscire ad ‘innamorarsi’ più di nessun cane, tanto meno dopo pochissimi giorni. E invece, inaspettatamente, Theo fa ingresso nella sua esistenza e si pone al suo fianco, letteralmente, per fargli compagnia e offrirgli il suo silenzioso appoggio anche mentre il suo umano si lasciava andare a un pianto di disperazione per la perdita di Leleco.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: voglia di routine
Gli sono bastati tre giorni, solo tre giorni, per capire che la sua voglia di routine con un nuovo animale da amare era quello di cui aveva bisogno. Insieme all’assenza del Fido che non c’è più convive quindi quella sensazione di mancanza di abitudine, di regolarità, di quelle azioni che troppo spesso diamo per scontate ma che ormai fanno parte di noi.
Cane arriva nella vita del padrone dopo tre giorni dal lutto: Theo non voleva sostituire Leleco (Screenshot Video Instagram@theodorofofao-amoreaquattrozampe.it)
Inconsapevolmente aveva voglia di instaurare un nuovo legame, una relazione di presenza e appartenenza, che non voleva ‘sostituire’ quella che si era creata con Leleco, bensì voleva confortarlo in quel momento di disperazione e smarrimento. E Theo sembra essere la presenza migliore in quel momento: discreto, silenzioso e soprattutto comprensivo, attende che sia il suo nuovo padrone ad accoglierlo nella sua vita senza forzature.
Lui era lì, anche fisicamente accanto a lui, per aiutarlo: che sia stato lo stesso Leleco a mandarlo? Non si può dire con certezza, ma di sicuro aveva saputo adattarsi alla situazione del lutto in tempi record. Oggi il dolore dell’uomo si è trasformato in nostalgia, in ricordo, in saudade, ma ha fatto spazio ad un nuovo legame, ad una nuova vita che non cancella il passato ma spiana una strada più serena verso il futuro.
Maltrattamenti e crudeltà sugli animali: l’intervista a Enrico Rizzi che ci mostra il lato nascosto della violenza
L’intervista esclusiva all’attivista Enrico Rizzi sui maltrattamenti e le crudeltà messe in atto contro gli animali: il suo punto di vista per Amore a quattro ... Leggi tutto
L’intervista esclusiva all’attivista Enrico Rizzi sui maltrattamenti e le crudeltà messe in atto contro gli animali: il suo punto di vista per Amore a quattro zampe.
L’intervista a Enrico Rizzi da parte della redazione di Amore a quattro zampe: la nostra direttrice responsabile Claudia Colono (Screenshot Video Youtube@amorea quattro zampe-amoreaquattrozampe.it)
Un uomo che non ha bisogno di presentazioni, poiché ha fatto della sua stessa vita una missione per salvare e proteggere il mondo animale: l’esclusiva intervista all’attivista Enrico Rizzi da parte della nostra redazione di Amore a quattro zampe. La nostra direttrice responsabile Claudia Colono pone domande sul mondo animale a 360° per conoscere il suo punto di vista e saperne di più sull’appuntamento del 9 maggio a Roma.
L’intervista a Enrico Rizzi da parte della redazione di Amore a quattro zampe
La nostra direttrice e responsabile di redazione, Claudia Colono, ha intervistato il noto attivista per i diritti degli animali siciliano Enrico Rizzi, che col suo lavoro è divenuto un esponente di punta per dare voce a coloro che non ne hanno. Quando ha capito che la sua missione sarebbe stata quella di proteggere gli animali? Quando a soli 13 anni ha visto un video che lo ha segnato: le immagini ritraevano un maiale sgozzato all’interno di un mattatoio.
L’intervista a Enrico Rizzi da parte della redazione di Amore a quattro zampe: una vita per gli animali che è diventata la sua missione (Screenshot Video Youtube@amorea quattro zampe-amoreaquattrozampe.it)
Da quel momento ha smesso di mangiare carne e, seppur in età molto giovane, ha capito che non voleva contribuire a quel massacro. Quell’episodio traumatico tuttavia gli ha fatto acquisire un nuovo punto di vista sul mondo animale, che negli anni ha continuato ad evolversi: negli anni infatti il suo attivismo è iniziato con l’iscrizione ad un’associazione animalista e a fare volontariato in un rifugio di Trapani (sua città natia).
A soli 15 anni si è reso conto che mancava una figura che fosse in prima linea nella difesa degli animali: non mancavano le denunce ma nessuno si era fino ad allora presentato in prima persona per intervenire fattivamente in quelle situazioni scabrose, come una sorta di avvocato per ‘dare voce a chi non ha il diritto di difendersi da solo”. Non a caso uno dei suoi ultimi interventi vedono in prima linea Enrico Rizzi in un intervento segnalazione cani maltrattati Roma, cui sono seguiti importanti chiarimenti.
L’intervista a Enrico Rizzi: una vita per gli animali
Si definisce ‘un pazzo’, poiché la missione che si è scelto non è facile e spesso ha messo a rischio la sua incolumità fisica, anche dal punto di vista legale, rischiando ogni giorno nuove denunce. Non si sente né un supereroe né un rivoluzionario, ma una persona determinata; dal 2016 ha chiesto e attenuto una forma di protezione fisica.
Gli è capitato infatti di imbattersi in persone senza scrupoli, che andavano a cercarlo a casa per punirlo e scoraggiarlo dal ‘mettere il naso’ in certe situazioni (racconta ad esempio di episodi legati alle corse dei cavalli, molto frequenti nella sua terra come l’episodio a Trapani del sequestro di 82 animali e denuncia per il proprietario). Solo l’amore verso gli animali lo ‘sprona’ a continuare nella sua missione, anche rischiando la sua stessa vita, cosa che indubbiamente gli fa onore.
Spesso lo si accusa di essere aggressivo nelle parole rivolte a chi maltratta, frutto della sua rabbia contro l’indifferenza di altri uomini superficiali e ciechi davanti alla realtà dei fatti. Episodi di maltrattamento sono sparsi in tutta Italia, forse con una percentuale più alta nel Sud Italia, dove abbondano gli ‘omertosi’, così come li definisce lui, ovvero coloro che fanno finta di non vedere.
Manca l’educazione al rispetto della vita, al vivere della società civile, anche da parte dello Stato, che non interviene in supporto. Secondo lui ‘Amare gli animali è una scelta, ma anche chi non li ama deve sempre rispettarli”.
L’appuntamento il 9 maggio ore 16.00 a Roma: non mancate
Si scenderà in piazza Santi Apostoli sabato 9 maggio alle ore 16:00: ci sarà una manifestazione dal profumo internazionale: attualmente, benché non manchino i processi in seguito alle denunce su maltrattamenti degli animali, nessun tribunale d’Italia ha dato il massimo della pena prevista (due anni), che comunque non garantirebbe la reclusione prevista dalla Legge.
L’intervista a Enrico Rizzi da parte della redazione di Amore a quattro zampe: l’appuntamento è per il 9 maggio a Roma (Screenshot Video Youtube@amorea quattro zampe-amoreaquattrozampe.it)
Solo denunciando possiamo ottenere dei risultati, spesso coinvolgendo anche le forze dell’Ordine che, a detta sua, fanno troppo spesso ‘finta di niente’: purtroppo capita sempre più di frequente che si intervenga solo quando la situazione precipita. Enrico Rizzi chiede onestà e rispetto per i cittadini e per gli animali, concetti che rendono un Paese civile.
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La manifestazione vuole dunque smuovere le coscienze e far conoscere meglio qual è la condizione attuale nel mondo animale. questa è una battaglia di civiltà che non ha alcun colore politico. Bisogna combattere l’ignoranza da parte di istituzioni e cittadini, accorciando i tempi dei procedimenti giudiziari e soprattutto mettendo in atto delle pene. Di seguito il video dell’intervista:
Chi scenderà in piazza per gli animali, scenderà in piazza anche per gli altri esseri umani: quella del 9 maggio è la battaglia di tutti, che riguarda tutti, perché ”Chi è violento nei confronti degli animali, è violento anche verso le persone”.