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N 4547

Ibiza, cucciolo di Maltese rischia l’eutanasia dopo aver attraversato il mare con la sua famiglia: salvato all’ultimo momento

Dopo il viaggio disperato attraversando il mare con la sua famiglia, un piccolo Maltese rischiava di morire appena arrivato a Ibiza. Dietro le traversate dei ... Leggi tutto

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Dopo il viaggio disperato attraversando il mare con la sua famiglia, un piccolo Maltese rischiava di morire appena arrivato a Ibiza.

Dietro le traversate dei migranti spesso ci sono storie che non riguardano soltanto le persone. Ci sono bambini, famiglie distrutte dalla guerra o dalla povertà, ma anche animali che vengono trascinati in viaggi estenuanti pur di non essere abbandonati. E questa volta, al centro della vicenda, c’è un cucciolo di Maltese arrivato a Ibiza insieme a una famiglia algerina dopo aver attraversato il Mediterraneo su una piccola imbarcazione.

Ibiza, cucciolo di Maltese rischia l’eutanasia dopo aver attraversato il mare con la sua famiglia: salvato all’ultimo momento – amoreaquattrozampe.it

Il cane era sbarcato lo scorso dicembre sulla spiaggia di s’Estanyol, a Santa Eulària. Appena arrivato sull’isola, però, il suo destino ha preso una piega drammatica. Le autorità sanitarie avevano disposto il sequestro immediato dell’animale per il rischio legato alla rabbia, malattia ancora presente in Algeria. Su di lui pendeva addirittura un ordine di abbattimento.

Una decisione durissima che ha subito acceso proteste e polemiche. Perché quel cane non mostrava alcun sintomo sospetto. Era semplicemente sopravvissuto al mare insieme alla sua famiglia umana, ritrovandosi però improvvisamente solo, chiuso in isolamento e con una condanna già scritta.

Il tribunale ferma l’eutanasia

A cambiare le cose è stato il Tribunale Superiore di Giustizia delle Isole Baleari, che nelle scorse ore ha sospeso provvisoriamente l’ordine di soppressione. Una decisione arrivata dopo il ricorso presentato dal Comune di Santa Eulària, che sin dall’inizio si era schierato per salvare il piccolo Maltese.

Attualmente il cane si trova al Natura Parc di Maiorca, un centro di recupero fauna e parco zoologico situato a Santa Eugènia, dove viene mantenuto in isolamento e controllato costantemente dai veterinari. Le spese, almeno per ora, sono sostenute dal Comune stesso.

I giudici hanno riconosciuto che la tutela della salute pubblica resta fondamentale, ma hanno anche sottolineato come in questo caso esista la possibilità di proteggere contemporaneamente la popolazione e la vita dell’animale. Proprio perché il cane è isolato, monitorato e non rappresenta al momento un pericolo concreto.

C’è poi un altro punto importante nella sentenza: secondo il tribunale, procedere subito con l’eutanasia avrebbe potuto causare un danno irreversibile nel caso in cui il ricorso venisse accolto definitivamente nei prossimi mesi.

Una storia che divide ma fa riflettere

La vicenda continua comunque a far discutere. Da una parte ci sono le rigidissime norme sanitarie previste per gli animali provenienti da Paesi dove la rabbia è ancora diffusa. Dall’altra, però, c’è la storia di un cane che non ha mai dato segni di malattia e che per molti è diventato il simbolo silenzioso di tutte quelle vite trascinate nelle migrazioni forzate.

Per settimane il piccolo Maltese ha vissuto sospeso tra la vita e la morte, senza capire probabilmente nulla di ciò che stava accadendo intorno a lui. Eppure, nonostante tutto, oggi è ancora vivo.

Il suo futuro resta incerto, perché la battaglia legale non è conclusa. Ma questa sospensione rappresenta comunque una speranza. Una pausa in una storia fatta di paura, mare e sopravvivenza, dove anche un cane finisce travolto dalle conseguenze di confini, leggi e decisioni umane.

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2026-05-17 Autore: Aurora De Santis

N 4546

Restituiti alla proprietaria: 101 barboncini erano stati sequestrati dalle autorità perché vivevano nel degrado e nella sofferenza

Per mesi quei piccoli Barboncini hanno vissuto circondati da degrado, paura e strutture considerate pericolose, eppure sono tornati lì. Cento e uno Barboncini erano stati ... Leggi tutto

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Per mesi quei piccoli Barboncini hanno vissuto circondati da degrado, paura e strutture considerate pericolose, eppure sono tornati lì.

Cento e uno Barboncini erano stati sequestrati in provincia di Pisa dopo un intervento della Guardia di Finanza, dei Carabinieri Forestali e dei veterinari della Asl Toscana Centro. Le immagini diffuse dopo il blitz avevano colpito profondamente tante persone: cani ammassati nei box, spazi giudicati non idonei e condizioni igieniche definite molto gravi da chi ha effettuato i controlli.

Restituiti alla proprietaria: 101 barboncini erano stati sequestrati dalle autorità perché vivevano nel degrado e nella sofferenza – amoreaquattrozampe.it

Secondo quanto emerso durante gli accertamenti, gli animali vivevano in strutture precarie, costruite con materiali deteriorati e potenzialmente pericolosi. In alcuni recinti erano presenti reti metalliche sporgenti, lamiere e zone considerate incompatibili con il benessere degli animali. Gli investigatori parlarono anche di sovraffollamento e di ambienti non conformi alle normative regionali dedicate alla tutela degli animali d’affezione.

Per questo motivo il sequestro aveva suscitato una forte reazione pubblica. Tantissime persone avevano chiesto informazioni per adottare i cani e l’Enpa aveva ricevuto oltre 1500 richieste di pre-affido nel giro di appena ventiquattro ore. Una mobilitazione enorme, nata dalla speranza di poter offrire a quei Barboncini una vita diversa.

La decisione del Tribunale del Riesame

Ora però la situazione ha preso una piega che sta facendo discutere associazioni animaliste e cittadini. Il Tribunale del Riesame di Firenze ha infatti disposto la restituzione dei 101 Barboncini alla proprietaria dell’allevamento.

La donna, Roberta Rubini, era già stata condannata in secondo grado dal Tribunale di Trieste a 3 anni e 8 mesi di reclusione per reati legati al traffico illecito di animali da compagnia, associazione per delinquere, truffa nella vendita di cuccioli e falsificazione di pedigree.

Una circostanza che ha reso ancora più forte la reazione dell’Enpa, che nel frattempo era stata nominata custode giudiziario degli animali.

Giusi D’Angelo, vicepresidente nazionale dell’associazione, ha espresso tutta la propria amarezza per questa decisione. Secondo l’Enpa, infatti, le relazioni tecniche raccolte durante i controlli descrivevano una situazione molto seria, con criticità sanitarie, comportamentali ed etologiche che avrebbero richiesto ulteriori approfondimenti.

L’associazione sostiene che non si tratti di semplici irregolarità burocratiche, ma di condizioni che meritano attenzione concreta sul piano della tutela animale. Ed è proprio questo il punto che oggi continua a dividere l’opinione pubblica.

Cosa succederà adesso ai cani

Al momento resta ancora molta incertezza sul futuro dei Barboncini. L’Enpa ha chiesto chiarimenti alla Procura, al Comune e alla Asl per capire quali garanzie verranno adottate per proteggere gli animali dopo il dissequestro.

Anche perché, secondo quanto riferito dall’associazione, la struttura presenterebbe ancora criticità considerate rilevanti. E inevitabilmente in tanti si stanno ponendo la stessa domanda: quei cani saranno davvero al sicuro?

La vicenda ha riacceso il dibattito sul tema degli allevamenti illegali e sui controlli legati al benessere animale. Da una parte ci sono le indagini, le immagini diffuse dopo il sequestro e le testimonianze raccolte durante gli accertamenti. Dall’altra una decisione giudiziaria che ha ribaltato tutto, lasciando molte persone incredule e preoccupate.

E mentre si attendono ulteriori sviluppi, quei 101 Barboncini continuano a rappresentare il simbolo di una storia che sta facendo molto discutere tutta Italia.

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2026-05-16 Autore: Aurora De Santis

N 4545

Cuccioli tra degrado e feci: scoperto allevamento abusivo con 40 cani destinati alla vendita

Dietro quell’allevamento abusivo di cani si nascondeva una realtà fatta di degrado, paura e animali lasciati senza cure C’erano cuccioli costretti a vivere tra i ... Leggi tutto

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Dietro quell’allevamento abusivo di cani si nascondeva una realtà fatta di degrado, paura e animali lasciati senza cure

C’erano cuccioli costretti a vivere tra i loro stessi escrementi, altri pieni di ferite, altri ancora talmente debilitati da riuscire a malapena a stare in piedi. Alcuni si nascondevano negli angoli delle gabbie, spaventati da qualsiasi rumore, mentre altri mostravano evidenti segni di sofferenza fisica e psicologica dopo mesi trascorsi nel degrado più totale.

Allevamento abusivo cani
Cuccioli tra degrado e feci: scoperto allevamento abusivo con 40 cani destinati alla vendita – (Screenshot Video Youtoube@GDF – amoreaquattrozampe.it)

È la scena trovata dalla Guardia di Finanza a Brusimpiano, in provincia di Varese, dove è stato scoperto un allevamento abusivo di cani gestito da due donne che vendevano cuccioli di Yorkshire e Maltesi attraverso annunci pubblicati online e sui social. Dietro quelle fotografie che mostravano cani apparentemente sani e pronti per essere acquistati, si nascondeva invece una realtà fatta di sporco, abbandono e maltrattamenti.

I piccoli vivevano ammassati in gabbie troppo strette, senza cure veterinarie, senza attenzioni e senza alcun rispetto per il loro benessere. Secondo quanto emerso dai controlli, gli animali venivano allevati e messi in vendita come semplici oggetti, destinati a soddisfare la continua richiesta di cani di piccola taglia. Un mercato che continua a crscere soprattutto online, dove spesso il prezzo basso e la fretta di acquistare un cucciolo finiscono per nascondere situazioni drammatiche come questa.

Vivevano tra feci e ferite: così sono stati trovati i 40 cuccioli nell’allevamento abusivo

Quando i finanzieri sono entrati nella struttura si sono trovati davanti uno scenario definito agghiacciante. Ovunque c’erano sporcizia e cattivi odori. Alcuni animali erano denutriti e disidratati, altri presentavano dermatiti, lesioni e ferite provocate anche dall’autolesionismo dovuto allo stress. Molti dei cani erano rinchiusi insieme in spazi strettissimi, senza la possibilità di muoversi liberamente. Vivevano circondati dai loro stessi bisogni, senza cure veterinarie e senza alcuna forma di attenzione quotidiana.

Cuccioli in gabbia
Vivevano tra feci e ferite: così sono stati trovati i 40 cuccioli nell’allevamento abusivo – (Screenshot Video Youtoube@GDF – amoreaquattrozampe.it)

Il nuovo caso di allevamento abusivo di cani scoperto nel Varesotto riporta ancora una volta alla luce un problema che continua a crescere: il commercio illegale di cuccioli alimentato dalla richiesta sempre più forte di animali di piccola taglia venduti a prezzi bassi. Tutti i cani trovati nell’allevamento abusivo di cani erano privi di microchip e vaccinazioni.

Non avevano pedigree, eppure venivano pubblicizzati come animali di razza pronti per essere venduti. Un sistema costruito per attirare chi cerca un cucciolo spendendo poco e senza fare troppe domande sulla sua provenienza. Ed è proprio qui che il problema continua a ripetersi. Dietro offerte convenienti e annunci pubblicati sui social si nascondono spesso strutture clandestine dove gli animali vengono trattati come oggetti da vendere il più velocemente possibile.

Dietro i cuccioli venduti online c’è spesso un mercato fatto di sofferenza e sfruttamento

L’allevamento abusivo di cani scoperto a Brusimpiano non è un caso isolato. Le Forze dell’ordine intervengono sempre più spesso in situazioni simili, trovando animali costretti a vivere nel degrado pur di alimentare un mercato che continua a fare soldi sulla sofferenza. Molte persone cercano soprattutto cani di piccola taglia come Maltese e Yorkshire, razze considerate “alla moda” e facili da gestire in appartamento. Ma proprio questa richiesta continua ad alimentare attività illegali dove i cuccioli vengono fatti nascere e venduti senza alcun controllo.

Cucciolo dietro le sbarre
Dietro i cuccioli venduti online c’è spesso un mercato fatto di sofferenza e sfruttamento – amoreaquattrozampe.it

Prima di acquistare un cane, sarebbe fondamentale:

  • verificare che l’allevatore sia autorizzato;
  • controllare sempre microchip e vaccinazioni;
  • diffidare da prezzi troppo bassi;
  • evitare acquisti impulsivi tramite social;
  • visitare il luogo dove vivono i cuccioli;
  • pretendere documentazione sanitaria completa.

Un cane non dovrebbe mai essere scelto come un accessorio o un acquisto veloce. Dietro un prezzo basso può nascondersi una realtà fatta di maltrattamenti, incuria e sfruttamento animale.

Dopo il sequestro, i 40 cani recuperati dall’allevamento abusivo di cani sono stati affidati alla sezione locale dell’Oipa. Alcuni cittadini si sono messi subito a disposizione per accoglierli e aiutarli nel recupero psicofisico dopo mesi vissuti nell’abbandono. Per le due donne responsabili della struttura è scattata la denuncia per maltrattamento a imale. Ma episodi come questo dimostrano ancora una volta quanto il fenomeno degli allevamenti clandestini sia ancora diffuso. Quei cuccioli oggi sono finalmente lontani dalle gabbie sporche in cui erano rinchiusi. Ma finché continuerà a esserci chi compra animali senza chiedersi da dove arrivino davvero, storie come questa rischieranno di ripetersi ancora.

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2026-05-16 Autore: VIVIANA

N 4544

Un ponte dell’arcobaleno per gli animali scomparsi: la commovente iniziativa nata in Piemonte

Quando ci viene a mancare un nostro caro amico a quattro zampe stiamo male ma noi oggi ti vogliamo far conoscere una iniziativa molto interessante. ... Leggi tutto

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Quando ci viene a mancare un nostro caro amico a quattro zampe stiamo male ma noi oggi ti vogliamo far conoscere una iniziativa molto interessante. Andiamo a vedere di che cosa si tratta. 

Passare il ponte per un nostro fedele amico è una di quelle esperienze che non vorremmo mai e poi mai provare nella nostra vita quando decidiamo di avere un cane o un gatto.

animali che guardano arcobaleno
Un ponte dell’arcobaleno per gli animali scomparsi: la commovente iniziativa nata in Piemonte-amoreaquattrozampe.it

Ma noi, anche in un momento di dolore come questo ti diciamo che c’è una iniziativa molto interessante. Andiamo a vedere di che cosa si tratta.

Ponte per animali scomparsi? Si ma con una bella iniziativa

Oggi vogliamo parlati di un luogo molto particolare che esiste in Italia anche se al momento è possibile trovarlo solamente in una determinata regione. Ci troviamo in provincia di Torino e per la precisione a Rivalta. Ma che cosa succede? Qui, quello che pensiamo sia un sogno è diventato una realtà effettiva.

ponte in piemonte
Ponte per animali scomparsi? Si ma con una bella iniziativa-amoreaquattrozampe.it

Il “ponte dell’arcobaleno” è un luogo simbolo dove gli umani immaginano che vadano i nostri amici a quattro zampe che non ci sono più. Ecco che a Rivalta questo è diventato realtà. E’ stata inaugurata, infatti, una struttura a forma di ponte dell’arcobaleno nel bosco urbano di via Pergolesi, dentro il Parco del Sangone. 

In precedenza il primo ponte era stato costruito a Pontedera, in provincia di Pisa, all’incirca un anno addietro e sempre in un luogo pubblico, il parchetto del Boschetto in una frazione di La Rotta.

Il ponte a Rivalta è stato molto frequentato dalle famiglie con cani. Ecco quindi che le persone potranno ricordare i loro amici a quattro zampe esprimendo il sentimento di dolore e nostalgia che lega questo momento difficile con un animale domestico.

Insomma, un riconoscimento di quello che si tratta di un vero e proprio lutto come ha certificato anche la scienza. In un recente studio  cura del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Maynooth in Irlanda si è riscontrato che la perdita di un animale domestico può manifestarsi anche con sintomi legati dal “disturbo da lutto prolungato”.

Parliamo di una patologia diagnosticata nel l DSM-5-TR come una cognizione mentale grave e che oggi è riscontrabile per quanto riguarda la perdita degli umani.

Quindi, finalmente, anche chi subisce questo trauma della perdita di un amica a quattro zampe riesce a fare sfogo alle sue emozioni grazie alla nascita di questo ponte arcobaleno un luogo simbolo e particolare che ci permette di trascorrere qualche momento per riflettere e la possibilità di elaborare meglio quello che succede.

In questo modo potremmo spiegarlo anche meglio se in famiglia abbiamo dei bambini che sono cresciuti con il loro amato cane o gatto. E voi che cosa ne pensate, dovrebbe nascere un giardino così in ogni città? Facciamoci sentire.

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2026-05-17 Autore: Silvia

N 4543

Pappagallo fugge di casa: l’idea geniale dei residenti per ritrovarlo conquista il web

Un’intera comunità con un’idea geniale è riuscita a riportare a casa il pappagallo scomparso: ecco cos’hanno fatto. Per giorni, nel quartiere di Avignone dove vive ... Leggi tutto

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Un’intera comunità con un’idea geniale è riuscita a riportare a casa il pappagallo scomparso: ecco cos’hanno fatto.

Per giorni, nel quartiere di Avignone dove vive Cynthia, si è parlato soltanto di lei: Gigi, una femmina di pappagallo sparita improvvisamente dopo essere volata fuori casa. Chi vive con un animale sa bene quanto, in situazioni simili, le ore sembrino interminabili. Cynthia aveva provato di tutto. Post sui social, volantini, richieste d’aiuto ai vicini, ricerche tra alberi, balconi e tetti. Ma di Gigi nessuna traccia.

Pappagallo fugge di casa: l’idea geniale dei residenti per ritrovarlo conquista il web – amoreaquattrozampe.it

Quel pappagallo non era semplicemente un animale domestico. Faceva parte della quotidianità della donna, delle sue giornate, delle sue abitudini più semplici. E così anche il quartiere, poco alla volta, si è lasciato coinvolgere emotivamente da quella ricerca.

Poi qualcuno ha avuto un’intuizione tanto insolita quanto tenera: usare la musica. Non una canzone qualunque, ma quella che Gigi ascoltava spesso e che sembrava riconoscere immediatamente, “Alexandrie Alexandra” di Claude François. Così, quasi come in un film, le persone hanno iniziato a diffonderla a tutto volume dalle finestre, dai telefoni e dagli altoparlanti lungo le strade del quartiere.

Il richiamo musicale che ha cambiato tutto

Ed è stato proprio quel suono familiare a fare la differenza. Gigi, attirata dalla melodia, avrebbe iniziato ad avvicinarsi gradualmente alla zona che conosceva meglio. Alcuni residenti l’hanno vista volteggiare tra le vie vicino al Palazzo dei Papi e al Rocher des Doms, uno dei punti più noti della città.

Il richiamo musicale che ha cambiato tutto – amoreaquattrozampe.it

Secondo quanto raccontato, il pappagallo potrebbe essersi spinto lì anche per cercare il compagno recentemente scomparso, a cui era molto legato. Un dettaglio che ha colpito molte persone, perché chi vive con questi animali racconta spesso quanto siano sensibili ai legami e ai cambiamenti emotivi.

Alla fine, dopo momenti di attesa e tentativi pazienti, Gigi è tornata tra le braccia di Cynthia. Una scena che ha emozionato il quartiere intero, ormai coinvolto in quella ricerca collettiva diventata quasi personale.

I pappagalli sono animali molto più sensibili di quanto immaginiamo

La storia di Gigi ha colpito anche perché mostra ancora una volta quanto i pappagalli siano animali intelligenti e ricettivi. Riescono ad associare suoni, parole e melodie a emozioni, persone e situazioni precise. Non si tratta soltanto di imitazione: dietro quei comportamenti c’è una forte capacità di apprendimento e memoria.

Esistono centinaia di specie di pappagalli nel mondo, diffuse soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali. Molti di loro sviluppano relazioni profonde con i propri simili e con gli esseri umani con cui convivono.

Eppure, proprio storie come questa ricordano anche un’altra realtà spesso dimenticata: il loro habitat naturale non è una casa o una gabbia. Sono animali abituati a spazi enormi, al volo libero, ai richiami del gruppo e a una vita estremamente complessa dal punto di vista sociale. Per questo, ogni volta che si sceglie di convivere con un animale così delicato, servono consapevolezza, tempo e grande rispetto per i suoi bisogni reali.

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2026-05-15 Autore: Aurora De Santis

N 4542

Ha una divisa, uno sguardo fiero e migliaia di fan: chi è Nimis, il gatto poliziotto

Un gatto molto particolare che lavora ed ha anche una divisa? Assolutamente si è la storia di un animale speciale. Andiamo a conoscere questo cucciolo. ... Leggi tutto

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Un gatto molto particolare che lavora ed ha anche una divisa? Assolutamente si è la storia di un animale speciale. Andiamo a conoscere questo cucciolo.

Quando ci guardiamo attorno ci sono storie davvero incredibili che spesso ci lasciano senza parole e quella che vi vogliamo raccontare oggi è proprio una di quelle.

gatto poliziotto
Ha una divisa, uno sguardo fiero e migliaia di fan: chi è Nimis, il gatto poliziotto- credit instagram- amoreaquattrozampe.it

Andiamo a conoscere questo gattino speciale che fa un lavoro anche difficile, parliamo di Nimis un gatto poliziotto che si impegna nel suo ruolo!

Il gatto con la divisa che amerete anche voi

Questa volta la storia che vi vogliamo raccontare è diversa dal solito  perché ci troviamo ad Amsterdam ed il protagonista è un bellissimo gatto nero che si chiama Nimis. Il piccolo gatto vive con i suoi proprietari su di una imbarcazione e trascorre le sue giornate tra i vari canali.

Il gatto con la divisa che amerete anche voi- credit instagram -amoreaquattrozampe.it

L’acqua, come sappiamo bene fa parte della sua quotidianità. Ma come lo riconosciamo se giriamo in città? Niente di più facile perché ha un giubbino giallo ad altissima visibilità. L’idea iniziale non aveva nulla a che fare con la conoscienza sul web ma era una cosa pratica, serviva per evitare i rischi di cadere nei canali.

Nel tempo, però, è diventato qualcosa di molto diverso dal solito. Alcuni piccoli dettagli che ha aggiunto la sua amica umana lo hanno reso una sorta di gatto polizziotto, con una uniforme giocosa.

Come possiamo immaginare non esiste alcun tipo di collegamento con la polizia ma l’immagine di questo gatto che si muove agile tra i canali e le biciclette per difendere la città fa divertire tutti. La svolta della sua storia, come possiamo immaginare arriva quando i suoi video amatoriali arrivano sul web.

Nel giro di pochissimo tempo le sue immagini invadono i social e diventa una vera e propria icona. Il suo camminare tranquilli nei canali con il giubbino fluoresciente attira la curiosità si tutti. La rete, poi, come possiamo immaginare ha amplificato tutto ed è diventato una vera  e propria icona.

Ad oggi, il nostro Nimis è una vera e propria mascotte del quartiere. Come dicevamo prima non ha nessuna funzione reale ma la sua presenza diverte tutti.  Anche alcuni agenti della pulizia mostrano una particolare simpatia per Nimis. Lo prendono in braccio e si mostrano con lui aumentando un rafforzamento di una immagine giocosa.

Ecco che il web ha creato nel nostro immaginario l’idea del gatto poliziotto che aiuta i veri agenti nella risoluzione dei casi e diverte veramente tutti. Anche tu, sicuramente, come noi, ami questo gattino divertente ed inizierai a non perderti le sue avventure per i canali di Amsterdam.

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2026-05-15 Autore: Silvia

N 4541

“Non li vogliamo più”: Sole e Luna abbandonati appena diventati adulti

Una storia veramente triste, di quelle che non vorremmo mai leggere ma forse il finale ci aiuterà a ritrovare il sorriso. Scopriamo insieme la storia ... Leggi tutto

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Una storia veramente triste, di quelle che non vorremmo mai leggere ma forse il finale ci aiuterà a ritrovare il sorriso. Scopriamo insieme la storia di Sole e Luna.

Una coppia di cuccioli che con il passare diventa grande e proprio nel momento in cui non sono più carini e docili viene data via. Oggi, purtroppo vi raccontiamo una storia di abbandono.

sole e luna cucciole
“Non li vogliamo più”: Sole e Luna abbandonati appena diventati adulti-amoreaquattrozampe.it

Andiamo a conoscere insieme che cosa è successo a questi due nostri amici a quattro zampe, Sole e Luna. Una coppia perfetta come il loro nome.

Da cuccioli ad adulti e poi vengono abbandonati

Quando questi due cuccioli sono arrivati in un canile erano piccoline ed insieme riuscivi a tenerli in un braccio. Come tutti erano goffe e sapevano ricevere mille coccole in poco tempo. Le due cagnoline sono state adottate insieme, come una sorta di promessa tra sorelle.

sole e luna da grandi
Da cuccioli ad adulti e poi vengono abbandonati-amoreaquattrozampe.it

Il tempo poi ha iniziato a passare e, come succede anche per noi, sono cresciute e la loro energia è aumentata. Hanno spesso di essere pucciosette e iniziato a richiedere attenzioni. Sono diventante dei cani adulti e, proprio in questo momento qualcosa si è spezzato.

Dopo alcuni mesi dalla loro adozione, infatti, le due cagnoline sono state riportate in canile. Restituite come se avessero sbagliato la taglia del cappotto. Le motivazioni che hanno raccolto dall’ONG sono state incredibili ed hanno lasciato senza parole tutti ” Non ci avevano avvertito che sarebbero cresciute”.

Purtroppo questo problema assurdo accompagna molto spesso le adozioni impulsive, ovvero quando il piccolo è dolce e teneroso e bello da gestire non c’è nessuno problema. Ma, quando cresce, tutto cambia. Ha bisogno di attenzioni, di educazione e di tanto tempo.

Spesso distrugge cose, abbaia, sporca e le persone lo preferiscono da cucciolo quando era gestibile. Allo stesso tempo resta difficile non capire che il cane cresce! La storia di Sole e Luna è stata condivisa dall’Istituto Eliseu, ovvero una organizzazione si Santos in Brasile.

Nel video le due sorelle le vediamo prima da cucciole e poi da grandi. Ovviamente prima di adottare due cani insieme erano state fate le interviste e tutto quello che era necessario. All’inizio sembra che tutto stesse andando per il meglio ma dopo poco ecco che fanno ritorno in associazione.

Purtroppo, come possiamo immaginare, non è solamente un ritorno ma è rompere un legame, togliere da una casa un cane è toglierli quella figura che riconoscevano, le loro abitudini, gli odori. Le due cangoline non hanno fatto nulla di sbagliato, sono solamente cresciute!

Sembra davvero incredibile ma è così, quindi, quando decidiamo di adottare una cane, o un gatto, pensiamoci bene a quello che stiamo facendo e non agiamo solamente di impulso per il loro bene.

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2026-05-16 Autore: Silvia

N 4540

Entra in parrocchia in cerca di riparo: adesso è il “chierichetto” più amato del web

A volte basta un gesto semplice per cambiare la vita di qualcuno. Anche quella di un cane randagio arrivato davanti a una chiesa. Johnny era ... Leggi tutto

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A volte basta un gesto semplice per cambiare la vita di qualcuno. Anche quella di un cane randagio arrivato davanti a una chiesa.

Johnny era comparso davanti alla piccola parrocchia di Santa Ana e San Joaquín, in Brasile, in silenzio. Magro, stanco, con quello sguardo tipico dei cani che hanno imparato a sopravvivere da soli. Probabilmente cercava soltanto un angolo tranquillo dove riposare qualche ora lontano dalla strada. Invece, senza saperlo, stava entrando nel luogo che sarebbe diventato casa sua.

Entra in parrocchia in cerca di riparo: adesso è il “chierichetto” più amato del web – amoreaquattrozampe.it

Ad accoglierlo è stato padre Luiz Paulo Soares, che non si è limitato a lasciargli una ciotola d’acqua e qualcosa da mangiare. Lo ha fatto sentire accettato davvero. E forse è proprio questo che ha convinto Johnny a restare. Da quel giorno il cane ha iniziato a seguire il sacerdote ovunque, diventando lentamente parte della quotidianità della chiesa e della comunità.

Il cane “chierichetto” che ha conquistato tutti

Con il passare del tempo, Johnny ha preso l’abitudine di assistere alle Messe restando seduto vicino all’altare o accanto ai fedeli. Sempre tranquillo, composto, quasi come se capisse perfettamente quei momenti di raccoglimento. La scena ha colpito così tanto i parrocchiani che il parroco ha deciso di fargli realizzare una piccola veste rossa e bianca da cerimoniere.

Il cane “chierichetto” che ha conquistato tutti – amoreaquattrozampe.it

Da lì è nato il soprannome che ormai conoscono tutti: “cãoroinha”, un gioco di parole brasiliano che unisce “cane” e “chierichetto”.

Oggi Johnny partecipa alle celebrazioni religiose, alle processioni e perfino ai matrimoni. Bambini e anziani lo cercano appena entrano in chiesa, qualcuno gli fa una carezza prima della funzione, altri si fermano soltanto per vederlo sdraiato sereno vicino ai banchi.

E mentre alcuni hanno criticato la presenza di un cane durante le celebrazioni, la maggior parte delle persone ha visto nella sua storia qualcosa di molto più profondo.

Una storia che parla di accoglienza e che può essere d’esempio a tanti altri

I video di Johnny hanno fatto il giro dei social perché raccontano qualcosa che va oltre la religione. Parlano di accoglienza, di empatia e di quanto possa cambiare una vita quando qualcuno decide di non voltarsi dall’altra parte.

Padre Luiz Paulo aveva già aiutato altri animali randagi in passato, ma Johnny è diventato il simbolo di un messaggio semplice e potentissimo: ogni essere vivente merita un luogo dove sentirsi al sicuro.

E forse la parte più bella di questa storia non è nemmeno la tunica da “chierichetto” o la fama sui social. È vedere un cane che prima viveva nel freddo della strada addormentarsi finalmente sereno, sapendo di non essere più solo.

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2026-05-14 Autore: Aurora De Santis

N 4539

Salvati dalla sperimentazione 1.500 Beagle: presto potranno finalmente essere adottati

Queste sono le storie che vogliamo leggere e che ci fanno bene al cuore, andiamo a coprire cosa possiamo fare di concreto. Una bella notizia ... Leggi tutto

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Queste sono le storie che vogliamo leggere e che ci fanno bene al cuore, andiamo a coprire cosa possiamo fare di concreto. Una bella notizia dopo tanto tempo!

A tutti noi piacciono gli animali e quando leggiamo che vengono tratti in salvo dalla sperimentazione é sicuramente una di quelle informazioni che ci fanno bene al cuore.

cane bagle in primo piano
Salvati dalla sperimentazione 1.500 Beagle: presto potranno finalmente essere adottati-credit instagram-amoreaquattrozampe.it

Si perché sapere che possono ricevere tutto l’amore possibile da delle famiglie che gli vogliono bene è una qualcosa che ci fa stare meglio. Andiamo a vedere insieme dove è accaduto questo fatto.

Salvati dalla sperimentazione 1500 beagle

La sperimentazione scientifica sulla animali è qualcosa di davvero crudele e per 1500 cani, fortunatamente, rimarrà qualcosa di molto lontano. Dopo anni di tante proteste e spesso anche tensioni, le organizzazioni  Big Dog Ranch Rescue e Center for a Humane Economy hanno trovato un punto d’accordo con Ridglan Farms per acquistare la maggior parte degli animali presenti nella struttura.

cani salvati
Salvati dalla sperimentazione 1500 beagle-credit instagram -amoreaquattrozampe.it

Parliamo di ben 3/4 dei 2.000 presenti nel centro di allevamento e ricerca del Wisconsin. Il destino dei restanti animali resta aperto mentre per i primi sono già iniziati i trasferimenti. La svolta è arrivata dopo settimane di forte esposizione mediatica, anche l’attore Ricky Gervais ha sostenuto la causa.

A metà del mese di aprile, circa 1.000 attivisti avevano provato ad entrare nelle struttura dando vita però ad uno scontro con le forze dell’ordine. La polizia aveva risposto in modo molto fermo utilizzando gas lacrimogeni, spray al peperoncino e proiettili di gomma per far disperdere la folla.

Parliamo di ben 29 arresti con varie accuse penali. Allo stesso modo è stata aperta anche una causa federale contro le autorità per l’uso eccessivo della forza. Già nel mese ancora prima, quindi a marzo, il gruppo di attivisti aveva tratto in salvo circa 30 cani con una irruzione nel cuore della notte.

Per i beagle adesso inizia una nuova vita, sono stati trasferiti in alcuni centri verso la Florida e l’Alabama, ovviamene hanno fatto le visite veterinarie, vaccinazioni e microchip. Il percorso più difficile da affrontare sarà quello comportamentale. Molti di loro non hanno mai vissuto in un ambiente domestico.

Dovranno imparare ad andare al guinzaglio e soprattutto a convivere con le persone adattandosi ad una nuova quotidianità completamente diversa. Parliamo di un processo graduale. Il centro Ridglan Farms ha sempre rimandato al mittente le accuse di maltrattamento anche se è stata evidenziata una proceduta sugli occhi non conformi agli standard veterinari.

Nel corso dello scorso anno aveva rinunciato alla licenza statale per evitare conseguenze penali. Le organizzazioni hanno indicato che l’operazione è stata portata avanti in modo legale e strutturato per garantire un futuro agli animali.

Per gli attivisti si tratta di una grande vittoria la possibilità di dare nuova vita a ben 1.500 beagle e soprattutto ha accesso le luci su un caso facendolo diventare nazionale.

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2026-05-14 Autore: Silvia

N 4538

È morto Galileo, il cane terapeuta che ha lasciato un segno nel cuore dei bambini

Per dodici anni ha regalato conforto ai bambini ricoverati, trasformando paura, silenzi e lacrime in piccoli momenti di serenità quotidiana. All’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze ... Leggi tutto

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Per dodici anni ha regalato conforto ai bambini ricoverati, trasformando paura, silenzi e lacrime in piccoli momenti di serenità quotidiana.

All’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze lo conoscevano tutti. Bastava vedere arrivare quella coda sempre in movimento per capire che Galileo era entrato nella stanza. E insieme a lui, quasi sempre, arrivava anche un sorriso.

È morto Galileo, il cane terapeuta che ha lasciato un segno nel cuore dei bambini – amoreaquattrozampe.it

Galileo, un dolcissimo Flat-Coated Retriever, è morto a 12 anni lasciando un vuoto enorme non soltanto tra gli operatori dell’associazione Antropozoa, ma anche nelle famiglie e nei bambini che negli anni hanno avuto la fortuna di incontrarlo durante i percorsi di cura.

Non era semplicemente un cane addestrato alla pet therapy. Chi lavorava accanto a lui racconta di una presenza delicata, capace di entrare nelle stanze in punta di piedi, percependo emozioni, paure e fragilità senza bisogno di parole. Per molti piccoli pazienti il suo arrivo rappresentava una pausa dalla malattia, un momento in cui tornare a sentirsi bambini e non soltanto ricoverati.

Quel modo unico di capire le emozioni

Galileo aveva iniziato il suo percorso negli Interventi Assistiti con gli Animali molti anni fa. Durante le attività al Meyer, nelle scuole e nei centri socio-terapeutici del Valdarno aretino, aveva dimostrato una sensibilità rara.

Quel modo unico di capire le emozioni – amoreaquattrozampe.it

C’erano bambini che non volevano parlare con nessuno ma che si lasciavano accarezzare da lui in silenzio. Altri trovavano il coraggio di affrontare visite e terapie proprio grazie alla sua presenza tranquilla accanto al letto. Non faceva rumore, non invadeva gli spazi, ma sembrava capire esattamente quando avvicinarsi e quando restare semplicemente lì.

Gli operatori raccontano che riusciva a ridurre tensioni e paure in modo naturale. E in fondo chiunque abbia avuto un animale accanto nei momenti difficili sa bene quanto uno sguardo o una carezza possano fare più di tante parole.

Un bambino, tempo fa, aveva descritto la sua felicità dicendo che “la sua coda andava a mille”. Un’immagine semplice, ma che oggi sembra raccontare perfettamente ciò che Galileo riusciva a trasmettere ogni giorno.

L’ultimo saluto che commuove tutti

La notizia della sua morte ha colpito profondamente l’associazione Antropozoa, che lo ha salutato ricordando quanto fosse diventato parte integrante della loro famiglia e del loro lavoro quotidiano.

Perché Galileo non era considerato soltanto un animale da supporto terapeutico. Era un collega silenzioso, un compagno affidabile, una presenza che negli anni aveva lasciato qualcosa dentro a chiunque lo incontrasse.

E forse il segno più bello del suo passaggio resta proprio nei ricordi dei bambini che, durante ricoveri difficili e giornate pesanti, hanno trovato conforto appoggiando una mano sul suo pelo morbido.

Oggi tanti lo salutano con le lacrime agli occhi. Ma dentro quei corridoi del Meyer resterà ancora a lungo il ricordo di quel cane gentile che, senza chiedere nulla, riusciva a portare serenità semplicemente entrando in una stanza.

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2026-05-14 Autore: Aurora De Santis

N 4537

Dobby, il gattino con quattro orecchie che sta facendo impazzire il web: la sua storia conquista tutti

Una storia davvero particolare che sta facendo il giro del mondo. Andiamo a conoscere questo gattino speciale. Rimarrete innamorati anche voi di lui. Oggi vi ... Leggi tutto

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Una storia davvero particolare che sta facendo il giro del mondo. Andiamo a conoscere questo gattino speciale. Rimarrete innamorati anche voi di lui.

Oggi vi vogliamo parlare di un gattino eccezionale che vi farà commuovere sicuramente, la sua storia non è come tutte le altre. Andiamo a conoscerlo meglio perché grazie alle sue peculiarità ci insegna moltissimo.

Dobby, il gattino con quattro orecchie che sta facendo impazzire il web: la sua storia conquista tutti-credit instagram- amoreaquattrozampe.it

Tutto il web è letteralmente impazzito per lui ed anche voi non sarete da meno. La storia di Dobby vi rimarrà nella vostra memoria per un bel po’.

Il gattino speciale con quattro orecchie, ecco Dobby

Potrebbe sembrare una immagine creata in modo artificiale solamente per prendere un like ma non è assolutamente così. Il gattino Dobby esiste veramente ed è anche un cucciolo. Ha solamente nove mesi e vive, come spesso accade, in America e nello specifico in Alabama.

Il gattino speciale con quattro orecchie, ecco Dobby-crredit instagram- amoreaquattrozampe.it

Il cucciolo ha una particolarità molto, ma molto, rara. Parliamo di ben 4 orecchie e no non è un fotomontaggio. Due orecchie sono ben dritte ed attente mentre, subito dietro, ci sono due orecchie piccoline. Il risultato? Sembra un cartone animato ma con occhi belli vivi.

Come possiamo immaginare dietro a questo aspetto così insolito troviamo una mutazione genetica molto rara, anzi estremamente rara. Le orecchie in più, per così dire, non funzionano veramente sono una duplicazione del padiglione auricolare e l’udito proviene solamente dalle orecchie principali.

Il gattino Dobby è perfettamente sano e curioso come qualsiasi altro tipo di cucciolo. Non sembra neanche che sappia di essere così particolare. Il piccolo ha anche qualche altra peculiarità, parliamo di una cosa corta ed arricciata ed una malocclusione dentale che richiederà, più avanti un piccolo intervento.

Per questo è stato aperta anche una raccolta fondi tramite la piattaforma Gofundme. La sua storia incredibile camia quando arriva in affido da una volontaria in un rifugio,  Stephanie Brown, tramite l’associazione Kitty Kat Haven and Rescue. Con la pubblicazione di pochissime immagine il web impazzisce per il gattino.

Commenti, condivisioni meme e tanto altro. Dobby è un gattino super affettuoso, curioso e socievole. Alcuni animali diventano famosi per le azioni che fanno, mentre altri per quello che sono semplicemente. Lui appartiene alla seconda categoria, ovvero alla bellezza dell’imperfezione.

In un mondo pieno di filtri e di bellezza finta questo gattino ci insegna che la vera bellezza è essere se stessi. La natura non segue delle regole estetiche ma ci sorprende sempre. In questo momento Dobby è in attesa dell’operazione per i denti e poi potrà essere adottato in modo definitivo.

E voi siete d’accordo con noi che la bellezza di questo gattino è la sua diversità ed il modo di fare! A noi a conquistato appena lo abbiamo visto.

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2026-05-15 Autore: Silvia

N 4536

Pitbull evita l’eutanasia grazie al gesto inatteso di un personaggio famoso

Una condivisione sui social ha cambiato il destino di una Pitbull che sembrava ormai condannata a morire sola in rifugio. La storia di Santi comincia ... Leggi tutto

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Una condivisione sui social ha cambiato il destino di una Pitbull che sembrava ormai condannata a morire sola in rifugio.

La storia di Santi comincia nel 2024, quando viene trovata mentre vaga sola su una spiaggia di New York. Per un momento sembra che la fortuna abbia finalmente deciso di sorriderle: viene adottata rapidamente e lascia il rifugio. Ma quella serenità dura poco. Dopo circa un anno, la famiglia decide di riportarla indietro a causa dei suoi forti problemi di ansia da separazione.

Pitbull evita l’eutanasia grazie al gesto inatteso di un personaggio famoso – amoreaquattrozampe.it

Per un cane, tornare in rifugio dopo aver conosciuto una casa è spesso devastante. Santi si ritrova di nuovo chiusa in un box, circondata dal rumore continuo, dall’abbaiare degli altri animali e dallo stress di un ambiente difficile da sopportare. I volontari dell’Animal Care Centers di New York cercano di starle vicino, ma con il passare dei mesi le sue condizioni peggiorano sempre di più.

Passano oltre 150 giorni. Nessuna richiesta di adozione. Nessuna visita. Poi arriva la notizia che nessuno voleva leggere: Santi viene inserita nella lista per l’eutanasia. Mancano appena 48 ore.

L’appello disperato che raggiunge una star

A quel punto una volontaria decide di tentare l’ultima carta possibile. Pubblica sui social un appello disperato, raccontando la situazione della cagnolina e chiedendo aiuto prima che sia troppo tardi. Quel messaggio, quasi per caso, arriva sul telefono dell’attore Justin Theroux.

L’attore, noto anche per il suo amore verso i Pitbull e per aver adottato in passato una cagnolina salvata dalla strada, decide di condividere immediatamente la storia di Santi con i suoi follower. Nel giro di poche ore accade qualcosa di incredibile: centinaia di persone iniziano a interessarsi al caso e una famiglia si offre di prenderla in affido.

La condanna di Santi viene così sospesa. La Pitbull lascia finalmente il rifugio grazie all’intervento dell’associazione NYC Pawsome Squad, che si occupa di seguirla e garantirle tutte le cure necessarie.

Una nuova vita, anche se il tempo potrebbe essere poco

Dopo i primi controlli veterinari, emerge però una notizia dolorosa. I medici sospettano che Santi soffra di mielopatia degenerativa, una grave malattia neurologica progressiva che colpisce molti cani anziani e che viene spesso paragonata, per alcuni aspetti, alla SLA nell’uomo.

Una nuova vita, anche se il tempo potrebbe essere poco – amoreaquattrozampe.it

Le sue zampe iniziano lentamente a cedere, ma chi la sta accogliendo racconta che il suo spirito è ancora pieno di vita. Finalmente può dormire tranquilla, stare in giardino, prendere il sole e ricevere attenzioni senza il caos del rifugio intorno.

Santi oggi vive in quello che viene chiamato “fospice”, una famiglia affidataria che accoglie animali arrivati nell’ultima fase della loro vita per regalare loro serenità e amore fino alla fine. Non avrà forse molti anni davanti, ma avrà qualcosa che rischiava di non conoscere più: una casa sicura e qualcuno accanto.

E forse è proprio questo che colpisce di più della sua storia. Bastava davvero poco perché tutto finisse nel silenzio di un box. Invece una condivisione, fatta al momento giusto, le ha restituito dignità, carezze e tempo.

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2026-05-13 Autore: Aurora De Santis

N 4535

Passava le giornate sola nel box: la svolta per la cagnolina arriva grazie ai social

Una bella notizia che ci permette di dire che i social sono una svolta positiva nella nostra vita, specialmente per questa cagnolina! Andiamo a vedere ... Leggi tutto

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Una bella notizia che ci permette di dire che i social sono una svolta positiva nella nostra vita, specialmente per questa cagnolina! Andiamo a vedere insieme che cosa le è capitato. 

Nella vita di tutti i giorni sappiamo molto bene che ci sono degli aspetti negativi per il mondo dei social ma altri assolutamente positivi, diciamo che basterebbe utilizzarli nel modo corretto.

cagnolina al guinzaglio
Passava le giornate sola nel box: la svolta per la cagnolina arriva grazie ai social-amoreaquatrozampe.it

Come in tutte le cose l’eccesso non è una soluzione. Andiamo a scoprire insieme come per questa cagnolina i social siano stati una vera e propria ancora di salvezza.

Addio al box, ecco la svolta per la cagnolina

La storia che vi vogliamo raccontare oggi inizia da un fatto brutto che è accaduto ad una cagnolina anziana di ben 9 anni, la sua umana, infatti, purtroppo è venuta a mancare e loro avevano sempre vissuto insieme. E’ stata data quindi ad una associazione che si potesse occupare di lei.

famiglia con cagnolina adottata
Addio al box, ecco la svolta per la cagnolina-amoreaquattrozampe.it

Loro hanno sentito immediatamente una connessione con la cagnolina e le hanno promesso di trovare una famiglia che la ospitasse per il resto dei suoi anni. Con il passare dei giorni sono stati fatti alcuni esami e la cagnolina aveva una massa che andava rimossa.

Per fortuna l’operazione è andata bene e tutto è stato perfetto. Chiqui, questo il suo nome, ha raggiunto la sua famiglia affidataria per riposarsi e riprendersi dalle cure eseguite. La coraggiosa cagnolina ha fatto passeggiate con Arianne, la sua mamma affidataria ed il cane Gator.

Ma, quando è stato possibile farle iniziare i percorsi per l’adozione le cose si sono, purtroppo, complicate. Arienne, quando ha portato la cucciola per l’adozione tutti sembravano interessati ai cuccioli ma non ha lei. Sono passati avanti senza neanche rivolgerle uno sguardo.

La nostro Chiqui desiderava solamente una famiglia ed immaginarla da sola senza che nessuno la guarda fa male. Le richieste di adozione non sono arrivate ma i social media, questa volta, hanno fatto una vera e propria magia. La donna ha mostrato tutto su Instagram e milioni di persone hanno visto la disperazione della cagnolina.

Tra tutte queste persone che l’hanno visto on line una coppia ha deciso di adottare la cagnolina, Chiqui quindi adesso sta vivendo la sua vita nel migliore dei modi. Una situazione davvero positiva che ci permette di far sperare che nella vita le situazioni si evolvono per il meglio.

Bisogna, in alcuni casi, solamente attendere che arrivi la soluzione perfetta per noi. I social, come sappiamo non sono un qualcosa di negativo ma di positivo che ci possono aiutare come in questi casi.  Lunga vita a Chiqui insieme alla sua famiglia.

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2026-05-13 Autore: Silvia

N 4534

Vivevano in condizioni drammatiche: la liberazione dei 200 Husky commuove tutti

Per anni hanno vissuto tra fango, fame e sofferenza. Ora, finalmente, centinaia di Husky possono ricominciare a respirare libertà. A Ponzano Romano, in provincia di ... Leggi tutto

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Per anni hanno vissuto tra fango, fame e sofferenza. Ora, finalmente, centinaia di Husky possono ricominciare a respirare libertà.

A Ponzano Romano, in provincia di Roma, è scattata una delle operazioni più imponenti degli ultimi anni contro il maltrattamento animale. I Carabinieri Forestali, insieme ai veterinari della ASL e coordinati dalla Procura di Rieti, hanno sequestrato circa 200 Siberian Husky rinchiusi in quello che da tempo veniva definito un vero e proprio allevamento lager.

Vivevano in condizioni drammatiche: la liberazione dei 200 Husky commuove tutti – amoreaquattrozampe.it

Le immagini diffuse nelle ultime ore raccontano più di tante parole. Recinti sporchi, escrementi ovunque, ciotole quasi vuote e animali visibilmente debilitati. Alcuni cani apparivano feriti, altri estremamente magri. Molti sembravano spenti, quasi rassegnati a una vita fatta solo di isolamento e privazioni.

Eppure quella struttura era finita al centro di segnalazioni e proteste già da anni. Residenti, volontari e associazioni animaliste avevano continuato a denunciare la situazione, chiedendo controlli e interventi urgenti. Col tempo, il caso era diventato simbolo di una sofferenza che sembrava non finire mai.

Cani fragili nel corpo e nella mente

Gli Husky sono cani forti, abituati storicamente a vivere in branco e a collaborare. Hanno bisogno di movimento, relazioni, stimoli continui. Vederli chiusi in ambienti degradati e privati di tutto questo ha colpito profondamente anche gli operatori intervenuti durante il sequestro.

Quando un animale vive troppo a lungo in condizioni simili, infatti, non soffre soltanto fisicamente. Lo stress cronico può lasciare segni profondi anche sul comportamento. Alcuni dei cani salvati apparivano apatici, diffidenti o completamente disorientati. In altri casi emergevano paura, difficoltà ad avvicinarsi alle persone o reazioni legate a mesi, forse anni, di trascuratezza.

Durante il maxi intervento, i volontari hanno lavorato senza sosta per mettere in sicurezza gli animali e trasferirli gradualmente in strutture adeguate. Molti Husky sono stati affidati immediatamente alle cure veterinarie per controlli, terapie e alimentazione assistita.

Dietro quei musi bellissimi e quegli occhi chiarissimi, però, si nascondeva una realtà durissima che difficilmente si dimentica.

Una battaglia durata anni

Il sequestro rappresenta un punto di svolta atteso da tantissime persone che avevano continuato a seguire la vicenda senza smettere di chiedere giustizia. Associazioni come LNDC Animal Protection, LAV e OIPA avevano più volte denunciato la situazione, organizzando presidi e mobilitazioni per attirare l’attenzione sul caso.

Una battaglia durata anni – amoreauquattrozampe.it

Secondo quanto emerso, nella struttura erano presenti circa 240 cani. La maggior parte è già stata trasferita, mentre per gli altri sono ancora in corso verifiche e accertamenti da parte delle autorità.

Questa storia riporta ancora una volta l’attenzione su un problema molto più grande: quello degli allevamenti gestiti senza alcun rispetto per il benessere animale. Luoghi dove gli animali diventano numeri, merce, vite invisibili.

Per questi Husky il futuro è ancora tutto da ricostruire. Alcuni avranno bisogno di tempo per fidarsi di nuovo dell’essere umano. Altri dovranno affrontare cure lunghe e percorsi di recupero delicati. Ma almeno, dopo anni passati nel degrado, potranno finalmente conoscere qualcosa che forse avevano dimenticato: la possibilità di vivere senza paura.

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2026-05-13 Autore: Aurora De Santis

N 4533

Incendio doloso in una colonia felina: i rifugi dei mici completamente distrutti

Una notizia davvero incredibile che lascia senza parole. Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa è successo a questa colonia felina. Un incendio doloso che ... Leggi tutto

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Una notizia davvero incredibile che lascia senza parole. Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa è successo a questa colonia felina. Un incendio doloso che fa male al cuore. 

Ci sono delle notizie molto particolari che ci colpiscono al cuore e questa è una di queste. Una colonia felina ed un incendio doloso non sono delle informazioni che unite che vanno bene.

incendio colonia felina pordenone
Incendio doloso in una colonia felina: i rifugi dei mici completamente distrutti- Credit instagram-Amoreaquatrozampe.it

Vogliamo portare alla vostra conoscenza quanto è accaduto e come mai. Sicuramente rimarrete senza parole anche voi. Andiamo nel dettaglio.

Un incendio che distrugge una colonia di felini

Questa volta non ci troviamo in chissà quale stato dell’America o di quale altro stato ma siamo a Pordenone, si avete letto bene. Per la precisione tra le vie San Quirino e Viale Rotto. Vogliamo parlarvi di una colonia felina che è stata distrutta completamente da un incendio nella notte di sabato 2 maggio.

colonia felina
Un incendio che distrugge una colonia di felini-amoreaquattrozampe.it

Le fiamme che sono state appiccate hanno mandato in fumo le casette, ristrutturate da poco, che ospitavano dei gatti randagi. Purtroppo sono rimasti solamente dei resti carbonizzati ed un senso di paura in tutto il quartiere. Stando alle prime ricostruzioni non ci sono stati feriti e gli animali sono stati tratti tuti in salvo ma tutto è andato perso.

Era un punto di accoglienza costruito recentemente con cucce nuove e materiali che potevano proteggere gli aniamli. Un colpo veramente duro per chi si occupa di questa colonia da anni. Purtroppo però, non è il primo caso di vandalismo in questa zona.

Ci sono stati altri casi, come danni ad edifici e gomme delle auto tagliate. Questo ultimo gesto, come possiamo immaginare ha aumentato il senso di paura tra le persone che risiedono on questa zone. A denunciare la situazione, in modo particolare è stato chi si occupa della colonia ed ha anche chiesto l’installazione di telecamere di sorveglianza per monitorare la zona e prevenire atti futuri.

In questo particolare episodio che coinvolge la colonia è intervenuta anche la LNDC Animal Protection che ha denunciato l’accaduto e lo ha definito, senza mezzi termini, un atto di violenza contro gli animali indifesi. Nel post che hanno pubblicato è stata sottolineata la gravità del gesto, ovvero non una bravata ma un gesto che richiede delle indagini rapide.

E’ stato lanciato anche un appello a chi ha visto o sentito qualcosa, chiedendo ai cittadini di collaborare e di non sottovalutare quanto accaduto. Stando a quanto detto dai residenti è possibile che sia stato un gruppo di giovanissimi a compiere questo gesto.

Proprio per questo motivo bisogna educare tutti al rispetto degli animali coinvolgendo famiglie e scuole.

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2026-05-14 Autore: Silvia

N 4532

Uno cane senza zampa, un altro morto: la scoperta shock in un appartamento di Napoli

Una segnalazione anonima ha salvato sei cani dimenticati tra rifiuti, fame e malattie in un terreno abbandonato nel Napoletano. Ci sono luoghi che sembrano dimenticati ... Leggi tutto

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Una segnalazione anonima ha salvato sei cani dimenticati tra rifiuti, fame e malattie in un terreno abbandonato nel Napoletano.

Ci sono luoghi che sembrano dimenticati da tutti. Terreni isolati, pieni di sporcizia, dove il tempo si ferma e il dolore resta nascosto lontano dagli occhi.

Uno cane senza zampa, un altro morto: la scoperta shock in un appartamento di Napoli – amoreaquattrozampe.it

È proprio in uno di questi posti, a San Vitaliano, in provincia di Napoli, che i carabinieri e i veterinari dell’ASL Napoli 3 Sud hanno fatto una scoperta terribile dopo una segnalazione arrivata in forma anonima.

Appena entrati nell’area di Traversa Torre dell’Olmo, i soccorritori si sono trovati davanti una scena difficile da sostenere anche per chi è abituato a intervenire in casi di maltrattamento. Sei cani vivevano immersi nello sporco, senza cure, senza acqua pulita e senza alcuna attenzione. Animali lasciati lì a sopravvivere tra sofferenza, infezioni e abbandono totale.

Tra loro c’erano anche tre cuccioli. Uno aveva una zampa amputata, ancora ferita e infetta, probabilmente mai medicata. Una visione che raccontava da sola settimane, forse mesi, di dolore silenzioso. Poco distante è stato trovato anche il corpo senza vita di un altro cane, lasciato nello stesso terreno insieme agli animali vivi, come se tutto quel dolore fosse diventato ormai normalità.

Due cani di grossa taglia erano invece rinchiusi in uno spazio minuscolo, senza possibilità di muoversi liberamente. Nessuna protezione, nessun riparo dignitoso. Solo cemento, sporcizia e fame.

Il sequestro degli animali e l’intervento urgente

Di fronte a una situazione così grave, le autorità hanno disposto immediatamente il sequestro dei cani. Gli animali sono stati trasferiti in una struttura veterinaria convenzionata, dove stanno finalmente ricevendo cure, cibo e assistenza. Alcuni di loro avevano bisogno di interventi immediati a causa delle infezioni e delle condizioni fisiche estremamente compromesse.

Il proprietario del terreno, un uomo di 53 anni, è stato denunciato con l’accusa di maltrattamento di animali. Secondo gli accertamenti effettuati sul posto, i cani vivevano da tempo in condizioni incompatibili con qualsiasi forma minima di benessere.

Quello che colpisce in vicende come questa non è soltanto la crudeltà, ma anche il silenzio che spesso le circonda. Situazioni del genere possono andare avanti per mesi senza che nessuno intervenga, soprattutto quando i luoghi sono isolati e gli animali invisibili agli occhi della maggior parte delle persone.

Una telefonata può davvero salvare una vita

Questa storia, purtroppo, non è un caso isolato. In tutta Italia continuano a emergere situazioni di abbandono e maltrattamento che coinvolgono animali costretti a vivere in condizioni terribili. Eppure, proprio questa vicenda dimostra anche un’altra cosa: segnalare serve davvero.

Se quella telefonata anonima non fosse arrivata, probabilmente quei cani sarebbero rimasti ancora lì, tra sofferenza e degrado. Forse qualcuno non ce l’avrebbe fatta.

A volte si pensa che denunciare sia inutile, che “tanto non cambia nulla”. In realtà molte operazioni di salvataggio iniziano proprio così: da una persona che decide di non voltarsi dall’altra parte. E per animali che non possono chiedere aiuto con le parole, quella scelta può diventare l’unica possibilità di sopravvivere.

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2026-05-12 Autore: Aurora De Santis

N 4531

Dopo settimane difficili torna a casa: la reazione del suo migliore amico è dolcissima

Un amore davvero viscerale quello che vi vogliamo mostrare oggi tra un cane ed il suo migliore amico. Rimarrete senza parole dal suo gesto, mai ... Leggi tutto

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Un amore davvero viscerale quello che vi vogliamo mostrare oggi tra un cane ed il suo migliore amico. Rimarrete senza parole dal suo gesto, mai visto tanto amore.

Quando parliamo dei nostri amici pelosi sappiamo molto bene che spesso ci tengono a noi, anche se tutti non lo dimostrano allo stesso modo, e spesso hanno anche dei grandi amici pelosi.

cane che guarda in un corridoio
Dopo settimane difficili torna a casa: la reazione del suo migliore amico è dolcissima-Credit Tik Tok-Amoreaquattrozampe.it

Ma la storia che vi stiamo per raccontare vi lascerà completamente senza parole, o meglio, preparate i fazzoletti perché vi serviranno quasi sicuramente.

Cane ed il suo amico, la reazione che ti spiazzerà

La storia di oggi inizia con Isabella Omar che è la proprietaria di un bel Rottweiler di 5 anni che si chiama Zeus. Nel mese di febbraio, purtroppo, gli viene diagnosticato un tumore molto aggressivo, ovvero un osteosarcoma. Il povero cucciolo ha dovuto subire l’amputazione della zampa anteriore.

cane che vede amico dopo operazione
Cane ed il suo amico, la reazione che ti spiazzerà-Credit Tik Tok-amoreaquattrozampe.it

L’operazione, fortunatamente, è andata bene ma la ripresa da tutto non è ancora terminata. Come possiamo immaginare ci vuole del tempo prima che il nostro caro Zeus si abitui alla sua condizione con tre zampette.

Ma, essendo un cane molto forte di natura ci mostra giorno dopo giorno dei grandi miglioramenti. La sua proprietaria ha fatto qualcosa di molto particolare. Ha pubblicato sui social un video di quello che succede ogni domenica quando Zeus incontra un suo carissimo amico, anzi il suo migliore amico, Sparkly.

La differenza di taglia tra i due è davvero incredibile, ma quando si vedono è impossibile non accorgersi quanto si vogliono bene e sono felici.

Purtroppo, come è facile capire ed immaginare, dopo l’importante operazione subita da Zeus per il suo problema non si sono potuti vedere per ben sei settimane, ecco quindi che cosa è successo quando finalmente le due proprietarie hanno deciso, o meglio hanno potuto, farli incontrare nuovamente.

Parliamo di una scena molto commovente dove possiamo vedere Zeus che aspetta su un lungo corridoio il suo amico. Quando arriva il piccolo Sparkly e vede il suo Zeus corre al massimo della velocità possibile. Anche il nostro cagnolone si alza per accogliere il suo amico.

Il piccolo Sparkly non ha alcun timore del nuovo aspetto di Zeus dopo l’operazione, anzi. Hanno uno gioia incontenibile che vi fà davvero commuovere.

Siamo assolutamente sicuri che questa super amicizia tra i due pelosi sarà un grandissimo aiuto per la convalescenza del povero Zeus e che ci mostra quanto un rapporto, se davvero solido, non ha problemi di alcun genere sia se non ci si vede per dei giorni ma anche se cambia il nostro aspetto, quello che conta è come siamo.

Come sempre i nostri amici pelosi ci mostrano veramente che cosa conta nella nostra vita e solitamente non è quello che pensiamo noi.

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2026-05-12 Autore: Silvia

N 4530

Pensava di aver salvato un cane randagio: la verità emerge poche ore dopo

Durante una passeggiata trova un cucciolo solo nel fossato e decide di salvarlo, ma scopre troppo tardi la verità. A volte basta un attimo per ... Leggi tutto

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Durante una passeggiata trova un cucciolo solo nel fossato e decide di salvarlo, ma scopre troppo tardi la verità.

A volte basta un attimo per convincersi di stare facendo la cosa giusta. Una scena improvvisa, un animale apparentemente solo, l’istinto di proteggerlo. È quello che è successo a un uomo di Salzgitter, in Germania, durante una normale passeggiata mattutina lungo l’Ahrbeekweg.

Pensava di aver salvato un cane randagio: la verità emerge poche ore dopo – amoreaquattrozampe.it

Mentre camminava vicino a un fossato ai bordi del sentiero, ha notato una piccola creatura rannicchiata tra l’erba. Era minuscola, immobile e sembrava completamente indifesa. L’uomo ha pensato subito a un cucciolo di cane abbandonato oppure smarrito. Così, senza esitare, lo ha preso tra le braccia e lo ha portato a casa convinto di avergli salvato la vita.

All’inizio si sentiva soddisfatto del gesto fatto. Quel piccolo animale sembrava finalmente al sicuro, lontano dal freddo e dal pericolo. Ma una volta arrivato nel salotto di casa, qualcosa ha iniziato a sembrargli strano.

Guardandolo meglio alla luce del giorno, ha notato dettagli che non riusciva più a ignorare. Il muso troppo appuntito, il pelo, i movimenti. Quello che aveva raccolto nel fossato non era affatto un cane.

La scoperta shock nel salotto di casa

Il presunto cucciolo abbandonato era in realtà una piccola volpe selvatica. In quel momento l’uomo ha capito di aver commesso un errore enorme, anche se mosso dalle migliori intenzioni.

Spaventato, ha subito chiamato i soccorsi. Poco dopo sono arrivati gli agenti del commissariato di Gebhardshagen, che hanno preso in custodia il piccolo animale dopo un primo controllo sanitario. La volpina è stata trasferita in un centro specializzato nel recupero della fauna selvatica, dove riceverà le cure necessarie.

La storia però ha acceso anche una riflessione importante. Molti animali selvatici, soprattutto nei primi mesi di vita, vengono lasciati temporaneamente soli dai genitori mentre cercano cibo. È un comportamento assolutamente normale in natura e non significa che siano stati abbandonati.

Chi passa di lì, però, spesso non lo sa. Vede un cucciolo immobile e pensa immediatamente che sia in pericolo. L’istinto umano porta ad avvicinarsi, prenderlo, accarezzarlo, salvarlo. Ma proprio quel gesto può cambiare completamente il destino dell’animale.

Quando le buone intenzioni possono fare danni

Secondo i soccorritori intervenuti sul caso, il contatto umano rischia di compromettere il ritorno dei piccoli animali selvatici nel loro ambiente naturale. L’odore lasciato dall’uomo sul pelo può infatti spingere i genitori a non riconoscere più il cucciolo oppure ad allontanarsene per paura.

Ed è proprio questo il lato più delicato di storie come questa. Si agisce per amore degli animali, ma senza volerlo si può mettere a rischio la loro sopravvivenza.

Per questo gli esperti lanciano sempre lo stesso appello: se si trova un cucciolo selvatico apparentemente solo, la cosa più importante da fare è osservare a distanza e contattare immediatamente i centri specializzati o i soccorsi fauna, evitando di toccarlo.

Non tutti gli animali soli hanno bisogno di essere salvati. A volte, il gesto più giusto è semplicemente lasciare che la natura faccia il suo corso.

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2026-05-12 Autore: Aurora De Santis

N 4529

Il cane o il gatto possono portare l’Hantavirus dentro casa? Gli esperti spiegano il rischio

La paura di tutti del momento riguarda l’Hantavirus ma i nostri amici pelosetti possono portarlo in casa? Sentiamo che cosa dicono gli esperti su questa ... Leggi tutto

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La paura di tutti del momento riguarda l’Hantavirus ma i nostri amici pelosetti possono portarlo in casa? Sentiamo che cosa dicono gli esperti su questa situazione che sta preoccupando moltissime persone.

Il ricordo della pandemia da Covid 19 è ancora vivido in tutti noi e, di conseguenza, abbiamo paura che la situazione nata per l’Hantavirus si trasformi in quello che abbiamo già vissuto.

cane e gatto con scritte e hantavirus con topo
Il cane o il gatto possono portare l’Hantavirus dentro casa? Gli esperti spiegano il rischio-amoreaquattrozampe.it

Ma i nostri amici pelosetti possono portare l’Hantavirus in casa? Cerchiamo di chiarire meglio la situazione e, se possibile, di tranquillizzarci.

L’Hantavirus, i cani possono trasmetterlo?

Non possiamo non dire che l’argomento del momento in televisione ma anche in famiglia è l’Hantavirus. Ci sono vari casi segnalati e persone in quarantena preventiva o obbligatoria. Ecco quindi che in tantissimi si chiedono se i loro amici a quattro zampe possono diventare una fonte di contagio per la famiglia.

cane e gatto in casa
L’Hantavirus, i cani possono trasmetterlo?-amoreaquattrozampe.it

Come viene indicato sul Il Giornale, la risposta in parte è rassicurante. Il motivo? Cani e gatti non sono considerati dei vettori diretti per l’uomo. anche se in alcuni casi possono far entrare il virus in casa. Ma come avviene il contagio? E’ presente soprattutto nei roditori selvatici come topi, ratti e arvicole.

Gli animali eliminano il virus tramite le urine, la saliva o le feci e contaminano l’ambiente circostante. Il contagio avviene inalando particelle microscopiche nei luoghi come cantine, soffitte o baite.

Stando a quanto indicato dal Ministero della Salute i casi in Europa sono pochi ed il rischio viene considerato basso, al momento però non c’è un vaccino e non esiste una terapia specifica. I sintomi, poi, possono comparire fino a otto settimane dopo e sono febbre alta, dolori muscolari, nausea, mal di testa e nei casi gravi difficoltà respiratorie.

Come dicevamo prima i nostri amici cani e gatti non trasmettono direttamente il virus a noi. Il problema nasce se entrano in contatto con roditori infetti. Ad esempio il gatto è abituato a cacciare all’aperto, oppure il nostro cane frequenta posti rurali e porta in casa un topo vivo o morto senza che i proprietari si accorgano di nulla.

Quindi non sarebbe pericoloso il nostro amico a quattro zampe ma il roditore contaminato. Cosa possiamo fare quindi? Cerchiamo di limitare i contatti con i roditori e le loro tracce biologiche, se abbiamo cantine, magazzini o soffitte arieggiamo bene prima di pulire, utilizziamo guanti e mascherine ed evitiamo di sollevare polvere.

Manteniamo puliti gli spazi e controlliamo eventuali infestazioni per ridurre i rischi. Per i nostri amici a quattro zampe non dobbiamo limitare il loro ingresso in casa ma fare attenzione se frequentano aree rurali, specialmente se sono abituati a cacciare.

L’Hantavirus è una minaccia rara ma il modo in cui potrebbe entrare quindi, silenziosamente, ci fa capire quanto la fauna selvatica, gli animali domestici e la salute umana sia un rapporto molto complesso.

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2026-05-13 Autore: Silvia

N 4528

Scende dall’auto pensando a una passeggiata, ma viene abbandonato: la reazione del cane è straziante

Abbandonato in mezzo alla strada, ha continuato a correre dietro quell’auto senza capire che la sua famiglia stava sparendo per sempre. Una scena che fa ... Leggi tutto

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Abbandonato in mezzo alla strada, ha continuato a correre dietro quell’auto senza capire che la sua famiglia stava sparendo per sempre.

Una scena che fa male anche solo da immaginare. Un cane lasciato sul ciglio di una strada trafficata, mentre l’auto della sua proprietaria riparte lentamente e poi accelera. Lui resta fermo per pochi secondi, quasi confuso, poi inizia a correre.

Scende dall’auto pensando a una passeggiata, ma viene abbandonato: la reazione del cane è straziante – amoreaquattrozampe.it

Corre più forte che può, cercando di raggiungere quella macchina che fino a pochi istanti prima rappresentava la sua casa, il suo punto di riferimento, il suo mondo.

Una corsa disperata che ha commosso il web

La vicenda è avvenuta a Los Angeles ed è stata ripresa da una donna che si trovava in auto proprio dietro la scena dell’abbandono. Nel video si vede il cagnolino inseguire disperatamente il veicolo mentre questo si allontana senza fermarsi. Secondo quanto raccontato, la targa dell’auto era stata rimossa, un dettaglio che ha fatto pensare a un gesto pianificato.

Le immagini hanno fatto rapidamente il giro dei social network. Migliaia di persone sono rimaste colpite soprattutto dalla reazione del cane. Non c’era aggressività, non c’era rabbia. Solo smarrimento. Quel piccolo continuava a rincorrere l’auto come fanno tanti cani quando pensano che il proprio umano stia semplicemente andando via senza di loro per qualche secondo.

Ed è forse proprio questo ad aver spezzato il cuore di così tante persone. La fiducia totale che gli animali continuano ad avere anche quando vengono feriti nel modo peggiore.

La ricerca di Chico tra le strade di Los Angeles

Tra le persone che hanno visto quel video c’era anche Destiny Gomez. La giovane non è riuscita a restare indifferente davanti a quelle immagini e ha deciso di mettersi subito alla ricerca del cane insieme al suo fidanzato.

Per ore hanno girato diverse zone della città nella speranza di ritrovarlo. Non sapevano se fosse ancora nei dintorni, se qualcuno lo avesse soccorso oppure se fosse finito in pericolo nel traffico. Alla fine, però, la ricerca ha avuto un lieto fine.

Il cagnolino era nascosto in un vicolo, spaventato e ancora molto disorientato. Destiny lo ha chiamato Chico e lo ha preso con sé. Dopo il salvataggio lo ha portato da un amico toelettatore che si è occupato di lavarlo e coccolarlo. Un gesto semplice, ma importante per ridare un po’ di serenità a un animale che aveva appena vissuto un trauma enorme.

Una nuova possibilità dopo il dolore

La storia di Chico ha continuato a diffondersi online anche dopo il salvataggio. Tantissime persone hanno scritto a Destiny chiedendo informazioni per adottarlo. Un’ondata di affetto arrivata dopo giorni che per quel cane devono essere stati pieni soltanto di paura e confusione.

Per il momento Chico si trova in una famiglia affidataria, ma Destiny sta valutando con attenzione tutte le richieste ricevute. L’obiettivo è trovare una casa davvero adatta a lui, una famiglia capace di offrirgli stabilità, pazienza e amore.

Perché alcuni animali riescono ancora a fidarsi delle persone anche dopo essere stati traditi nel modo più crudele. E forse è proprio questa la cosa che colpisce di più guardando la storia di Chico: quel bisogno ostinato di rincorrere qualcuno che, invece, aveva già deciso di lasciarlo indietro. Di seguito il video del piccolo Chico.

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2026-05-11 Autore: Aurora De Santis

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